Un po’ di news che mi piace condividere. Abbiamo il discorso di Trump al Congresso, il caso Assange, il referendum svizzero e l’audizione del signor Dombrovskis in Commissione al Senato.

Partiamo dallo “State of Union” speech pronunciato da Donald Trump al Congresso degli USA una settimana fa. Se ne è parlato molto e dalle nostre parti è stata sottolineata soprattutto – ormai non possiamo sperare in niente di meglio dai media di regime italioti – la sceneggiata della coppia Trump-Pelosi che sono passati dalla cafoneria del primo all’attacco isterico della seconda.

Nel video rivediamo i due passaggi che hanno monopolizzato l’attenzione dei commentatori.

Questo si chiama teatro per polli.

Quello che invece in pochi hanno sottolineato a dovere è il passaggio nel quale Trump ha accolto un ospite, Juan Guaido, definendolo Presidente legittimo del Venezuela.

Il pupazzo di Washington ad oggi può essere definito solo come colui che ha tentato, e fallito, di auto nominarsi Presidente. Il Presidente venezuelano è e resta Nicolas Maduro. Degli errori e gli abusi di Maduro possiamo discutere a parte, ma il Presidente è lui.

Questa scena, va notato, stona con il tenore delle altre. Si sarà notato come la signora Pelosi, insieme a tutto il Congresso, sia scattata in piedi ad applaudire a scena aperta il fantoccio indottrinato a casa dello zio Sam. La comunanza di intenti di quelli che in apparenza sembrano essere mondi agli antipodi – ma abbiamo detto che quello è teatro per polli – della politica a stelle e strisce dovrebbe far riflettere. Ad ogni buon conto mai dimenticare che quello che loro vogliono è legge per tutti gli altri. Evviva la democrazia!

Proseguiamo con una ipotetica buona notizia che arriva dal Consiglio Europeo il quale (punto 6.2 del documento “Threats to media freedom and journalists’ security in Europe” – http://semantic-pace.net/tools/pdf.aspx?doc=aHR0cDovL2Fzc2VtYmx5LmNvZS5pbnQvbncveG1sL1hSZWYvWDJILURXLWV4dHIuYXNwP2ZpbGVpZD0yODUwOCZsYW5nPUVO&xsl=aHR0cDovL3NlbWFudGljcGFjZS5uZXQvWHNsdC9QZGYvWFJlZi1XRC1BVC1YTUwyUERGLnhzbA==&xsltparams=ZmlsZWlkPTI4NTA4) chiede la non estradizione di Julian Assange negli USA e il suo immediato rilascio.

Nella difesa dei whistelblower si dice.

6.2 recognise, and ensure respect of, the right of journalists to protect their sources, and develop an appropriate normative, judicial and institutional framework to protect whistleblowers and whistleblowing facilitators, in line with Assembly Resolution 2300 (2019) “Improving the protection of whistleblowers all over Europe”; in this respect, consider that the detention and criminal prosecution of Mr Julian Assange sets a dangerous precedent for journalists, and join the recommendation of the UN Special Rapporteur on Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment who declared, on 1 November 2019, that Mr Assange’s extradition to the United States must be barred and that he must be promptly released;

Ora vedremo se alle parole seguiranno i fatti mentre ricordiamo che mister Assange è sempre rinchiuso in carcere in Gran Bretagna in condizioni “poco agevoli”.

Nel frattempo in Svizzera si consuma l’ennesimo atto di democrazia partecipata con la celebrazione del consueto referendum propositivo annuale (https://www.admin.ch/gov/en/start/documentation/votes/20200209/iniziativa-popolare–piu-abitazioni-a-prezzi-accessibili-.html).

Questa volta i nostri vicini hanno votato su due questioni. La prima riguardava la proposta di agevolare l’edilizia no profit, osteggiata dal parlamento e bocciata dal voto popolare. La seconda era relativa alla messa al bando della discriminazione basata sull’orientamento sessuale, e questa proposta è passata a larga maggioranza (https://www.swissinfo.ch/eng/vote-results–february-9–2020/45525982).

Infine condivido un video del 30 gennaio che conviene visionare e tenere da parte. Trattasi dell’audizione del Vice Presidente della Commissione Europea – oltre che badante ufficiale del Commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni, per non dimenticare – Valdis Dombrovskis (http://webtv.senato.it/4621?video_evento=63201). Nell’occasione il gemello del buon Moscovici è venuto a ricordare agli italioti che il nostro Paese ha i soliti problemi e a precise domande ha risposto con tanto di dati. Peccato che quei numeri fossero più spagnoli che italiani. Vedere per credere.

Ma noi, mi raccomando, zitti, testa bassa e subire perché siamo brutti, sporchi e cattivi… e abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.