Si attendeva il testo dell’accordo commerciale tra USA e UE ed è arrivato ieri.
Nell’attesa ci si domandava se davvero Ursula Von der Kazzen e soci avessero potuto accettare un accordo capestro dal quale non potranno che nascere disastri per i paesi UE. La speranza era che molte delle boiate annunciate fossero solo delle boutade. Purtroppo era tutto vero.
Nel testo, che condivido qui sotto in traduzione, si parte subito bene con il titolo che comprende le parole “equo” ed “equilibrato”.
Sarà che il buon Donaldone l’altro giorno ha apertamente preso in giro la banda servetti accorsa alla sua scrivania regalando elogi tanto sperticati quanto falsi a ognuno (a parte quello Stub, premier finlandese, del quale nemmeno riconosceva il volto pur avendolo seduto proprio davanti) e quindi la presa per i fondelli ormai è costante, però infastidisce che lo facciano presentando un accordo che è pieno di fregature a senso unico.
Si parte dai prodotti agricoli con quelli made in USA che faticano a entrare in UE per il semplice fatto che non rispondono a determinati criteri, stabiliti sul principio di precauzione, che dovrebbero salvaguardare i cittadini dal mettere nello stomaco porcherie provenienti da oltre oceano.
A quanto pare tutti i vincoli saranno rimossi. Poi vallo a spiegare agli europei che dopo vent’anni di regole di un certo tipo è giunto il tempo di inondare il mercato continentale di merce USa e quindi la precauzione va a farsi benedire.
Gli USA ringraziano con l’applicazione della tariffa al 15% per una serie di prodotti elencati al punto 2 e al punto 3.
Al punto 5 si conferma la delirante, e per giunta impossibile, idea di garantire 750 miliardi di acquisti di gas naturale liquefatto, petrolio e prodotti energetici nucleari statunitensi da parte della UE entro il 2028 (250 miliardi l’anno). Soldi che l’UE verosimilmente non ha per acquistare prodotti che gli USA non hanno, almeno in tale quantità (sempre che non lievitino i prezzi, allora sì che si potrebbe fare).
In più hanno inserito al tri 40 miliardi di acquisti di chip di intelligenza artificiale statunitensi.
Teniamo il conto, per ora siamo a 790 miliardi.
Al punto 6 “si prevede che le aziende europee investiranno ulteriori 600 miliardi di dollari in settori strategici negli Stati Uniti entro il 2028“.
Olè, altri 600 miliardi in tre anni. Conto totale che lievita a 1.390 miliardi.
Al punto 7 abbiamo un problema. L’UE (sempre e solo l’UE) “prevede di aumentare gli acquisti di equipaggiamenti militari e di difesa dagli Stati Uniti“. Vai a sapere quanti altri soldini di conta di regalare allo Zio Sam. Però, ora che ci penso, il piano di riarmo UE si aggira intorno agli 800 miliardi. Andranno tutti lì? Se così fosse saremmo oltre quota 2.000 miliardi.
Al punto 8 (miracolo!) un pizzico di presunta reciprocità per il mercato auto con l’eliminazione di barriere non tariffarie da ambo le parti per favorire lo scambio tra le due parti.
Il punto 9 (e il 10) ritorna sui prodotti alimentari e lo leggiamo tutto insieme:
“Riconoscendo l’importanza di un impegno costante per risolvere preoccupazioni di lunga data, l’Unione Europea e gli Stati Uniti si impegnano a collaborare per affrontare le barriere non tariffarie che incidono sul commercio di prodotti alimentari e agricoli, tra cui la semplificazione dei requisiti per i certificati sanitari per la carne suina e i prodotti lattiero-caseari.”
Preparatevi a ricevere, voi che la mangiate (tanto io sarò fregato sicuramente da altro), tanta bella carne made in USA.
Al punto 11 c’è da ridere pioché a noi stanno facendo, scusate il francesismo, il culetto a quadri sulle norme contro l’inquinamento e il riscaldamento globale e tutto il corollario sulla transizione (gin)ecologica e gli USa pretendono di avere una corsia preferenziale per le loro piccole e medie imprese. Voglio proprio vedere come ce la venderanno.
Anche il punto 12 si focalizza sulla normativa europea “troppo stringente”. Devo dire che la burocrazia europea è oggettivamente un bell’elefante, ma qui stiamo parlando di aprire il nostro mercato completamente agli USA con o senza liberare anche le nostre aziende? E sarà la scelta giusta quella del “tana libera tutti”? L’equilibrio è la chiave e passare da messimo della burocrazia a nulla non mi pare una bella idea.
Altro punto interessante il 14. Qui si parla di possibili restrizioni all’importazione di minerali critici da paesi terzi. Anche qui ci vincoliamo agli USa senza se e senza ma? Olè!
Il punto 15 riguarda garanzie sulla proprietà intellettuale. Mmm…
Il punto 16 sulla tutela dei lavoratori fa ridere per entrambe le parti. Ma noi fessacchiotti ci crediamo e facciamo segno di sì con la testolina. Vero?
I punti conclusivi riguardano la digitalizzazione, perché è sempre meglio preparare bene il terreno sul piano normativo per la colonizzazione anche di tipo digitale.
Il punto 19, un po’ come il 14, è chiaramente indirizzato a restringere il campo per eventuali collaborazioni con paesi terzi, per esser chiari BRICS e cosi, così facciamo prima.
Di seguito la traduzione di questo magnifico (per gli USA) accordo commerciale (https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/2025/08/joint-statement-on-a-united-states-european-union-framework-on-an-agreement-on-reciprocal-fair-and-balanced-trade/).
Fossi stato in loro lo avrei chiamato “The Big Beautiful Inchiappettescion“.
Scusate, ma posso avere il dubbio (in realtà ce l’ho da tempo) che la sciura dopo aver regalato miliardi alle aziende farmaceutiche a stelle e strisce per un siero inutile e dannoso e aver concluso questo accordo capestro sia un tantino a libro paga di Washington (o New York se preferite)?
–
Dichiarazione congiunta su un quadro Stati Uniti-Unione Europea per un accordo sul commercio reciproco, equo ed equilibrato
Gli Stati Uniti e l’Unione Europea sono lieti di annunciare di aver concordato un quadro per un accordo sul commercio reciproco, equo ed equilibrato (“Accordo quadro”). Questo Accordo quadro rappresenta una dimostrazione concreta del nostro impegno per un commercio e investimenti equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi. Questo Accordo quadro porrà solide basi alle nostre relazioni commerciali e di investimento, tra le più grandi al mondo, e rinvigorirà la reindustrializzazione delle nostre economie. Riflette il riconoscimento da parte dell’Unione Europea delle preoccupazioni degli Stati Uniti e della nostra determinazione congiunta a risolvere i nostri squilibri commerciali e a liberare il pieno potenziale della nostra potenza economica combinata. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea intendono che questo Accordo quadro sia il primo passo di un processo che potrà essere ulteriormente ampliato nel tempo per coprire ulteriori aree e continuare a migliorare l’accesso al mercato e ad accrescere le loro relazioni commerciali e di investimento.
I termini chiave includono:
- L’Unione Europea intende eliminare i dazi su tutti i prodotti industriali statunitensi e garantire un accesso preferenziale al mercato per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli statunitensi, tra cui frutta a guscio, latticini, frutta e verdura fresca e trasformata, alimenti trasformati, semi, olio di soia e carne di maiale e bisonte. L’Unione Europea adotterà immediatamente le misure necessarie per estendere la Dichiarazione Congiunta degli Stati Uniti e dell’Unione Europea su un Accordo Tariffario, annunciata il 21 agosto 2020, per quanto riguarda l’aragosta (scaduta il 31 luglio 2025), unitamente a un ampliamento della gamma di prodotti per includere l’aragosta trasformata.
- Gli Stati Uniti si impegnano ad applicare l’aliquota tariffaria più elevata tra quella della Nazione Più Favorita (NPF) statunitense o un’aliquota tariffaria del 15%, composta dalla tariffa NPF e da una tariffa reciproca, sui prodotti originari dell’Unione Europea. Inoltre, a partire dal 1° settembre 2025, gli Stati Uniti si impegnano ad applicare esclusivamente la tariffa NPF ai seguenti prodotti dell’Unione Europea: risorse naturali non disponibili (incluso il sughero), tutti gli aeromobili e le relative parti, prodotti farmaceutici generici e i loro ingredienti, nonché i precursori chimici. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea concordano di considerare altri settori e prodotti importanti per le loro economie e catene del valore da includere nell’elenco dei prodotti a cui si applicherebbero esclusivamente le tariffe NPF.
- Gli Stati Uniti intendono garantire tempestivamente che l’aliquota tariffaria, composta dalla tariffa NPF e dalla tariffa imposta ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, applicata ai prodotti originari dell’Unione Europea soggetti alle azioni della Sezione 232 su prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname, non superi il 15%. Quando l’Unione Europea presenterà formalmente la proposta legislativa necessaria per attuare le riduzioni tariffarie di cui alla Sezione 1 del presente Accordo Quadro, gli Stati Uniti ridurranno i dazi sulle automobili e sui componenti di automobili provenienti dall’Unione Europea soggetti ai dazi della Sezione 232 come segue: nessuna tariffa della Sezione 232 sulle automobili o sui componenti di automobili si applicherà ai beni dell’Unione Europea interessati con un dazio NPF del 15% o superiore; e per i beni interessati con un’aliquota NPF inferiore al 15%, verrà applicata un’aliquota combinata del 15%, composta dalla tariffa NPF e dai dazi automobilistici della Sezione 232. Si prevede che tali riduzioni tariffarie entreranno in vigore dal primo giorno dello stesso mese in cui verrà presentata la proposta legislativa dell’Unione Europea. Gli Stati Uniti si aspettano che le proposte legislative dell’Unione Europea siano coerenti con il presente Accordo Quadro e promulgate dalle legislature necessarie. Tutte le modifiche ai dazi statunitensi della Sezione 232 saranno eseguite in modo da rafforzare e essere coerenti con gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’acciaio, l’alluminio e i prodotti derivati, l’Unione europea e gli Stati Uniti intendono valutare la possibilità di cooperare per proteggere i rispettivi mercati nazionali dalla sovracapacità, garantendo al contempo catene di approvvigionamento sicure tra loro, anche attraverso soluzioni di contingenti tariffari.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea negozieranno norme di origine che garantiscano che i benefici dell’Accordo sul Commercio Reciproco vadano prevalentemente agli Stati Uniti e all’Unione Europea.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si impegnano a cooperare per garantire un approvvigionamento energetico sicuro, affidabile e diversificato, anche affrontando le barriere non tariffarie che potrebbero limitare il commercio bilaterale di energia. Nell’ambito di questo sforzo, l’Unione Europea intende acquistare gas naturale liquefatto, petrolio e prodotti nucleari statunitensi, con un volume di acquisti previsto di 750 miliardi di dollari entro il 2028. Inoltre, l’Unione Europea intende acquistare chip di intelligenza artificiale statunitensi per un valore di almeno 40 miliardi di dollari per i suoi centri di calcolo. L’Unione Europea prevede inoltre di collaborare con gli Stati Uniti per adottare e mantenere requisiti di sicurezza tecnologica in linea con quelli degli Stati Uniti, in uno sforzo concertato per evitare la fuga di tecnologia verso destinazioni di interesse. Gli Stati Uniti si impegneranno a facilitare tali esportazioni una volta che tali requisiti saranno in vigore.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea condividono una delle più grandi relazioni economiche al mondo, supportata da stock di investimenti reciproci superiori a 5.000 miliardi di dollari, e intendono promuovere e facilitare gli investimenti reciproci su entrambe le sponde dell’Atlantico. In questo contesto, si prevede che le aziende europee investiranno ulteriori 600 miliardi di dollari in settori strategici negli Stati Uniti entro il 2028. Questo investimento riflette il forte impegno dell’Unione Europea nei confronti del partenariato transatlantico e il suo riconoscimento degli Stati Uniti come la destinazione più sicura e innovativa per gli investimenti esteri.
- L’Unione Europea prevede di aumentare sostanzialmente l’approvvigionamento di equipaggiamenti militari e di difesa dagli Stati Uniti, con il supporto e l’agevolazione del governo statunitense. Questo impegno riflette una priorità strategica condivisa per approfondire la cooperazione industriale transatlantica in materia di difesa, rafforzare l’interoperabilità della NATO e garantire che gli alleati europei siano dotati delle tecnologie di difesa più avanzate e affidabili disponibili.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si impegnano a collaborare per ridurre o eliminare le barriere non tariffarie. Per quanto riguarda il settore automobilistico, gli Stati Uniti e l’Unione Europea intendono accettare e riconoscere reciprocamente i rispettivi standard. La cooperazione in materia di standard svolge un ruolo cruciale nel rafforzamento del mercato transatlantico. L’Unione Europea e gli Stati Uniti si impegnano a migliorare le opportunità di cooperazione tecnica tra le organizzazioni di sviluppo standard con sede nell’UE e negli Stati Uniti, con l’obiettivo di identificare e sviluppare standard per il mercato transatlantico in settori chiave di reciproco interesse. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si impegnano a facilitare le valutazioni di conformità per coprire ulteriori settori industriali.
- Riconoscendo l’importanza di un impegno costante per risolvere le preoccupazioni di lunga data, l’Unione Europea e gli Stati Uniti si impegnano a collaborare per affrontare le barriere non tariffarie che incidono sul commercio di prodotti alimentari e agricoli, tra cui la semplificazione dei requisiti per i certificati sanitari per la carne suina e i prodotti lattiero-caseari.
- Riconoscendo che la produzione delle materie prime in questione all’interno del territorio degli Stati Uniti rappresenta un rischio trascurabile per la deforestazione globale, l’Unione Europea si impegna a impegnarsi per rispondere alle preoccupazioni dei produttori ed esportatori statunitensi in merito al Regolamento UE sulla Deforestazione, al fine di evitare un impatto indebito sul commercio tra Stati Uniti e UE.
- Prendendo atto delle preoccupazioni degli Stati Uniti relative al trattamento delle piccole e medie imprese statunitensi nell’ambito del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM), la Commissione Europea, oltre all’aumento recentemente concordato dell’eccezione de minimis, si impegna a lavorare per fornire ulteriori flessibilità nell’attuazione del CBAM.
- L’Unione Europea si impegna a intraprendere sforzi per garantire che la Direttiva sulla Due Diligence in materia di Sostenibilità Aziendale (CSDDD) e la Direttiva sulla Rendicontazione in materia di Sostenibilità Aziendale (CSRD) non pongano indebite restrizioni al commercio transatlantico. Nel contesto della CSDDD, ciò include l’impegno a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, comprese le piccole e medie imprese, e a proporre modifiche al requisito di un regime armonizzato di responsabilità civile per le omissioni di due diligence e agli obblighi relativi alla transizione climatica. L’Unione Europea si impegna a lavorare per rispondere alle preoccupazioni degli Stati Uniti in merito all’imposizione dei requisiti della CSDDD alle aziende di paesi terzi con normative pertinenti di alta qualità.
- L’Unione Europea ribadisce che gli organismi di valutazione della conformità statunitensi possono essere designati come Organismi Notificati ai sensi dell’Allegato Settoriale per le Apparecchiature di Telecomunicazione dell’Accordo sul Mutuo Riconoscimento tra la Comunità Europea e gli Stati Uniti (1998) per svolgere i compiti relativi a tutti i requisiti essenziali, inclusa la sicurezza informatica, previsti dalla Direttiva 2014/53/UE sulle Apparecchiature Radio. Inoltre, gli Stati Uniti e l’Unione Europea si impegneranno a negoziare un accordo di reciproco riconoscimento in materia di sicurezza informatica.
- L’Unione Europea e gli Stati Uniti si impegnano a rafforzare la cooperazione e le azioni relative all’imposizione di restrizioni all’esportazione di minerali critici e altre risorse simili da parte di paesi terzi.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si impegnano a discutere impegni di alto livello relativi alla protezione e all’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale.
- L’Unione Europea e gli Stati Uniti si impegnano a collaborare per garantire una solida tutela dei diritti del lavoro riconosciuti a livello internazionale, anche per quanto riguarda l’eliminazione del lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea si impegnano ad affrontare le barriere commerciali digitali ingiustificate. A tale riguardo, l’Unione Europea conferma che non adotterà né manterrà tariffe per l’utilizzo della rete. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea non imporranno dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea intendono continuare a sostenere la moratoria multilaterale sui dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio e ricercare l’adozione di un impegno multilaterale permanente.
- L’Unione Europea intende consultare gli Stati Uniti e gli operatori commerciali statunitensi sulla digitalizzazione delle procedure commerciali e sull’attuazione della legislazione attualmente proposta sulla riforma doganale dell’UE.
- Gli Stati Uniti e l’Unione Europea concordano di rafforzare l’allineamento in materia di sicurezza economica per migliorare la resilienza e l’innovazione della catena di approvvigionamento, adottando azioni complementari per affrontare le politiche non di mercato di terze parti e cooperando in materia di revisione degli investimenti in entrata e in uscita e di controlli sulle esportazioni, nonché di evasione dei dazi. Ciò include la lotta alle pratiche non di mercato, alla concorrenza sleale e alla mancanza di reciprocità negli appalti pubblici nei confronti di paesi terzi. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea coopereranno per ulteriori misure di attuazione.
Gli Stati Uniti e l’Unione Europea, in linea con le rispettive procedure interne, documenteranno tempestivamente l’Accordo sul Commercio Reciproco, Equo ed Equilibrato per attuare il presente Accordo Quadro.
–