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Ad accompagnare queste "perle" ci sono tanti km fatti per prepararsi e mentenere la gamba tra una "impresa" e l'altra. Tra Como, Varese e la Svizzera fortunatamente abbiamo tante opzioni valide a disposizione. Basta solo fare un pò di strada per allontanarsi dalla piatta zona di Saronno e il gioco è fatto.
Per la prossima estate il programma è ricco.
Si parte con la speranza di avere buone condizioni meteo nel periodo post campionato di calcio, in modo da poter uscire nei week end.
Obiettivo il Colle di Nivolet. E poi uscite in Svizzera, e dalle parti di Varese e Como a caccia di nuove salite mai affrontate prima. Qualche nome già c'è, come il San Michele, il Villaggio Alpino TCI, e l'Alpe del Vicerè.
Poi arriverà il mese di luglio e con esso il clou della mia estate in bicicletta. E' qui infatti che conto di poter fare la "Settimana Dolomitica". Una sei giorni tutta d'un fiato dove scalerò una dopo l'altra vette storiche come Forcella Staulanza, Falzarego, Giau, San Pellegrino, Sella, Pordoi e Fedaia Marmolada. Non vedo l'ora!
Ad agosto mi resterà una ulteriore settimana da dedicare ad altre (almeno tre) salite importanti.
Qualche idea ovviamente l'abbiamo anche in questo caso. I nomi sono quelli del Passo del Vivione, del Fauniera, e soprattutto del temibile Mortirolo. Tutte fattibili nonostante l'ultimo nome faccia paura. Ma il Mortirolo ha molteplici strade che portano in vetta e posso scegliere il grado di difficoltà che più si adatta al mio attuale livello di preparazione.
So che per poter affrontare le rampe che hanno fatto la storia del Giro, quelle su cui danzava Marco Pantani, ci vorranno altri anni di allenamento, ma prima o poi ci arriveremo.
Discorso che vale anche per altre mitiche ascese dalle pendenze "impossibili" con le quali mi confronterò in futuro che, spero, non sia troppo lontano.
E' il caso dello Zoncolan, del Colle delle Finestre e del Crostis, la super salita del Giro 2011 cancellata all'ultimo minuto, ma già entrata nel cuore degli appassionati grazie alle immagini della sua paricolosissima discesa. E poi tante altre ancora, perché le salite di certo non mancano mai.
Una lunga strada da percorrere possibilmente in non più di tre anni. E sì perché poi l'obiettivo si sposterà all'estero.
La Route des Alpes, con la sua sequenza di grandi vette sarà la prima di una lista che comprende i Pirenei e, in generale, le cime del Tour de France.
E poi...poi si vedrà, già così è abbastanza. Ma là fuori ci sono l'Europa e un Mondo intero, fatto di salite da scalare.
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