{"id":7999,"date":"2026-09-22T23:29:08","date_gmt":"2026-09-22T23:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.busnosan.it\/wp\/?p=7999"},"modified":"2026-09-22T23:29:12","modified_gmt":"2026-09-22T23:29:12","slug":"zio-bill-lotta-con-noi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.busnosan.it\/wp\/2026\/09\/22\/zio-bill-lotta-con-noi\/","title":{"rendered":"Zio Bill lotta con noi!"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito, invero piuttosto singolare poich\u00e9 portato avanti dagli stessi che non solo hanno lanciato ma stanno continuando a sviluppare senza freni l&#8217;IA, trova spazio anche sul blog di <strong>Zio Bill, in arte Gates<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Io vi consiglio vivamente di leggere tutto, anche se so che l&#8217;attenzione media \u00e8 quella di una mosca occorre confrontarsi con chi in questo settore ancora oggi ha le mani in pasta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta terminata la lettura andate alle mie considerazioni finali e pensateci su.<\/p>\n\n\n\n<p>Zio Bill pone alcune domande e io do risposta ai quesiti.<\/p>\n\n\n\n<p>(Originale: <a href=\"https:\/\/www.gatesnotes.com\/a-turbulent-ai-era-and-critical-choices-to-make\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.gatesnotes.com\/a-turbulent-ai-era-and-critical-choices-to-make<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo entrati nella turbolenta era dell&#8217;intelligenza artificiale. Le scelte che compiamo oggi sono cruciali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo bisogno di un piano per garantire che i benefici superino gli aspetti negativi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso della mia vita ho svolto solo due attivit\u00e0 lavorative. Nella prima, grazie al mio lavoro in Microsoft, ho contribuito a sviluppare software capaci di potenziare le capacit\u00e0 delle persone.<br>Nella seconda, iniziata a tempo pieno nel 2008, sto reinvestendo la ricchezza accumulata in Microsoft con l&#8217;obiettivo di rendere il mondo un luogo pi\u00f9 sano, pi\u00f9 istruito e pi\u00f9 equo. Questo \u00e8 il lavoro che svolger\u00f2 per il resto della mia vita.<br>Entrambe le esperienze influenzano la mia visione dell&#8217;intelligenza artificiale. Quando scoprii i computer all&#8217;et\u00e0 di 13 anni, rimasi affascinato dall&#8217;idea di renderli pi\u00f9 intelligenti e capaci di compiere azioni che, all&#8217;epoca, erano appannaggio esclusivo degli esseri umani. Sebbene il termine &#8220;IA&#8221; circolasse gi\u00e0 pi\u00f9 o meno da quando sono nato, la tecnologia ha compiuto progressi significativi solo nell&#8217;ultimo decennio. Oggi possiede capacit\u00e0 straordinarie e continua a evolversi a una velocit\u00e0 impressionante. Per la prima volta, l&#8217;IA \u00e8 in grado di sostituire e persino superare le facolt\u00e0 cognitive umane.<br>Sul fronte dell&#8217;equit\u00e0, l&#8217;IA potr\u00e0 rivelarsi il pi\u00f9 grande strumento di uguaglianza mai inventato oppure la peggiore fonte di ingiustizia. La sfida \u00e8 colossale. Anche nello scenario migliore, la transizione verso questa nuova era dell&#8217;IA rappresenter\u00e0 uno dei periodi pi\u00f9 turbolenti della storia umana. Come useremo questa tecnologia per rendere il mondo pi\u00f9 giusto ed evitare che accentui il divario tra ricchi e poveri? Come tuteleremo le persone pi\u00f9 esposte ai rischi dell&#8217;intelligenza artificiale, compresi coloro che perderanno la propria fonte di sostentamento e la sensazione di avere il controllo sul proprio futuro?<br>Purtroppo, al momento non ci stiamo preparando adeguatamente. Non vedo segnali che indichino come leader, esperti e comunit\u00e0 stiano affrontando queste sfide in modo appropriato. Manca un piano per gestire l&#8217;ingresso nell&#8217;era dell&#8217;IA.<br>In parte, ci\u00f2 accade perch\u00e9 molti osservatori sottovalutano la portata dell&#8217;impatto che l&#8217;IA avr\u00e0. Credo che vi siano diverse ragioni alla base di questo atteggiamento.<br>Una di queste \u00e8 il fatto che i modelli di IA commettono ancora degli errori. \u00c8 difficile immaginare che possano sostituire la cognizione umana quando, non molto tempo fa, non riuscivano a risolvere un semplice Sudoku o a capire quante &#8220;r&#8221; ci fossero nella parola inglese <em>strawberry<\/em>.<br>Tuttavia, il problema dell&#8217;affidabilit\u00e0 si sta risolvendo rapidamente, man mano che i ricercatori creano modelli capaci di verificare il proprio operato e di migliorarsi autonomamente. Presto saranno decisamente pi\u00f9 abili degli esseri umani in molte attivit\u00e0.<br>Un altro motivo per cui si sottovaluta l&#8217;IA \u00e8 che i paragoni con l&#8217;impatto di innovazioni passate possono essere fuorvianti. Non abbiamo precedenti di una tecnologia capace di una diffusione cos\u00ec rapida o in grado di pensare e agire come un essere umano. Quando arriv\u00f2 il personal computer, ci vollero vent&#8217;anni per cambiare in modo significativo il nostro modo di lavorare: era necessario sviluppare i software, abbassare i prezzi e far s\u00ec che le persone imparassero a usare questi strumenti integrandoli nei propri processi aziendali. L&#8217;IA, invece, funziona sui dispositivi che gi\u00e0 possediamo e utilizza il linguaggio naturale. Non siamo noi a doverci adattare a essa, perch\u00e9 \u00e8 lei a potersi adattare a noi. Pu\u00f2 guardare gli stessi video formativi usati per i lavoratori umani e apprendere dai dati esistenti.<br>Vorrei segnalare un possibile conflitto di interessi. Ho tratto enormi vantaggi dal settore tecnologico e, sebbene abbia diversificato notevolmente il mio portafoglio, mantengo ancora legami finanziari con esso. In qualit\u00e0 di presidente della Gates Foundation, collaboro con Microsoft e altre aziende del settore IA per cercare di garantire che questa tecnologia venga impiegata in modi che portino reali benefici alle persone di tutto il mondo.<br>Tuttavia, le mie opinioni sull&#8217;IA non sono dettate dalla possibilit\u00e0 di trarne un guadagno personale. Tutti i profitti generati dai miei investimenti, inclusi quelli nel settore tecnologico, saranno devoluti alla Gates Foundation per combattere le disuguaglianze globali. Naturalmente, spetta ai lettori valutare se questo possa influenzare il mio giudizio. Ritengo che rispondere a queste domande e agire di conseguenza debba essere la priorit\u00e0 assoluta a livello mondiale. Se il mondo adotter\u00e0 le misure corrette, l&#8217;IA diventer\u00e0 una forza positiva, capace di migliorare la condizione di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Questa volta \u00e8 davvero diverso.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da che ho memoria, ho sempre desiderato che l&#8217;innovazione procedesse pi\u00f9 velocemente. Con l&#8217;IA, per\u00f2, il mio stato d&#8217;animo \u00e8 pi\u00f9 complesso.<br>Vorrei che il mondo potesse coglierne i benefici rapidamente e rimandare il pi\u00f9 a lungo possibile i problemi che ne deriveranno; tuttavia, vantaggi e criticit\u00e0 stanno arrivando simultaneamente. Credo che abbiamo bisogno di tempo per prepararci al periodo di sconvolgimenti sociali, politici ed economici in cui stiamo per entrare. Le persone che necessitano di pi\u00f9 tempo sono proprio quelle che ne hanno meno: l&#8217;impiegato amministrativo sostituito da un bot o il lavoratore pagato 20 dollari l&#8217;ora che perde il posto a favore di un robot dal costo di 10 dollari l&#8217;ora.<br>Molti osservatori sostengono che questa transizione tecnologica sar\u00e0 simile alle precedenti. Citano, ad esempio, il passaggio dei lavoratori statunitensi dall&#8217;agricoltura al lavoro d&#8217;ufficio. Tuttavia, quel processo si \u00e8 svolto nell&#8217;arco di diverse generazioni e ha creato nuovi impieghi che richiedevano capacit\u00e0 cognitive umane. In questo caso, invece, la tecnologia \u00e8 in grado di sostituire proprio le capacit\u00e0 cognitive dell&#8217;uomo.<br>Poich\u00e9 \u00e8 capace di vedere, ascoltare, parlare e ragionare \u2013 e finir\u00e0 per svolgere lavori manuali con la stessa fluidit\u00e0 di un essere umano \u2013 non interesser\u00e0 un solo settore. L&#8217;IA assumer\u00e0 compiti in ambito legale, nell&#8217;assistenza clienti, nella medicina, nello sviluppo software e nella produzione industriale. L&#8217;impatto su questi settori sar\u00e0 rapido: avverr\u00e0 nel giro di un decennio anzich\u00e9 nell&#8217;arco di diverse generazioni. Nasceranno nuovi posti di lavoro, ma \u2013 in assenza di politiche adeguate \u2013 saranno molti meno di quelli attuali.<br>Se qualcuno avesse un piano credibile per rallentare i progressi dell&#8217;IA a livello globale, probabilmente lo sosterrei. Tuttavia, non credo che ci\u00f2 accadr\u00e0: gli incentivi geopolitici ed economici spingono con troppa forza verso un&#8217;accelerazione a pieno ritmo.<br>Per massimizzare gli effetti positivi di questa tecnologia senza precedenti e ridurne al minimo quelli negativi, garantendo cos\u00ec un miglioramento complessivo della situazione, dobbiamo comprendere sia i vantaggi che i rischi. Inizier\u00f2 da questi ultimi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>La transizione verso l&#8217;IA comporta tre rischi principali.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho intenzione di approfondire ciascuno di essi in futuro; per ora, mi limiter\u00f2 a una breve panoramica.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Molti posti di lavoro spariranno per sempre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1933, durante la Grande Depressione, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti si aggirava intorno al 25%. Rimase a doppia cifra per gran parte del decennio successivo, per poi rientrare man mano che la domanda, gli investimenti e la crescita riprendevano quota.<br>\u00c8 possibile che l&#8217;IA non raggiunga tali livelli, ma il suo impatto non svanir\u00e0 con il semplice mutare del ciclo economico. I posti di lavoro pi\u00f9 a rischio sono quelli di livello base e intermedio, mentre le nuove occupazioni che verranno create richiederanno per lo pi\u00f9 competenze che necessitano di anni per essere acquisite.<br>Le professioni d&#8217;ufficio stanno gi\u00e0 subendo un impatto, seppur contenuto. In seguito alla diffusione dell&#8217;IA generativa, l&#8217;occupazione \u00e8 calata sensibilmente tra i giovani lavoratori impiegati in mansioni particolarmente vulnerabili alla sostituzione, ma non tra i loro colleghi pi\u00f9 anziani.<br>Ritengo che questa tendenza proseguir\u00e0, ma non si limiter\u00e0 a una manciata di settori o professioni. Le attivit\u00e0 di vendita e assistenza clienti (online e telefonica), l&#8217;ingegneria del software e il lavoro di supporto legale potrebbero essere tra le prime a subire conseguenze, ma lo sconvolgimento si estender\u00e0 ben oltre, man mano che l&#8217;IA assumer\u00e0 compiti che oggi richiedono ancora personale qualificato: attivit\u00e0 come la valutazione delle richieste di prestito, l&#8217;analisi dei dati e persino il triage dei pazienti. Alcuni ambiti, come l&#8217;ingegneria del software, genereranno nuova domanda grazie alla riduzione dei costi; di conseguenza, la perdita netta di posti di lavoro in questi settori sar\u00e0 inferiore rispetto ad altri, a patto che alcune mansioni \u2014 come la progettazione \u2014 continuino a essere svolte meglio dagli esseri umani.<br>Anche le professioni manuali ne risentiranno. Sebbene la tecnologia robotica non sia avanzata quanto l&#8217;IA, col tempo anche i costi dei robot scenderanno drasticamente. Molti americani con cui parlo non si rendono conto della rapidit\u00e0 con cui stanno progredendo i robot dotati di destrezza manuale, poich\u00e9 gran parte dello sviluppo tecnologico avanzato avviene all&#8217;estero, soprattutto in Cina. Oppure si lasciano fuorviare dai video di robot che ballano goffamente, diventati virali di recente. Credo che, entro la fine del decennio, i robot &#8220;intelligenti&#8221; inizieranno a competere con gli esseri umani in alcune mansioni fisiche, ad esempio nei settori dell&#8217;edilizia e dell&#8217;ospitalit\u00e0.<br>La combinazione di robot e IA potrebbe innescare un circolo vizioso. Quando un&#8217;azienda li adotta e utilizza i risparmi ottenuti per abbassare i prezzi, i concorrenti subiscono un&#8217;enorme pressione a fare altrettanto. Se le aziende esistenti non dovessero adottare queste tecnologie, lo faranno le start-up. Molte persone dovranno cambiare lavoro, ma il disagio legato alla perdita dell&#8217;impiego, alla riqualificazione professionale e alla ricerca di una nuova occupazione sar\u00e0 notevole. Le dinamiche di mercato accelereranno sempre pi\u00f9 l&#8217;adozione di queste tecnologie e, se non interveniamo, ci saranno meno posti di lavoro di qualit\u00e0 e i vantaggi andranno a beneficio di un gruppo ristretto di persone.<br>Sono particolarmente preoccupato per i giovani, che entreranno in un mercato del lavoro con meno opportunit\u00e0 di impiego iniziale. Comprendono bene la sfida, essendo i fruitori pi\u00f9 attivi dell&#8217;IA, e ne colgono sia le potenzialit\u00e0 che la rapidit\u00e0 di evoluzione. Non sorprende, quindi, che molti di loro nutrano sentimenti negativi nei confronti dell&#8217;IA.<br>La trasformazione pi\u00f9 significativa per i lavoratori avverr\u00e0 quando l&#8217;IA sar\u00e0 in grado di svolgere mansioni praticamente prive di errori. A quel punto, potr\u00e0 operare autonomamente, senza necessit\u00e0 di supervisione umana, e le aziende avranno ogni incentivo economico a lasciarla agire in tal modo.<br>Ci\u00f2 comporter\u00e0 un cambiamento radicale nel nostro modo di concepire il lavoro, il reddito e la sicurezza economica. Come funzioner\u00e0 un&#8217;economia strutturata attorno all&#8217;occupazione se meno persone lavoreranno, o se molti lavoreranno per un numero ridotto di ore?<br>In una societ\u00e0 capitalistica, il lavoro rappresenta per la maggior parte delle persone la fonte del denaro necessario a soddisfare le esigenze primarie, oltre a costituire un elemento fondamentale per la dignit\u00e0 e la socialit\u00e0.<br>Quando una comunit\u00e0 registra un tasso di disoccupazione elevato, le ripercussioni possono essere capillari. Alcuni studi indicano che, in diverse aree degli Stati Uniti, la chiusura di stabilimenti industriali ha contribuito all&#8217;aumento dei decessi per overdose da oppioidi. Immaginiamo ora pressioni analoghe che coinvolgano, a livello nazionale, sia i lavoratori del settore terziario che quelli dell&#8217;industria manifatturiera.<br>Dobbiamo riflettere fin d&#8217;ora su come limitare la perdita di posti di lavoro, affinch\u00e9 tutti possano partecipare alla prosperit\u00e0 generata dall&#8217;IA. Attendere che le persone siano gi\u00e0 state espulse dal mercato del lavoro o si trovino in condizioni di sottoccupazione significherebbe arrivare troppo tardi. L&#8217;IA rappresenta una sfida strutturale per l&#8217;organizzazione della nostra economia e richiede riflessioni e azioni immediate.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;IA metter\u00e0 le persone (e forse altre IA) in condizione di causare maggiori danni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Molto prima che l&#8217;IA diventasse di uso comune, online si trovavano gi\u00e0 informazioni su come creare armi come bombe, armi biologiche e persino virus informatici. L&#8217;IA render\u00e0 molto pi\u00f9 semplice non solo reperire tali informazioni, ma anche metterle in pratica. Persino criminali con competenze limitate potranno prendere di mira vittime a ogni livello: singoli individui, aziende e governi.<br>Le frodi, la disinformazione, i deepfake e la sorveglianza resi possibili dall&#8217;IA sono i danni che molte persone percepiranno pi\u00f9 direttamente nella vita quotidiana.<br>Le capacit\u00e0 dell&#8217;IA stanno iniziando a essere impiegate per attacchi informatici. Gli esperti di sicurezza informatica pi\u00f9 brillanti che conosco temono i prossimi anni, poich\u00e9 gli attaccanti stanno acquisendo nuove e potenti capacit\u00e0 pi\u00f9 velocemente di quanto i difensori riescano a correggere tutte le vulnerabilit\u00e0. Dopotutto, lo stesso modello di IA capace di individuare una falla in un software \u2013 consentendo all&#8217;azienda di correggerla \u2013 pu\u00f2 anche aiutare un criminale a sfruttarla. Le risorse necessarie per sferrare un attacco stanno diminuendo drasticamente e non siamo riusciti a separare tali capacit\u00e0 dagli usi benevoli.<br>Si pensi alle infrastrutture che saranno vulnerabili: ospedali, istituzioni finanziarie, reti idriche, reti elettriche e sistemi di gestione dei sussidi pubblici. Quando queste istituzioni vengono attaccate, a pagarne le conseguenze sono i pazienti, i clienti e i beneficiari dei sussidi.<br>Lo stesso vale per il bioterrorismo. Sebbene l&#8217;IA porter\u00e0 a progressi salvavita nello sviluppo di farmaci e vaccini, render\u00e0 anche pi\u00f9 facile progettare nuove malattie letali. Ancora una volta, \u00e8 difficile distinguere le potenzialit\u00e0 positive da quelle pericolose. Si tratta di un problema globale.<br>I rischi appena citati riguardano il modo in cui l&#8217;IA potenzier\u00e0 soggetti malintenzionati che attualmente dispongono di scarso potere. Gli stessi strumenti concentreranno ulteriormente il potere laddove esso gi\u00e0 esiste. Le armi autonome, ad esempio, renderanno i governi ancora pi\u00f9 capaci di impiegare la forza letale senza il coinvolgimento umano nel processo decisionale. Monitorare e manipolare l&#8217;opinione pubblica diventer\u00e0 pi\u00f9 facile, economico ed efficace.<br>Col tempo, il potere di utilizzare l&#8217;IA per nuocere alle persone non sar\u00e0 pi\u00f9 prerogativa esclusiva di individui o istituzioni. I sistemi di IA stessi, talvolta, agiscono gi\u00e0 in modi non previsti dai loro creatori. La tecnologia sta evolvendo pi\u00f9 rapidamente del previsto e in modi sorprendenti; man mano che i modelli diventano pi\u00f9 potenti, potrebbero iniziare ad agire contro i nostri interessi, portandoci a perdere il controllo. Avr\u00f2 altro da dire al riguardo in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;intelligenza artificiale potrebbe ostacolare lo sviluppo dei nostri figli e sostituire le relazioni umane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre crescevo a Seattle, non avevo molti amici, a parte qualche altro ragazzo simile a me. Ho dovuto impegnarmi molto, con il grande aiuto di mia madre, per sviluppare le mie abilit\u00e0 sociali e imparare a relazionarmi con persone diverse. Ancora oggi, a 70 anni, faccio tesoro di quegli insegnamenti.<br>Dubito che avrei fatto lo stesso sforzo se all&#8217;epoca avessi avuto un compagno basato sull&#8217;intelligenza artificiale. Queste tecnologie comunicano in modi che ci mettono subito a nostro agio; non ci spingono mai fuori dalla nostra zona di comfort. Sono sempre disponibili e non si arrabbiano mai con noi. Ci\u00f2 le rende potenzialmente capaci di creare una forte dipendenza e di privarci delle lezioni che si apprendono entrando in contatto con altre persone.<br>Le prove disponibili su questo tema sono ancora scarse e talvolta contrastanti, ma vi sono segnali che dovrebbero destare seria preoccupazione. Ad esempio, in uno studio condotto su oltre 1.100 utenti di compagni virtuali basati sull&#8217;IA, i ricercatori di Stanford e della Carnegie Mellon hanno rilevato che le persone con reti sociali pi\u00f9 ristrette erano quelle pi\u00f9 propense a rivolgersi a un chatbot per compagnia. Inoltre, pi\u00f9 l&#8217;uso diventava intenso e coinvolgente sul piano emotivo, peggiore era il loro stato d&#8217;animo.<br>Le conseguenze per i giovani potrebbero durare tutta la vita. Nel suo libro <em>The Anxious Generation<\/em>, Jonathan Haidt fa un&#8217;osservazione sull&#8217;impatto dei social media che risulta ancora pi\u00f9 pertinente per l&#8217;intelligenza artificiale: &#8220;Come i giovani alberi esposti al vento, i bambini che affrontano abitualmente piccoli rischi crescono diventando adulti capaci di gestire rischi ben pi\u00f9 grandi senza farsi prendere dal panico. Al contrario, i bambini cresciuti in una serra protetta a volte finiscono per essere paralizzati dall&#8217;ansia prima ancora di raggiungere l&#8217;et\u00e0 adulta&#8221;.<br>Un compagno virtuale progettato per non contrariarci mai \u00e8, di fatto, una grande serra protetta.<br>Stiamo appena iniziando a comprendere i rischi che Internet \u2013 e in particolare i social media \u2013 pu\u00f2 comportare per lo sviluppo dei giovani. Assistiamo a fenomeni quali l&#8217;uso compulsivo, l&#8217;alterazione del sonno, il cyberbullismo e l&#8217;esposizione a contenuti dannosi. L&#8217;intelligenza artificiale potrebbe amplificare molti di questi rischi, rendendoli pi\u00f9 persuasivi e difficili da evitare; non dovremmo aspettare un&#8217;altra generazione per iniziare a prenderli seriamente in considerazione. Paesi come l&#8217;Australia, il Regno Unito e la Norvegia stanno adottando misure di tutela per i minori online. La Cina \u00e8 il Paese che si \u00e8 spinto pi\u00f9 oltre in questa direzione. Le sue norme impongono ampie restrizioni alle app di compagnia basate sull&#8217;IA, vietano i design che favoriscono la dipendenza emotiva e proibiscono la presenza di parenti o partner romantici virtuali per i minori.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi preoccupa anche l&#8217;impatto dell&#8217;IA sull&#8217;istruzione. Per ironia della sorte, lo stesso strumento che permetter\u00e0 alle persone di apprendere pi\u00f9 che mai potrebbe anche portare molti a imparare di meno. Un sondaggio preliminare ha suggerito che un uso pi\u00f9 intenso dell&#8217;IA \u00e8 associato a una minore capacit\u00e0 di pensiero critico. Tale effetto \u00e8 risultato pi\u00f9 marcato tra i giovani.<br>Questo sarebbe il momento peggiore in assoluto per perdere le capacit\u00e0 di pensiero critico. In un&#8217;epoca caratterizzata da deepfake e disinformazione personalizzata, saper distinguere il vero dal falso diventa una competenza fondamentale per la vita.<br>Non \u00e8 chiaro dove tracciare il confine riguardo a queste problematiche psicosociali. In alcuni casi, l&#8217;IA potrebbe aiutare le persone a migliorare le proprie relazioni interpersonali. Potrebbe rappresentare l&#8217;unico contatto con il mondo esterno per anziani isolati o persone con mobilit\u00e0 ridotta, rivelandosi comunque meglio di niente. Ovunque decideremo di fissare il limite, dovr\u00e0 essere una scelta consapevole e intenzionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Gli aspetti positivi dell&#8217;IA potrebbero essere davvero straordinari.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si dice spesso che tendiamo a sovrastimare i cambiamenti a breve termine e a sottostimare quelli a lungo termine.<br>Con l&#8217;IA, per\u00f2, noto una dinamica diversa. Alcuni vedono solo i vantaggi dell&#8217;IA, trascurandone gli aspetti negativi. Altri commettono l&#8217;errore opposto: concentrarsi esclusivamente sui pericoli \u2014 che sono reali \u2014 perdendo di vista i potenziali benefici.<br>Abbiamo bisogno di entrambe le cose: una profonda preoccupazione per i rischi dell&#8217;IA, che vanno ridotti al minimo, e un ottimismo concreto sui vantaggi, qualora riuscissimo a massimizzarli a beneficio di tutti.<br>Massimizzare i benefici \u00e8 importante tanto quanto ridurre al minimo i danni. Se le persone vedranno come l&#8217;IA semplifica la loro vita, si costruir\u00e0 quella fiducia pubblica necessaria per gestire le fasi pi\u00f9 complesse della transizione. Se, invece, il primo impatto dell&#8217;IA nella vita della maggior parte delle persone fosse la perdita del lavoro, chi \u00e8 gi\u00e0 scettico la rifiuterebbe categoricamente. Ci\u00f2 renderebbe pi\u00f9 difficile realizzare i potenziali benefici; ecco perch\u00e9 governi, settori industriali (incluso quello medico) e aziende che sviluppano IA devono collaborare fin da subito.<br>Grazie alla sua capacit\u00e0 di sintetizzare conoscenze provenienti da ogni ambito scientifico, l&#8217;IA pu\u00f2 accelerare l&#8217;innovazione per affrontare le sfide tecniche pi\u00f9 complesse a livello globale: fornire energia pulita e affidabile a tutti, combattere il cambiamento climatico, garantire una produzione alimentare sufficiente, debellare malattie e molto altro ancora. I ricercatori impegnati nello sviluppo di terapie oncologiche o nel campo dell&#8217;energia nucleare possono utilizzare l&#8217;intelligenza artificiale per analizzare enormi quantit\u00e0 di letteratura scientifica. Questa tecnologia pu\u00f2 aiutarli a individuare schemi o correlazioni che potrebbero sfuggire all&#8217;occhio umano e a stabilire quali esperimenti siano i pi\u00f9 promettenti. Quando l&#8217;intelligenza non rappresenter\u00e0 pi\u00f9 il fattore limitante di oggi, le aziende pi\u00f9 piccole potranno competere con organizzazioni dotate di budget di ricerca ben pi\u00f9 ingenti. La ricerca, lo sviluppo e l&#8217;innovazione riceveranno un impulso straordinario.<br>Il settore sanitario \u00e8 un ambito in cui l&#8217;IA pu\u00f2 contribuire a risolvere problemi concreti. Molti piccoli ospedali americani sono privi di specialisti in loco in grado di diagnosticare rapidamente una patologia durante un&#8217;emergenza critica. In tali contesti, l&#8217;IA potrebbe garantire la tempestiva individuazione di un infarto, risparmiando alle famiglie l&#8217;onere economico devastante di un&#8217;emergenza medica. Un esempio \u00e8 Viz.ai: il sistema analizza le immagini diagnostiche per rilevare ictus e altre emergenze, facilitando il coordinamento delle \u00e9quipe mediche nella gestione dei pazienti. \u00c8 attualmente impiegato in quasi 2.000 ospedali statunitensi.<br>L&#8217;IA aiuter\u00e0 inoltre i medici di base a formulare diagnosi pi\u00f9 accurate e a mantenere i contatti con i pazienti anche al di fuori dell&#8217;ambulatorio, oltre a supportare questi ultimi nella comprensione dei risultati degli esami e dei complessi piani di assunzione dei farmaci.<br>Sorprendo molte persone quando dico che un secondo ambito \u2014 l&#8217;agricoltura \u2014 \u00e8 quello in cui vedo l&#8217;impatto pi\u00f9 rapido dell&#8217;IA nei paesi a basso reddito. Nella maggior parte di questi paesi, gli agricoltori non ricevono previsioni meteorologiche affidabili n\u00e9 consigli su quali semi piantare, come proteggere colture e bestiame dalle malattie o come migliorare il terreno. Con la crescita demografica e le sfide poste dal cambiamento climatico, questi agricoltori hanno pi\u00f9 che mai bisogno di sostegno. Grazie all&#8217;IA, presto potranno ricevere consigli migliori su tutti questi aspetti \u2014 superiori persino a quelli di cui dispongono oggi gli agricoltori pi\u00f9 ricchi \u2014 e incrementare notevolmente la propria produzione.<br>I servizi pubblici rappresentano un terzo ambito in cui l&#8217;IA pu\u00f2 semplificare la vita delle persone. Negli Stati Uniti ho incontrato famiglie che, comprensibilmente, si sentivano sopraffatte dalle procedure per richiedere l&#8217;assicurazione sanitaria, gli aiuti per gli studi o l&#8217;assistenza alimentare. Di fronte a una mole enorme di moduli burocratici complessi, in molti erano tentati di rinunciare. L&#8217;IA pu\u00f2 snellire drasticamente questi processi, consentendo alle persone di ottenere pi\u00f9 rapidamente l&#8217;aiuto necessario e agli enti pubblici di operare con maggiore efficienza. I governi possono migliorare notevolmente l&#8217;esperienza dei cittadini, a partire da coloro che hanno pi\u00f9 bisogno delle reti di protezione sociale.<br>Nonostante le mie preoccupazioni riguardo all&#8217;impatto sulla salute mentale, ritengo che l&#8217;IA possa offrire un contributo significativo anche in questo campo. Nella maggior parte delle comunit\u00e0 c&#8217;\u00e8 carenza di consulenti, psichiatri ed esperti di dipendenze. Con le opportune tutele per la privacy, gli strumenti di IA potrebbero aiutare le persone a riconoscere i segnali premonitori. Successivamente, se necessario, potrebbero proporre strategie di gestione basate su evidenze scientifiche e affiancare un operatore umano per fornire un trattamento pi\u00f9 tempestivo ed efficace.<br>L&#8217;IA pu\u00f2 rivelarsi preziosa anche per l&#8217;istruzione, nonostante le preoccupazioni gi\u00e0 menzionate. Pu\u00f2 liberare tempo agli insegnanti, consentendo loro di lavorare individualmente o in piccoli gruppi con gli studenti e offrendo una visione pi\u00f9 chiara delle difficolt\u00e0 incontrate dall&#8217;intera classe. Per gli studenti, uno strumento di IA capace di preservare quello che i ricercatori definiscono &#8220;sforzo produttivo&#8221; \u2014 ovvero il lavoro cognitivo che costruisce la comprensione \u2014 pu\u00f2 rafforzare l&#8217;apprendimento. Quando uno studente incontra per la prima volta un nuovo concetto, l&#8217;IA fornisce spiegazioni approfondite e propone sia domande che risposte; in una fase successiva, durante la verifica della comprensione, evita di fornire subito la risposta, aiutando invece lo studente ad arrivarci autonomamente.<br>Nel loro insieme, i progressi in tutti questi ambiti potrebbero rendere la vita quotidiana pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 accessibile e meno condizionata dal reddito o dalle conoscenze personali. L&#8217;intelligenza artificiale potrebbe offrire a privati \u200b\u200be piccole imprese l&#8217;accesso a capacit\u00e0 che oggi richiedono una costosa assistenza professionale o grandi organici, rendendo al contempo prodotti e servizi migliori e pi\u00f9 economici. Potrebbe aiutare le persone con disabilit\u00e0 a vivere in modo pi\u00f9 autonomo e consentire a lavoratori e imprenditori con buone idee di realizzare molto pi\u00f9 di quanto non riescano a fare oggi.<br>Soprattutto, potrebbe restituire alle persone parte del tempo e dell&#8217;attenzione attualmente assorbiti da pratiche amministrative, burocrazia, ricerca di informazioni affidabili e incombenze che non possono permettersi di delegare ad altri. Questi vantaggi possono sembrare modesti, ma se moltiplicati per milioni di vite avrebbero un impatto profondo: pi\u00f9 persone riceverebbero consigli validi al momento opportuno e godrebbero di maggiore libert\u00e0 nel concentrarsi sulla vita che desiderano costruire.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti questi ambiti, la parola chiave \u00e8 &#8220;pu\u00f2&#8221;: l&#8217;IA pu\u00f2 migliorare la vita delle persone a ogni livello di reddito. Ma non lo far\u00e0 automaticamente. Come per ogni nuova tecnologia, dobbiamo agire intenzionalmente per garantire che ne traggano beneficio tutti, e non solo pochi privilegiati. Ci\u00f2 richieder\u00e0 un ruolo attivo da parte di governi ed enti filantropici, affinch\u00e9 i cittadini meno abbienti e i paesi a basso reddito possano beneficiarne appieno.<br>Alla Gates Foundation restano 19 dei 20 anni previsti per l&#8217;erogazione dei restanti 200 miliardi di dollari di fondi. L&#8217;IA contribuir\u00e0 al raggiungimento dei suoi ambiziosi obiettivi, sia accelerando la scoperta di vaccini e farmaci contro HIV, tubercolosi, malaria e malnutrizione, sia aiutando il personale sanitario e i pazienti a utilizzare tali strumenti. Tra gli obiettivi della fondazione vi \u00e8 quello di dimezzare ulteriormente il numero di bambini che muoiono ogni anno, un traguardo gi\u00e0 raggiunto nel periodo tra il 2000 e il 2024. Tutto il nostro lavoro \u2014 non solo in ambito sanitario, ma anche nell&#8217;agricoltura e nell&#8217;istruzione \u2014 sfrutter\u00e0 appieno le potenzialit\u00e0 dell&#8217;IA.<br>Approfondir\u00f2 queste iniziative il mese prossimo nel rapporto annuale della fondazione, <em>Goalkeepers<\/em>; tra i temi trattati vi sar\u00e0 il nostro impegno a garantire che i modelli di IA siano disponibili nelle lingue parlate dalle popolazioni di tutti i paesi in cui operiamo, e non solo in quelle diffuse nelle nazioni ricche o a reddito medio. Molte delle principali aziende del settore IA \u2014 tra cui OpenAI, Anthropic, Google e Microsoft \u2014 stanno collaborando con la fondazione a queste iniziative, apportando un contributo fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il mondo ha bisogno di un piano.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 positivo che alcune aziende di IA propongano soluzioni alle sfide poste dalla tecnologia stessa che hanno creato, ma non dovremmo aspettarci che siano loro a guidare il processo. Alcune delle questioni in gioco esulano dalle loro competenze e, in una societ\u00e0 democratica, non spetta a loro prendere tali decisioni.<br>Le soluzioni dovrebbero invece scaturire da un processo democratico pubblico che coinvolga rappresentanti eletti, decisori politici, educatori, operatori sanitari, amministratori locali e leader delle comunit\u00e0. La vita di milioni di persone subir\u00e0 profondi cambiamenti e avremo bisogno di una rete di protezione sociale pi\u00f9 solida e flessibile per aiutarle ad affrontare questa transizione. Le comunit\u00e0 locali stanno gi\u00e0 sollevando preoccupazioni riguardo al consumo di energia e acqua necessario per i data center. In assenza di soluzioni, alcuni gruppi potrebbero arrivare a chiedere di bloccare del tutto lo sviluppo e l&#8217;adozione dell&#8217;IA. Le soluzioni dovranno scaturire dalle risposte che daremo agli interrogativi profondi sollevati dall&#8217;IA, tra cui quello su come preservare la nostra umanit\u00e0 in un&#8217;epoca in cui le macchine sono in grado di superare le nostre capacit\u00e0 di pensiero. I leader religiosi, che dedicano la propria vita a riflettere sul significato dell&#8217;essere umani, possono svolgere un ruolo fondamentale in questo ambito. Ho trovato molto interessante l&#8217;enciclica di Papa Leone XIV sull&#8217;IA, intitolata &#8220;Sulla tutela della persona umana nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;: essa getta solide basi per il lavoro che ci attende.<br>Nei prossimi mesi condivider\u00f2 ulteriori idee per garantire che i benefici dell&#8217;IA prevalgano sui danni che essa pu\u00f2 causare. Eccone tre per iniziare, a partire da quella che ritengo la pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Costruire un nuovo sistema per gestire la transizione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La priorit\u00e0 assoluta \u00e8 un compito monumentale: creare un quadro normativo, sia nazionale che internazionale, per affrontare l&#8217;IA.<br>Nessuna delle nostre attuali istituzioni \u00e8 stata concepita per gestire una tecnologia che si diffonde cos\u00ec rapidamente e tocca cos\u00ec tanti aspetti della nostra vita. Sar\u00e0 quindi necessario crearne di nuove.<br>\u00c8 difficile sopravvalutare l&#8217;enormit\u00e0 di questa impresa. Dopo gli attentati dell&#8217;11 settembre, il governo degli Stati Uniti ha attuato la pi\u00f9 grande riorganizzazione dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, con l&#8217;obiettivo di migliorare una sola funzione: la sicurezza nazionale.<br>L&#8217;IA richieder\u00e0 molto, molto di pi\u00f9. Incider\u00e0 sulla sicurezza nazionale, cos\u00ec come su occupazione, istruzione, tassazione, energia, elezioni, qualit\u00e0 dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua, sanit\u00e0 pubblica, sistema finanziario, forze dell&#8217;ordine, trasporti, gestione del territorio pubblico e sistemi informatici.<br>Questi settori si sovrappongono in modi che la nostra attuale burocrazia non \u00e8 strutturata per gestire. Un ministero del lavoro potrebbe comprendere le ripercussioni sull&#8217;occupazione, ma non i rischi per la sicurezza. Un ente di regolamentazione delle imprese potrebbe comprendere la concentrazione del mercato, ma non gli effetti dell&#8217;IA su bambini e adolescenti. Se lasciate a se stesse, le istituzioni vedranno solo una parte del sistema, mentre le conseguenze dell&#8217;IA si propagheranno attraverso l&#8217;intero sistema.<br>A livello nazionale, i paesi avranno bisogno di organismi in grado di stabilire priorit\u00e0 trasversali alle diverse agenzie governative. L&#8217;obiettivo sar\u00e0 garantire che ogni rischio venga preso in considerazione. In caso contrario, un attacco basato sull&#8217;IA potrebbe avere successo semplicemente perch\u00e9 nessuno riteneva fosse compito proprio fermarlo.<br>Tuttavia, anche un paese che riesca a organizzarsi al meglio al proprio interno rimarr\u00e0 esposto a rischi transfrontalieri. Ecco perch\u00e9 sar\u00e0 necessario creare parallelamente un&#8217;organizzazione internazionale.<br>Sar\u00e0 un&#8217;istituzione diversa da qualsiasi altra abbiamo mai creato, pur potendo seguire il modello di alcuni sistemi esistenti. Esistono regimi di ispezione per le armi nucleari, regolamenti per l&#8217;aviazione internazionale e accordi per la protezione dello strato di ozono. Una nuova organizzazione globale per l&#8217;IA dovr\u00e0 integrare elementi di tutti e tre questi modelli, e anche di pi\u00f9.<br>\u00c8 lecito chiedersi se le istituzioni mondiali siano all&#8217;altezza del compito di progettare e implementare questa nuova architettura. L&#8217;azione governativa \u00e8 lenta, quando non del tutto assente, e la polarizzazione, sia interna ai singoli paesi che tra nazioni diverse, rende pi\u00f9 difficile che mai portare a termine le cose. Sar\u00e0 necessaria una certa cooperazione tra Stati Uniti e Cina.<br>Non possiamo permetterci il lusso di procedere lentamente. Il punto di partenza \u00e8 un processo volto a creare le istituzioni adeguate prima che i cambiamenti dirompenti costringano i governi ad affrontare una situazione di crisi. I leader nazionali dovrebbero riunire regolarmente economisti, esperti di tecnologia, specialisti del mondo del lavoro, esponenti delle imprese e i lavoratori stessi per individuare le lacune delle istituzioni esistenti e stabilire quali nuovi organismi di controllo possano rendersi necessari. I vari Paesi dovranno imparare gli uni dagli altri.<br>Inoltre, le nazioni che ospitano i principali sviluppatori di intelligenza artificiale e controllano segmenti critici della catena di approvvigionamento dovrebbero iniziare fin da subito a confrontarsi per definire norme condivise, prima che la pressione competitiva renda pi\u00f9 difficile la cooperazione.<br>La creazione del quadro di riferimento di cui parlo richieder\u00e0 anni; ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario iniziare subito.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Riserviamo alcuni lavori agli esseri umani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre \u00e8 morto di Alzheimer nel 2020. Nelle fasi avanzate della malattia, \u00e8 stato assistito giorno e notte da operatori retribuiti che riuscivano a comprenderlo anche quando faticava a esprimersi. Non sempre riusciva a dire loro quando aveva fame, ma loro lo capivano sempre.<br>Io e la mia famiglia saremo sempre grati a quel fantastico gruppo di professionisti. C\u2019era qualcosa di insostituibilmente umano nell\u2019assistenza che hanno offerto a mio padre. Nessun robot avrebbe potuto o dovuto farlo.<br>Penso a quella squadra quando si affronta la questione di quali lavori scompariranno e quali rimarranno. Credo che, man mano che l\u2019IA e i robot miglioreranno, riserveremo alcune attivit\u00e0 esclusivamente agli esseri umani. Ho iniziato a chiamare questo ambito &#8220;Human Reserved&#8221; (Riservato agli umani); \u00e8 un esempio del tipo di idee che dovremo prendere in considerazione.<br>Mi piace l\u2019espressione &#8220;Human Reserved&#8221; perch\u00e9 mi fa pensare alle riserve naturali: luoghi dove potremmo costruire edifici e strade, ma scegliamo di non farlo perch\u00e9 la perdita sarebbe troppo grande.<br>Potremmo riservare alcune attivit\u00e0 agli esseri umani per ragioni economiche. Ad esempio, potremmo farlo perch\u00e9 lasciare che le macchine assumano un certo ruolo causerebbe la perdita del lavoro per molte persone che non possono cambiare impiego facilmente. Non si pu\u00f2 dire a un cinquantacinquenne che ha lavorato nell\u2019edilizia per tutta la vita di andare a lavorare in una struttura di assistenza per anziani, aspettandosi che trovi l\u2019attivit\u00e0 gratificante.<br>A volte, la decisione di riservare un\u2019attivit\u00e0 agli esseri umani sar\u00e0 dettata da altri fattori. In ambito sanitario, per esempio, immaginiamo un robot che comunica la terribile notizia di una malattia incurabile. Non c\u2019\u00e8 alcun motivo tecnico per cui non potrebbe farlo. Eppure, non dovrebbe.<br>L\u2019ambito &#8220;Human Reserved&#8221; si evolver\u00e0 nel tempo: dovremmo, ad esempio, prendere in considerazione l\u2019idea di riservare certi lavori agli umani fin da subito, introducendo gradualmente l\u2019IA nel corso di anni o decenni e impegnandoci a preservare alcune occupazioni. In alcuni settori, come l\u2019istruzione e la salute mentale, si avr\u00e0 un approccio misto, con un essere umano responsabile che utilizza la tecnologia per potenziare le proprie capacit\u00e0.<br>I confini varieranno anche da luogo a luogo. Alcuni paesi potrebbero insistere affinch\u00e9 siano gli esseri umani a prendersi cura degli anziani. Tuttavia, un Paese come il Giappone \u2013 caratterizzato da una forza lavoro in calo e da una carenza di giovani per l&#8217;assistenza agli anziani \u2013 potrebbe accogliere favorevolmente un robot badante.<br>Il concetto di &#8220;riserva umana&#8221; solleva una serie di interrogativi a cui non so dare risposta. Chi decide cosa riservare agli esseri umani? Quali criteri adottare? Come impedire alle aziende di aggirare la regola e utilizzare comunque i robot? E quali saranno le ripercussioni sul commercio internazionale se un Paese consente la produzione robotizzata di determinati beni mentre un altro la vieta? Sono questioni che dovranno essere affrontate pubblicamente nell&#8217;ambito del piano di transizione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Riequilibrare la tassazione su lavoro e capitale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che i lavoratori verranno indirizzati verso impieghi diversi, avranno bisogno di riqualificazione professionale e di altre forme di sostegno tramite la rete di protezione sociale. Tuttavia, lavorando meno, pagheranno meno imposte sul reddito; di conseguenza, le entrate pubbliche diminuiranno proprio nel momento in cui la domanda di tali servizi sar\u00e0 massima. Le risorse dovranno provenire da qualche parte, in un periodo in cui i bilanci sono gi\u00e0 sotto pressione.<br>Ritengo che dovremmo tassare i token di IA e i robot. Attualmente, se un datore di lavoro assume una persona, paga contributi e imposte sulla sua retribuzione. Se invece acquista un robot, di solito pu\u00f2 dedurne immediatamente il costo come spesa aziendale. Il sistema fiscale incentiva quindi la sostituzione delle persone con le macchine.<br>Una tassa in tal senso rallenterebbe leggermente la corsa all&#8217;abbandono del lavoro umano e genererebbe fondi per la riqualificazione e per una rete di protezione sociale pi\u00f9 solida. La misura dovrebbe essere mirata, in modo da non ostacolare gli utilizzi dell&#8217;IA chiaramente vantaggiosi, come quelli volti a rendere pi\u00f9 accessibili la sanit\u00e0 e l&#8217;istruzione.<br>I critici di questa proposta osservano che essa non \u00e8 ottimale dal punto di vista dell&#8217;efficienza economica, ma trascurano il valore pi\u00f9 ampio che il lavoro riveste per gli individui e per la societ\u00e0. Inoltre, alla luce della rapida innovazione che ci attende, potremo permetterci una certa inefficienza come prezzo da pagare per mantenere le persone occupate.<br>Ho proposto una tassa sui robot anni fa e la reazione prevalente \u00e8 stata quella di considerarla un&#8217;idea bizzarra. Continuo a sostenerla con convinzione. Sebbene non rappresenti la soluzione definitiva alla minaccia posta dall&#8217;IA, costituisce parte di una risposta lungimirante.<br>Qualunque sia la modalit\u00e0 scelta per reperire fondi destinati a una maggiore assistenza, le risorse devono raggiungere chi ne ha pi\u00f9 bisogno: i lavoratori che perdono l&#8217;impiego a causa dell&#8217;IA e dei robot, le persone che subiscono una riduzione dell&#8217;orario o del salario e le comunit\u00e0 maggiormente colpite da queste perdite. Dobbiamo iniziare a lavorare in questa direzione fin da ora, affinch\u00e9 i sistemi siano pronti quando l&#8217;esigenza diventer\u00e0 impellente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Cosa sto facendo.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dedicher\u00f2 la mia voce e il mio tempo a far s\u00ec che i temi dell&#8217;IA e dell&#8217;equit\u00e0 assumano un ruolo centrale nel dibattito pubblico. Sollever\u00f2 la questione con i legislatori a ogni mia visita a Washington D.C. e durante gli incontri con leader di tutto il mondo. Sar\u00e0 un argomento prioritario nelle mie conversazioni con chi sviluppa modelli di IA. Promuover\u00f2 il quadro normativo nazionale e internazionale che ho descritto in precedenza. La Gates Foundation contribuir\u00e0 a promuovere un utilizzo vantaggioso dell&#8217;IA, anche in Africa. Breakthrough Energy, un&#8217;azienda da me fondata, impiegher\u00e0 l&#8217;IA per aiutare le imprese a sviluppare energia pulita a basso costo e a risolvere la crisi climatica. Inoltre, scriver\u00f2 regolarmente di IA.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il mio messaggio ai leader \u00e8 questo:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Avete l&#8217;opportunit\u00e0 di agire subito, prima che la disoccupazione aumenti drasticamente, che le comunit\u00e0 soffrano e che la fiducia dell&#8217;opinione pubblica venga meno. Potete garantire che il vostro governo affronti il \u200b\u200bproblema in modo olistico, anzich\u00e9 frammentarlo in molteplici feudi burocratici. Potete assicurarvi che l&#8217;IA vada a vantaggio di tutti. E potete collaborare con altri governi per affrontare questa sfida, sia a livello nazionale che globale.<br>Infine, cercher\u00f2 di ampliare la cerchia di persone che partecipano a questo dibattito. Dovrebbero farne parte lavoratori, studenti universitari prossimi all&#8217;ingresso nel mondo del lavoro, leader di comunit\u00e0, esponenti religiosi e organizzazioni di ispirazione religiosa, genitori, educatori e altre persone le cui voci spesso non vengono ascoltate, ma che hanno una chiara percezione di come questa transizione incider\u00e0 sulla vita delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Come possiamo garantire che i benefici dell&#8217;IA raggiungano anche chi non dispone gi\u00e0 di ricchezza, influenza e accesso alle risorse?<\/p>\n\n\n\n<p>Come possiamo rafforzare la rete di protezione sociale e aiutare lavoratori e comunit\u00e0 a prosperare, anche quando si trovano a dover affrontare cambiamenti radicali o la perdita del proprio impiego?<\/p>\n\n\n\n<p>In che modo dovrebbero adattarsi le istituzioni pubbliche?<\/p>\n\n\n\n<p>E come possiamo preservare la nostra umanit\u00e0 nel corso di tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tecnologia senza precedenti richiede una risposta globale senza precedenti. Se sapremo agire nel modo giusto, i vantaggi per l&#8217;umanit\u00e0 saranno straordinari e il mondo diventer\u00e0 un luogo pi\u00f9 equo.<\/p>\n\n\n\n<p>Raramente smetto di pensare all&#8217;IA; non perch\u00e9 io abbia tutte le risposte, ma perch\u00e9 le questioni che solleva sono troppo importanti per essere lasciate nelle mani di un ristretto gruppo di esperti tecnologici. I leader del mondo accademico, imprenditoriale, governativo e della societ\u00e0 civile hanno tutti un ruolo fondamentale nel plasmare il futuro che ci attende.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Le domande di Zio Bill le abbiamo viste:<\/p>\n\n\n\n<p>Come possiamo garantire che i benefici dell&#8217;IA raggiungano anche chi non dispone gi\u00e0 di ricchezza, influenza e accesso alle risorse?<\/p>\n\n\n\n<p>Come possiamo rafforzare la rete di protezione sociale e aiutare lavoratori e comunit\u00e0 a prosperare, anche quando si trovano a dover affrontare cambiamenti radicali o la perdita del proprio impiego?<\/p>\n\n\n\n<p>In che modo dovrebbero adattarsi le istituzioni pubbliche?<\/p>\n\n\n\n<p>E come possiamo preservare la nostra umanit\u00e0 nel corso di tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<p>Si sar\u00e0 notato che, a parte l&#8217;ultima da libro cuore, le domande vertono tutte sul tema economico. Perch\u00e9 secondo Zio Bill i poveracci dovranno pur essere riallocati in qualche modo per poterli sfruttare al meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia risposta \u00e8 semplice: se si vuole davvero garantire uno sviluppo e un utilizzo che sia positivo per tutta l&#8217;umanit\u00e0 basta <strong>ELIMINARE IL DENARO<\/strong>. Solo cos\u00ec quelli come lui non avranno pi\u00f9 la forza di sottomettere miliardi di persone al loro volere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto sono solo elucubrazioni di un miliardario che insieme ai suoi amichetti sta cercando il modo per tenerci al guinzaglio in attesa della definitiva digitalizzazione e automazione della vita sulla Terra che porter\u00e0 alla completa inutilit\u00e0 del popolino, il quale sar\u00e0 ovviamente eliminato subito dopo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito, invero piuttosto singolare poich\u00e9 portato avanti dagli stessi che non solo hanno lanciato ma stanno continuando a sviluppare senza freni l&#8217;IA, trova spazio anche sul blog di Zio Bill, in arte Gates. 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