Consiglio di lettura direttamente da una delle epoche più stimolanti della storia umana sul piano letterario, filosofico scientifico e chi più ne ha più ne metta.

La città del sole è il manifesto politico di Tommaso Campanella.

In questa mitica polis Campanella sintetizza il suo pensiero creando un luogo perfetto, circondato da domini tirannici che vorrebbero attentare a quella perfezione, ma non sono in grado di scalfire la purezza di quella fortezza inespungnabile. E già qui troviamo uno dei numerosi messaggi simbolici di questa operetta.

Il dialogo tra Ospitaliero e Genovese fa entrare il lettore dentro la città descrivendo minuziosamente ogni aspetto della stessa.

Al di là del personaggio la cui vita potrebbe essere stata scritta da un romanziere alla Dumas uno degli aspetti che mi hanno stimolato è anche quello del confronto con la lingua italiana del diciassettesimo secolo.

Affascinante anche la ricostruzione filologica che prende le mosse da diciassette manoscritti e ci propone ciò che più si avvicina all’originale, anche se non sapremo forse mai quale fosse il primo testo redatto dal Campanella.

Nel video propongo la lettura di alcuni estratti dall’introduzione e l’incipit del dialogo tra i due protagonisti.

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