Dopo San Marino iniziamo usciamo dai confini peninsulari per andare a trovare i nostri vicini di casa elvetici.

Il sito istituzionale del Governo svizzero (https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale.html) riporta numerose informazioni sulla cosiddetta pandemia.

Le ultime news sono dedicate alla cosiddetta vaccinazione che viene effettuata con Pfizer e ModeRNA. C’è la conferma della terza dose per i soggetti fragili (https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-85583.html) per una migliore copertura.

Dalle ultime news apprendiamo che i dati sono in peggioramento nelle ultime due settimane (https://www.swissinfo.ch/ita/epidemia_coronavirus–la-situazione-in-svizzera/45590960).

Interessanti le due note sui bilanci del settore ospedaliero, che ha subito un danno da 1,3 a 1,5 miliardi di franchi dall’inizio della cosiddetta pandemia, e su quello dell’economia in generale che invece pare andare a gonfie vele soprattutto grazie all’export.

Ai cosiddetti vaccini Pfizer e ModeRNA si è aggiunto anche Jansen (Johnson & Johnson).

Certificato Covid: dal 13 settembre è necessario all’interno di ristoranti, bar, alle strutture culturali e per il tempo libero, quali musei, biblioteche, giardini zoologici, centri fitness e piscine coperte. E anche molte università hanno adottato il lasciapassare poiché la decisione è lasciata alle autorità cantonali e alle stesse università.

Qui fornisco una mia testimonianza, che però va detto è precedente alla stretta del 13 settembre. Quando sono stato a Lugano vigeva l’obbligo di mascherina al chiuso e il lasciapassare esisteva sulla carta ma, confermato dalle persone con cui ho interloquito in loco, nessuno sapeva nemmeno come fosse fatto. Non appena possibile farò una capatina per vedere cosa è cambiato nella loro quotidianità.

Mascherine: restano obbligatorie nei luoghi chiusi.

Tamponi: chi fa un test non lo paga in determinate situazioni (https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/testen.html). Se per esempio deve viaggiare lo paga.

Va detto che il 28 novembre il popolo svizzero si esprimerà nuovamente sulla cosiddetta Legge Covid federale. A luglio fu confermata. Vedremo se con le ulteriori restrizioni il sentiment cambierà. Consideriamo che nelle ultime settimane si sono moltiplicate in tutti i cantoni le manifestazioni contro le restrizioni, ma non è detto che questo si tramuti in un voto contrario.

Nota conclusiva sulle modalità di accesso in Svizzera dai paesi stranieri (https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#-1803384471).

Io sono avvantaggiato vivendo a pochi passi dal confine. Le zone che circondano fisicamente la Svizzera sono esentate dal presentare documenti di qualsiasi tipo per entrare. Per gli altri c’è da procurarsi un QR-Code che deve essere esibito a richiesta. Se non lo si ha la sanzione è di 100 franchi. Per la cronaca quando sono passato dal confine (Bizzarrone) ho sempre trovato il deserto tranne che in una occasione, ma mi hanno chiesto se avevo fatto acquisti.

Oltre alla consueta ultima domanda sul lasciapassare, che non è obbligatorio ma può essere richiesto in particolari condizioni di emergenza sanitaria dal titolare dell’azienda, per lavorare segnalo una seconda differenza con l’Italia (https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/massnahmen-des-bundes.html). Si tratta del telelavoro, o smart working come lo chiamiamo qui, che in Svizzera resta non solo confermato ma anche raccomandato.

09/11/2021 – Novità dal buon Davide di “Senza fissa dimora” che ha avuto modo di viaggiare per la Svizzera e racconta come è andata.