Partiamo da una breve biografia.

Nato nel 1973 (della mia generazione come Renzi, olè!) dall’economista Fabio Calenda e dalla regista Cristina Comencini. Nel 1983 è Enrico Bottini nello sceneggiato TV Cuore diretto dal nonno Luigi Comencini.

Dopo la laurea in giurisprudenza lavora per società finanziarie prima di approdare in Ferrari (1998) e poi a Sky per un breve periodo. In Confindustria viene nominato assistente del presidente e poi direttore dell’area strategica e affari internazionali durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dal 2004 al 2008.

Successivamente è direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo. Passando alla politica lo ricordiamo Vice ministro dello Sviluppo Economico del Governo Letta (dal 2 Maggio 2013) e Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea (dal 21 Marzo 2016). Dopo soli due mesi torna al torna al Ministero dello sviluppo economico come Ministro.

[fonte: Wikipedia – https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Calenda]

E’ reperibile online una sua biografia anche sul sito di Scelta Civica (http://www.sceltacivica.it/circoscrizioni/candidati/candidato.aspx?id_userreg=34&area=3) ove troviamo una sua massima in perfetto stile renziano :

Salgo in politica perché sono stanco dei lamenti e del disfattismo e perché nessuna maledizione condanna l’Italia e gli italiani se sapremo riprendere in mano le redini del nostro futuro.

Ricordiamo inoltre che Carlo Calenda tentò il percorso diplomatico nel 1995 (http://www.remocontro.it/2016/01/27/lambasciatore-renzi-fu-bocciato-in-diplomazia/), ma gli andò male. Però poi è diventato Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea con somma incazzatura di coloro che quel tipo di carriera la stanno facendo e si sono visti scavalcare da chi non aveva titoli per farlo.

Trovò però modo di deviare sulla politica grazie a Scelta Civica, ma anche lì non andò molto meglio.

Candidato alle elezioni del 2013 fallisce (o come si usa dire viene trombato), ma si ritrova comunque Vice ministro e poi fa ciò di cui abbiamo detto sopra.

Indubbiamente un ragazzo fortunato anche se non proprio la dimostrazione vivente che il merito paga, se volessimo far riferimento ad uno dei mantra renziani che in questo caso non mi sembra sia stato granché rispettato.

Però va detto che, ascoltandolo sia nella sua audizione in Parlamento (http://webtv.camera.it/evento/9620) che nell’intervista con Minoli (http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24/trasmissione-giugno-2016-101302-gSLARpkngB) una cosa non gli manca, la parlantina e la risposta pronta a qualsivoglia domanda o appunto che gli venga mosso.

A volte questo può essere elemento di grande rilevanza, soprattutto quando occorre coprire il vuoto pneumatico di una classe dirigente inconsistente.

Ricordiamo infine che Carlo Calenda, come Renzi del resto, è GRANDE SOSTENITORE del TTIP (e del CETA per la cronaca) ed è proprio su questo punto che voglio focalizzare la mia attenzione riallacciandomi all’intervista concessa a Minoli.

I due hanno affrontato numerosi argomenti e poi è toccato al TTIP (http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24/trasmissione-giugno-2016-101302-gSLARpkngB – Min. 21.35/24.05).

Cosa ha detto Calenda? Tre questioni in particolare. Prima le elenchiamo e poi ne parliamo.

  1. Il TTIP non favorisce le multinazionali a scapito delle piccole e medie imprese, è anzi vero il contrario. Le grandi multinazionali sono già presenti sia in USA che in EU e non hanno certo bisogno del TTIP.
  2. Non c’è stato mai nella storia commerciale un trattato più trasparente, dal mandato negoziale ai testi in itinere, mentre si negozia. Sa come verrà approvato il TTIP? Il voto all’unanimità del Consiglio, il voto del Parlamento Europeo, il voto di 38, non 28 parlamenti nazionali. Le sembra un processo non democratico?
  3. Definiamo insieme le regole e gli standard che, tra parentesi, sono i più alti del Mondo. Perché quelli americani e quelli europei sono i più alti del Mondo e spesso sono più alti quelli americani di quelli europei, ce lo dimentichiamo. Per esempio nell’automotive. Caso Volkswagen docet.

Sul punto 1 va detto che si potrebbe cercare di rispondere compiutamente se solo fosse disponibile il testo attuale del TTIP, ma non è possibile consultarlo.

Si può però tentare di immaginare come sarà navigando tra i siti di Commissione Europea, Parlamento Europeo e sul sito governativo made in USA che riporta le documentazioni relative agli accordi commerciali stipulati a livello mondiale, TTIP compreso (di cui però anche qui non si trova traccia).

Ho potuto leggere numerosi documenti di presentazione del TTIP e si evince che anche dall’altra parte dell’Atlantico è in atto una campagna di convincimento nei confronti delle piccole e medie imprese sui presunti benefici del trattato fantasma TTIP.

Suggerisco la visione di alcuni opuscoli informativi nei quali si magnificano le virtù taumaturgiche del TTIP.

https://ustr.gov/ttip

https://ustr.gov/sites/default/files/03142014-TTIP-opportunities-for-SMEs.pdf

https://ustr.gov/about-us/policy-offices/press-office/press-releases/2014/March/USITC-Releases-Report-How-TTIP-Will-Benefit-Small-Business

A ricerca conclusa, anche andando a leggere la documentazione di altri trattati commerciali come il TPP (https://ustr.gov/trade-agreements/free-trade-agreements/trans-pacific-partnership/TPP-Full-Text), la sensazione che resta è quella di una battaglia campale non tanto tra USA e EU, ma tra multinazionali e piccole e medie imprese.

Si consideri che negli USA le piccole e medie imprese rappresentano la metà del mercato interno e nell’Europa a 19 la percentuale (93,2%) sale arrivando al 95% in Italia (http://www.microimprese.eu/index.php/identikit-microimprese).

Piatto ricco quello nel quale le multinazionali vogliono mangiare.

E alla obiezione di Calenda sul fatto che le multinazionali siano già presenti su territorio EU si risponde facilmente ricordando al nostro eroe che aziende come Monsanto, per fare un esempio, sono sì presenti anche in Italia, ma devono sottostare, per ora, alle regole del nostro e degli altri paesi europei. Regole che ovviamente saranno soppiantate da quelle (al ribasso?) contenute nel TTIP.

Ricordo inoltre che risalendo la corrente della storia vediamo come il TTIP non sia, e non poteva essere altrimenti, un’idea recente.

I preparativi risalgono al 22 dicembre 1990, data in cui iniziano i vertici annuali tra USA e UE per promuovere il libero scambio.

Alcune ricostruzioni che ho letto sottolineano come, ma anche qui nulla di nuovo sotto il sole, l’idea nasca dalla volontà delle multinazionali che l’hanno poi imposta ai governi.

Non dimentichiamo mai che questo genere di questioni si presenta in embrione con decenni di anticipo perché coloro che hanno in mano il potere non ragionano in termini di oggi o domani, ma guardano solo alla realizzazione delle loro mire, le quali possono essere portate a compimenti da loro stessi o dai loro successori.

Andiamo ora direttamente al punto 3 perché questo si ricollega al primo.

Calenda dice che “definiamo insieme le e gli standard” e aggiunge che vi sono casi in cui quelli made in USA sono anche più alti dei nostri.

Fa poi l’esempio automotive per dare l’idea di ciò che vuol dire. La stessa cosa che ha fatto poco prima con l’esempio di una piccola impresa che fabbrica freni a Bergamo e che avrebbe benefici ad avere gli stessi standard delle multinazionali.

Evidentemente è molto legato al mondo automotive data la sua esperienza in Ferrari e con Montezemolo, ma gli ricorderei che avere gli stessi standard non significa automaticamente vedere aprirsi il mercato del Texas, o di un qualsiasi altro stato USA, per la piccola azienda del bergamasco. E poi non esiste solo l’automotive, ma ci sono anche il mercato alimentare, chimico e dei servizi.

Va detto che quanto meno è possibile leggere il mandato e i testi negoziali (http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11103-2013-DCL-1/en/pdf e http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1250&serie=866&langId=it) nei quali è possibile evincere quali dovrebbero o avrebbero dovuto essere i paletti da non oltrepassare.

Il problema è che oltre a questo non c’è nulla, a parte qualche articolo sul sito del Parlamento Europeo dove si apprende delle richieste di gruppi parlamentari di avere maggiore trasparenza. I pochi articoli risalgono al 2015, poi più nulla.

Il dubbio quindi resta, e se pensiamo al punto 2 ancora di più.

Qui si palesa la monumentale menzogna detta dal Ministro Calenda, perché dire che siamo di fronte al trattato più trasparente della storia è semplicemente falso.

Ad esempio perché Carlo Calenda è colui che, casualmente, l’11 Maggio 2016, giorno dopo essere stato nominato Ministro da Renzi, ha emanato la direttiva (https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2016/05/regole-sala-lettura.pdf) con la quale si stabiliscono termini e modalità d consultazione della documentazione relativa al TTIP.

In sintesi in Via Vittorio Veneto a Roma, presso una delle sedi del Ministero dello Sviluppo Economico, sarà possibile consultare la documentazione, ma…

  1. Lo potranno fare solo PARLAMENTARI e FUNZIONARI GOVERNATIVI.
  2. Sarà possibile solo in sessione di un’ora (quattro sessioni giornaliere disponibili) in una sala munita di quattro postazioni.
  3. La consultazione sarà possibile solo a patto che si entri nella sala senza cellulari, smartphone, PC, tablet o altri strumenti che rendano possibile la riproduzione di testi e/o immagini.
  4. Sarà possibile munirsi di taccuino sul quale riportare propri appunti, ma non sarà possibile riprodurre il testo del trattato nemmeno in piccole parti.
  5. Coloro che accederanno alla sala di lettura saranno strettamente sorvegliati per tutto il tempo.
  6. Coloro che accederanno alla sala di lettura non potranno divulgare ciò che hanno letto dovendo sottoporsi alla vigente normativa in materia di Segreto di Stato.

E meno male che siamo di fronte alla massima trasparenza.

Fosse vero tutti noi potremmo tranquillamente visionare il testo del trattato online senza censure. E tra l’altro eviteremmo lo spreco di risorse pubbliche legato all’impiego di un piccolo esercito di funzionari ed anche di carabinieri per la gestione della sala di lettura.

Diciamolo, Calenda ha la faccia come il c… quando parla di trasparenza. Di conseguenza di fronte alla affermazione che questo trattato sia d’aiuto alle piccole e medie imprese mi tengo il dubbio che al contrario spiani la strada alle multinazionali a discapito delle popolazioni di USA e EU.

Ma stiamo parlando di un trattato che potrebbe vedere la luce prima di fine anno insieme all’altrettanto temibile CETA (trattato commerciale con il Canada) che da molti è ritenuto essere il cavallo di Troia dentro il quale si nasconde il TTIP.

Faccio notare che il Ministro Calenda non ha solo emanato la direttiva di cui sopra, ma il 27 Maggio 2016 ha anche inviato una missiva (https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2016/06/lettera-calenda-2.pdf) alla Commissione Europea nella quale afferma che :

Italy, after a technical and political assessment, is ready to consider to support the Commission on the “EU only” nature for abovementioned agreement.
As I mentioned during my intervention at the Council, Italy considers the CETA a milestone agreement whose failure could have major negative consequences for the EU trade policy and for the credibility of Europe as reliable trade partner.

Tradotto (https://stop-ttip-italia.net/2016/06/18/esclusivo-stopttip-italia-pubblica-la-lettera-di-calenda-su-ceta/) significa che l’Italia è favorevole a baipassare i parlamenti nazionali che dovrebbero ratificare i trattati di cui sopra, il CETA in questo caso particolare.

E’ chiaro che questa lettera apre la strada all’ipotesi di fare lo stesso con il TTIP nonostante l’aggiunta di una nota formale che farebbe pensare il contrario, ma è sta inserita solo per salvare le apparenze.

In conclusione non è dato di sapere con certezza chi rappresenti Carlo Calenda in questa storia.

Possiamo solo fare delle ipotesi :

1) Un valente diplomatico e politico italiano che vede nel CETA e nel TTIP occasioni imperdibili per permettere alla nostra economia di rilanciarsi ed uscire definitivamente dalla crisi. In sintesi un ILLUMINATO

2) Un mediocre diplomatico e politico italiano che vede nel CETA e nel TTIP occasioni imperdibili per permettere alla nostra economia di rilanciarsi ed uscire definitivamente dalla crisi. In sintesi un IDIOTA

3) Un carneade tra tanti che sta a libro paga di coloro che manovrano nell’ombra e impongono la loro distorta visione del mondo a discapito del bene comune. In sintesi l’ennesimo OPPORTUNISTA

Chissà! Restano però i fatti di cui sopra che lascio a disposizione del lettore per fornire un contributo a chi si volesse fare un’idea su ciò che sta accadendo.

Links utili :

 

Calenda 1: https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Calenda
Calenda 2: http://www.sceltacivica.it/circoscrizioni/candidati/candidato.aspx?id_userreg=34&area=3
Calenda 3: http://www.remocontro.it/2016/01/27/lambasciatore-renzi-fu-bocciato-in-diplomazia/
Mercoledì 15 Giugno – Audizione in Commissione Attività Produttive: http://webtv.camera.it/evento/9620
Lunedì 13 Giugno – Faccia a faccia con Giovanni Minoli su Radio24: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24/trasmissione-giugno-2016-101302-gSLARpkngB
United States Trade Representative: https://ustr.gov/ttip
United States Trade Representative 2: https://ustr.gov/sites/default/files/03142014-TTIP-opportunities-for-SMEs.pdf
United States Trade Representative 3: https://ustr.gov/about-us/policy-offices/press-office/press-releases/2014/March/USITC-Releases-Report-How-TTIP-Will-Benefit-Small-Business
United States Trade Representative 4: https://ustr.gov/trade-agreements/free-trade-agreements/trans-pacific-partnership/TPP-Full-Text
Piccole e medie imprese in Italia: http://www.microimprese.eu/index.php/identikit-microimprese
Consiglio Europeo (Mandato negoziale TTIP): http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11103-2013-DCL-1/en/pdf
Testi negoziali TTIP: http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1250&serie=866&langId=it
Regole Sala di Lettura TTIP: https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2016/05/regole-sala-lettura.pdf
Lettera Calenda alla Commissione Europea: https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2016/06/lettera-calenda-2.pdf e https://stop-ttip-italia.net/2016/06/18/esclusivo-stopttip-italia-pubblica-la-lettera-di-calenda-su-ceta/
TTIP Leaks: https://ttip-leaks.org/

 

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