Se vince il migliore

lug 15th, 2010 | By busnosan | Category: Sport

spagna

Ogni tanto nel calcio accade che vinca il migliore.

Nel Mondiale 2010 che per alcuni è stato ricco di sorprese in relatà il canovaccio seguito ha perfettamente ricalcato quelli che erano i valori acquisiti. Logico che andasse così andando a confrontare numeri delle nazionali più in vista.

La finale la giocano Spagna e Olanda che arrivano all’atto conclusivo con ruolini di marcia impressionanti.

Gli orange mancano un clamoroso filotto proprio sul più bello dopo aver vinto tutte le partite di qualificazione e le prime sei della fase finale.

Il gioco espresso non mi ha entusiasmato ma nel calcio conta vincere e loro hanno sublimato il concetto sconfessando per gran parte la storica propensione a far gioco. E’ stata un’Olanda solida, portata a distruggere il gioco avversario e ripertire negli spazi coi suoi formidabili velocisti. Alla fine ha però trovato l’unico avversario veramente insuperabile contro il quale non poteva fare onestamente di più. Punto più alto l’eliminazione del Brasile nei quarti di finale anche se onestamente agli olandesi andò di lusso sia in quel match che in quello successivo contro lo strabiliante Uruguay di Tabarez.

La Spagna era Campione d’Europa in carica e aveva perso in una sola occasione, peraltro clamorosa, contro la Svizzera, proprio nel match inaugurale del suo Mondiale. Incidente di percorso che ha messo sul chi vive le furie rosse. Il prosieguo del cammino ci ha mostrato una Spagna non al meglio ma capace di superare tutti gli ostacoli. Punto critico il quarto di finale contro un Paraguay straordinario che ha messo alle corde la Spagna andando a pressare altissimo nella metà campo avversaria. In quella occasione ho visto la Spagna in difficoltà ma poi, passata la paura, gli uomini di Del Bosque hanno spazzato via la Germania e battuto ben più nettamente di quanto dica il punteggio finale anche l’Olanda.

Su tutti c’è ovviamente Iniesta, calciatore per il quale personalmente stravedo da anni, che ha deciso con le sue giocate le gare più spinose. A partire dal Cile il piccolo genio Andres ha messo la firma su ogni successo con la sua classe inarrivabile. In finale ha vivacchiato con qualche lampo per 75 minuti e poi ha deciso di vincere la partita. 45 minuti, contando i supplementari, conditi da innumerevoli giocate che hanno messo sotto porta i compagni e portato all’espulsione di Heitinga. Il gol è stato il giusto premio per il man of the World Championship cui penso andrà il Pallone d’Oro a fine anno. Al suo livello oggi credo ci sia solo Messi (e il Barca per sua fortuna li ha tutti e due).

Detto delle due finaliste cos’altro resta?

Ottimo il Mondiale della Germania che ha proposto gioventù e bel gioco anche se impostato su difesa e ripartenza in contropiede e non suol posesso palla che a me piace di più. I tedeschi confermano di avere una costanza spaventosa nelle grandi manifestazioni ma a loro manca qualcosa dal punto di vista tecnico per ambire alla Coppa. Non c’è il genio che può spostare gli equilibri quando occorre a meno che Ozil maturando migliori ulteriormente.

Superlativo l’Uruguay (la mia favorita dopo l’uscita dell’Italia) che avrebbe meritato la finale. Squadra tosta chew dava la sensazione di essere perfetta in ogni reparto. Purtroppo è girata male sul più bello dovendo fare a meno di alcuni elementi fondamentali in semifinale. Vista la giovane età di molti protagonisti potremmo ritrovare questo gruppo tra le migliori a Brasile 2014.

Da non dimenticare anche il Ghana che si è fermato con sommo rimpianto ai quarti di finale. L’unica africana a tener alta la bandiera del continente nero avrebbe anche potuto fare il colpo ma la sorte ha deciso diversamente.

Le delusioni, a ben guardare, non sono effettivamente tali. Analizzando bene la uscite di Francia e Italia (finaliste 2006) nel girone non mi scandalizzerei più di tanto. I francesi si sono finalmente liberati di Domenech, vero tappo alle ambizioni di un gruppo comunque non eccelso se non sul piano atletico. I nostri hanno confermato che l’Italia è quella nazionale che, o passa il primo scoglio e diventa l’incubo di chiunque capiti sulla sua strada, o esce mestamente contro avversarie modeste. Nulla di nuovo sotto il sole anche se da noi si sono scatenate le solite ridde di voci sulla necessità di dare sostanza al nostro modo di giocare. Francamente ne sarei felice ma non ho quasi mai visto la nazionale giocare bene (come la Spagna tanto per capirci), soprattutto quella che ha poi vinto la Coppa.

Negli ottavi e nei quarti hanno salutato la compagnia l’Inghilterra e il Brasile. Gli inglesi hanno pagato a caro prezzo l’assenza di Ferdinand, unico faro della difesa britanica lasciata in balia delle scorribande dei giovani virgulti tedeschi. Più ampiamente Capello ha dimostrato che anche per i migliori tecnici non è semplice dare una impronta ad una squadra gestendola nei ritagli di tempo concessi dai club. In più i tre grandi Lampard-Gerrard-Rooney sono apparsi per lungi tratti bolliti dalla logorante stagione appena conclusa. I verdeoro invece potevano fare meglio. Hanno giocato anche bene a sprazzi ma sono mancati sul piano della tenuta psicologica. Contro l’Olanda stavano letteralmente dominando ma poi si sono sciolti come neve al sole. Anche se io, vedendo alcune avvisaglie (rigore su Lucio contro il Cile e rigore su Kakà contro l’Olanda), mi ero convinto che al momento opportuno il Brasile sarebbe stato “respinto” da “forze esterne”. Nel 2014 saranno padroni di casa e al 95% vinceranno, due titoli consecutivi sarebbero stati troppi.

In conclusione va detto che non abbiamo visto granchè se pensiamo ai calciatori. La vetrina si è risolta in un mercatino dove i soliti noti hanno per lo più steccato con qualche eccezione mentre di vere novità se ne sono viste poche. Ottime le prestazioni dei tre di centrocampo dell’Uruguay Egidio AREVALO, Diego PEREZ e Maxi PEREIRA. Sono tutti sulla trentina ma se il loro podismo non è frutto di magheggi e intrugli vari sarebbero da tenere sott’occhio. Nel Paraguay interessante l’attaccante di 27 anni Nelson VALDEZ che ha sostenuto il peso dell’attacco alternandosi in coppia con i deludenti Oscar CARDOZO e Roque SANTA CRUZ. Il Ghana ha proposto una squadra interessante. Andre AYEW coi suoi 21 anni è stato capitano e uomo fondamentale sulla corsia di sinistra. E mancando i grandi nomi (Essien e Obi Mickel infortunati con Appiah e Muntari rimpiazzi di lusso) si sono messi in evidenza il 22enne “friulano” Kwadkwo ASAMOAH e il 24enne Anthony ANNAN, due bei mastini là in mezzo con ottime prospettive di crescita. In ultimo il 25enne Asamoah GYAN, ex dell’Udinese, che ha disputato un Mondiale extra lusso. Peccato per quel rigore che lo ha gettato nello sconforto negando ai suoi una storica semifinale ma gran merito per aver retto da solo alla grande tutto l’attacco ghanese. Qualche altro giocatore lo si è intravisto (il giapponese HONDA, il portoghese COENTRAO per esempio) ma non di più. Insomma, noi saremo anche messi male secondo i più ma non è che in giro per il Mondo ci sia questo bengodi da invidiare!

Appuntamento al 2014 con l’intermezzo del 2012 e gli Europei nei quali vedremo se la Spagna, che ne ha tutte le potenzialità, saprà confermarsi ancora una volta come la migliore squadra in circolazione.

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