{"id":1008,"date":"2016-10-09T15:22:58","date_gmt":"2016-10-09T15:22:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.busnosan.it\/wp\/?p=1008"},"modified":"2016-10-09T15:25:08","modified_gmt":"2016-10-09T15:25:08","slug":"giornata-grigia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.busnosan.it\/wp\/2016\/10\/09\/giornata-grigia\/","title":{"rendered":"Giornata grigia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.linkradio.it\/images\/stories\/leggi_normative\/leggi_normative.jpg\" width=\"784\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>Una di quelle giornate l\u00ec dove non sai dove sbattere la testa e ti perdi in letture altamente (dis)educative.<\/p>\n<p>Si va a riesumare un paio di link trovati sul sito della Camera durante la navigazione settimanale passata anche sui siti istituzionali per reperire notizie.<\/p>\n<p>Risultato? Spunti di riflessione sulla produzione legislativa italiana.<\/p>\n<p>Alla pagina\u00a0<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/385\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.camera.it\/leg17\/385<\/strong><\/a>\u00a0(<strong>Osservatorio sulla legislazione<\/strong>) \u00e8 possibile accedere al <strong>Rapporto sulla legislazione 2013<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/leg17\/397?documenti=1090\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.camera.it\/leg17\/397?documenti=1090<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Il rapporto \u00e8 suddiviso in due tomi.<\/p>\n<p><strong>Tomo I<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/file\/documenti\/TOMO_I_4_febbraio_2014.pdf\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/file\/documenti\/TOMO_I_4_febbraio_2014.pdf<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Interessante l&#8217;analisi della <strong>conflittualit\u00e0 Stato-Regioni<\/strong> presso la Corte Costituzionale.<\/p>\n<p>Abbiamo ascoltato spesso in questi mesi la narrazione secondo la quale la Riforma Costituzionale eliminerebbe gran parte dei ricorsi fatti dalle Regioni presso l&#8217;Alta Corte nei confronti dello Stato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 mai stata posta per\u00f2 una semplice domanda: Ma \u00e8 vero che la conflittualit\u00e0 \u00e8 in aumento perch\u00e9 le Regioni pongono veti a prescindere, come lascia intendere qualcuno, o c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro?<\/p>\n<p>Qui troviamo la risposta.\u00a0Leggiamo da <strong>pagina 389<\/strong> del Tomo I.<\/p>\n<p>Troviamo dati relativi agli anni 2010, 2011 e 2012.<\/p>\n<p>Nel 2012 \u00e8 in carica il Governo Monti e per le Regioni arrivano pesanti tagli di spesa.<\/p>\n<p>Non a caso si verifica un tendenziale miglioramento del rapporto Stato-Regioni tra il 2010 e il 2011, mentre questo si deteriora pesantemente tra il 2011 e il 2012.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 accade con tutta evidenza non perch\u00e9 le Regioni abbiano inteso prevaricare lo Stato cercando di imporre i loro veti, ma pi\u00f9 prosaicamente perch\u00e9 hanno subito il colpo di clava imposto dall&#8217;esecutivo tecnico nel 2012 e hanno tentato di limitare i danni.<\/p>\n<p>In buona sostanza nei periodi di relativa tranquillit\u00e0 il contenzioso Stato-Regione cala, in quelli di crisi, vera o presunta che sia, aumenta esponenzialmente.<\/p>\n<p>Alle pagine <strong>391<\/strong> e <strong>392<\/strong> troviamo le cifre (guarda caso il numero di <strong>150<\/strong> pronunzie rese in via principale dall&#8217;Alta Corte nel <strong>2012<\/strong> rappresenta il valore pi\u00f9 elevato di sempre) ed una ipotesi che collega il tutto pi\u00f9 a questioni di &#8220;riparto di competenza legislativa tra Stato e Regioni&#8221;, ove anche si precisa che &#8220;le medesime problematiche potrebbero venire in considerazione nell&#8217;ambito di un possibile percorso di revisione costituzionale&#8221;.<\/p>\n<p>Su questo punto \u00e8 stato gi\u00e0 spiegato a pi\u00f9 riprese da menti pi\u00f9 raffinate della mia come la Riforma Costituzionale vada a creare nuovi terreni di scontro e possa addirittura inasprire il contenzioso Stato-Regioni in futuro.<\/p>\n<p>A mio avviso per\u00f2 resta valida pi\u00f9 di ogni altra l&#8217;ipotesi che vede nel concreto restringimento dei margini di manovra economica delle Regioni la recrudescenza del contenzioso ravvisata nel 2012.<\/p>\n<p>Siamo quindi di fronte al tentativo di far passare come fondamentale la riforma dei rapporti tra Stato e Regioni grazie alla quale i processi legislativi saranno pi\u00f9 fluidi e veloci, e quindi meno costosi, mentre invece si rischia di appesantire ulteriormente il lavoro dell&#8217;Alta Corte senza affrontare la questione di fondo, la realt\u00e0. In definitiva non elimini i contenziosi modificando un sistema che in tempi &#8220;normali&#8221; non ha particolari problemi, ma lo fai prevenendo eventuali future &#8220;mattanze&#8221; come quella imposta nel 2012.<\/p>\n<p>Da leggere poi anche l&#8217;analisi della potest\u00e0 legislativa statale esclusiva, concorrente e regionale residuale.<\/p>\n<p>Passiamo al <strong>Tomo II<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/file\/documenti\/TOMO_II_4_febbraio_2014.pdf\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/file\/documenti\/TOMO_II_4_febbraio_2014.pdf<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Il Tomo II propone tra l&#8217;altro un confronto della <strong>produzione legislativa degli anni 1962, 1978, 1991 e 2012<\/strong>.<\/p>\n<p>Ora, non si sta qui a tediare il lettore con tutta l&#8217;analisi presentata nel documento.\u00a0C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una sintesi nella tabella di <strong>pagina 439<\/strong>.\u00a0La tendenza \u00e8 chiara, il totale degli atti normativi passa da pi\u00f9 di 1.000 nel 1962 a 192 nel 2012.<\/p>\n<p>Va tenuto conto delle differenti condizioni e del contesto nel quale si spiegano alcuni numeri, ma il dato pi\u00f9 interessante \u00e8 nella tabella a pagina <strong>441<\/strong>.\u00a0Qui troviamo il numero di caratteri utilizzati, senza contare gli spazi.\u00a0Si \u00e8 passati da <strong>1.992.552<\/strong> caratteri utilizzati nel 1962 al record di <strong>2.621.251<\/strong> del 2012.\u00a0Riflettiamo bene su questi numeri.<\/p>\n<p>Nel <strong>2012<\/strong> si sono fatte meno leggi, anche se le <strong>101<\/strong> leggi <strong>ordinarie<\/strong> e i <strong>192 atti<\/strong> legislativi del 2012 fanno <strong>8,4<\/strong> leggi e <strong>16<\/strong> atti legislativi <strong>al mese<\/strong>.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da riflettere sul fatto che si utilizzi uno spropositato di caratteri (seppur parzialmente giustificato dai sempre pi\u00f9 numerosi rimandi a leggi precedenti che si accumulano anno su anno), il che vuol dire che le leggi sono chilometriche, e spesso incomprensibili, un po&#8217; come il nuovo articolo 70 della Costituzione.<\/p>\n<p>Da leggere anche la comparazione tra gli altri quattro grandi stati europei (Germania, Regno Unito, Spagna e Francia).\u00a0A pagina <strong>577<\/strong> inserendo anche l&#8217;Italia <strong>il nostro Paese sarebbe secondo solo alla Germania per numero di leggi approvate<\/strong>.<\/p>\n<p>Se poi guardiamo questo ulteriore report (<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/attachments\/shadow_mostra\/file_pdfs\/000\/024\/026\/RAPPORTO_MARZO2015_WEB2.pdf\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.camera.it\/application\/xmanager\/projects\/leg17\/attachments\/shadow_mostra\/file_pdfs\/000\/024\/026\/RAPPORTO_MARZO2015_WEB2.pdf<\/strong><\/a>) sempre disponibile sul sito della Camera dei Deputati (il link va al PDF riassuntivo) vediamo a pagina 16 che <strong>l&#8217;Italia dal 2009 al 2013 si trova al terzo posto dietro a Germania e Francia per leggi approvate (76 in media all&#8217;anno)<\/strong>.<\/p>\n<p>Il conto \u00e8 presto fatto, <strong>siamo a quota 6,33 leggi al mese<\/strong>. E qualcuno parla di 563 giorni per approvare le leggi. La verit\u00e0 \u00e8 che andiamo dal massimo appena detto ad un minimo di 53 giorni, ma c&#8217;\u00e8 chi propaganda il SI&#8217; al referendum utilizzando il numero massimo come se fosse la media.<\/p>\n<p>D&#8217;altro canto siamo o non siamo il Paese di quel tal Calderoli che una volta voleva distruggere con il lancia fiamme tutte le leggi, salvo poi passare alla storia per aver fatto parte di uno dei Governi che hanno prodotto il numero pi\u00f9 alto di leggi all time?<\/p>\n<p>Cosa vuoi che sia ora se qualche altro buontempone vuol mette in piedi la stessa messa in scena sfasciando buona parte della Costituzione.<\/p>\n<p>Ha ragione il Financial Times quando ci ricorda che non \u00e8 la bulimia nella produzione delle leggi, ma come queste leggi sono fatte, cio\u00e8 bene o male, che conta.\u00a0Non a caso loro sono di gran lunga quelli che ne producono di meno e non mi pare che se la passino poi cos\u00ec male.<\/p>\n<p>Per\u00f2 va detto che il Finacial Times sarebbe quel giornale che mesi addietro glorificava il Governo Renzi anche per la Riforma Costituzionale, quindi occhio, prendiamoli con le molle i nostri &#8220;cari amici&#8221; britannici, che quando cambiano idea loro c&#8217;\u00e8 da stare attenti.<\/p>\n<p>Oh, per inciso sembra che si sia fatto sostanzialmente del <em>cazzeggio libero andante<\/em>, ma questo genere di questioni tengono sostanzialmente fermo il Paese per anni per dirimere beghe interne.<\/p>\n<p>Certo che se si vive in tempi nei quali <em>anche solo un piccolo peto te lo fanno pagare caro<\/em> allora di conflittualit\u00e0, almeno sulla carta, tra Stato e Regioni e di leggi prodotte in quantit\u00e0 industriale e scritte a capocchia continueremo a sentirne parlare sempre pi\u00f9, che vinca il SI&#8217; o il NO.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una di quelle giornate l\u00ec dove non sai dove sbattere la testa e ti perdi in letture altamente (dis)educative. 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