Oggi volevo far girare, per chi ancora non l’avesse vista, l’utilissima pagina (1) presente sul sito del Governo nella quale possiamo mettere in fila i documenti – delibere e decreti a cura del Governo e ordinanze della Protezione Civile come da prassi – che ci permettono di seguire in tempo reale l’iter legislativo legato all’emergenza terremoti.

Ma ogni volta che fai un passo per verificare le affermazioni dei nostri paladini della politica, neanche a farlo apposta pesti  una me…

E’ ancora fresco il ricordo del battagliero Presidente del Consiglio che prende di petto la Commissione Europea dicendo che l’Italia spenderà ciò che serve per l’emergenza terremoti, ricostruzione & so on…

E’ ancor più vivido il ricordo delle ultime uscite relative alle spese per l’emergenza con i toni rassicuranti del “I soldi ci sono, e non spendiamo a deficit”.

Teniamo presenti queste parole e vediamo cosa ci raccontano le delibere e i decreti del Governo.

Si parte dalla Delibera del 25 Agosto (2), il giorno successivo al devastante evento sismico che ha purtroppo presentato anche un conto salato in termini di vite umane.

Si dichiara lo stato di emergenza e si provvede  nel  limite  di  un  primo  e preliminare stanziamento di euro 50.000.000,00 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali di  cui  all’articolo  5,  comma  5-quinquies, della legge 24 febbraio 1992, n. 225.

L”articolo  5,  comma  5-quinquies, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 dice che Sul conto finanziario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al termine di ciascun anno, dovranno essere evidenziati, in apposito allegato, gli utilizzi delle risorse finanziarie del “Fondo per le emergenze nazionali”. E successivamente leggiamo che in determinati casi il fondo sarà alimentato da tagli di spesa di varia natura o anche da aumenti delle accise.

Proseguendo troviamo il Decreto del MEF che sospende le tasse alle popolazioni colpite dal terremoto, il Decreto Presidenziale di nomina del Commissario Vasco Errani e la prima Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

Il Decreto Legge del Governo datato 17 Ottobre (3) è un po’ il cuore normativo nella gestione di questa emergenza.

Sono infatti elencate tutte le norme da seguire nelle varie fasi (emergenza, ricostruzione, etc.).

Io mi soffermo sull’Art. 52 (Disposizioni Finanziarie) dove abbiamo modo di vedere quali siano le coperture.

Di fatto leggiamo una serie di mediante corrispondente riduzione di vari capitoli di spesa, anche in relazione a stanziamenti lontani nel tempo.

Una qualsiasi delle lettere che compongono il comma 1 dell”Art. 52 porta sempre, o quasi, allo stesso risultato.

Propongo la lettura delle lettere i) ed l) come esempio.

Alla lettera i) leggiamo: quanto a 15 milioni di euro per l’anno 2016, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 90, della legge 24 dicembre 2012, n. 228;

L’articolo 1, comma 90, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (4) recita: Assicurando il rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, le risorse disponibili individuate sulla base delle attività di cui al comma 89 sono iscritte in un apposito fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, articolato in piani di gestione riferiti alle singole amministrazioni interessate, al fine di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Per le finalità di cui al comma 89, le stesse amministrazioni possono inoltre procedere ad assunzioni di personale nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente a una spesa annua lorda pari a 70 milioni di euro per l’anno 2013 e a 120 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014. A tale fine e’ istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze con una dotazione pari a 70 milioni di euro per l’anno 2013 e a 120 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.

Quindi scaliamo i 15 milioni da un fondo per le assunzioni la cui dotazione dovrebbe essersi esaurita tra il 2013 e il 2014?

Per carità, liberi di fare questo ed altro, ma siamo nel 2016 e si tratterebbe di soldi già spesi. A meno che quel fondo non fosse una foglia di fico per tener pronti un po’ di soldini a copertura di eventuali emergenze, il tutto in barba ai cattivoni di Bruxelles.

Alla lettera l) leggiamo: quanto a 50 milioni di euro per l’anno 2017, a 69,3 milioni di euro per l’anno 2018 e a 19,9 milioni di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate e delle minori spese derivanti dalle misure previste dagli articoli 48, commi 10, 11 e 13.

Qui la somma si fa più cospicua, sono 139,2 milioni sul triennio ’17-’19.

Ci rimandano all’Art. 48 del Decreto stesso e noi andiamo a vedere.

L’Art. 48 (Proroga e sospensione di termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi, nonché sospensione di termini amministrativi) ai commi 10, 11 e 13 definisce i termini temporali entro i quali si sospendono i pagamenti delle tasse per le popolazioni terremotate.

Il comma 10 dice che Il termine del 20 dicembre 2016, di cui all’articolo 1 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 1° settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 2016, è prorogato al 30 settembre 2017.

Gli altri, compreso il comma 12, definiscono tempi e modi ed entità presunta della riscossione sospesa.

Il 30 Ottobre gli arretrati dovranno essere saldati anche prevedendo un pano di rientro in diciotto mesi.

Per la copertura dell’ammanco temporaneo, anche se poi sarà da vedere chi e quanto sarà in grado di saldare quanto sospeso, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 gennaio 2008, n. 185, convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

 

Seguono poi ulteriori due Delibere governative e l’ultima Ordinanza della Protezione Civile. Le Delibere stanziano di fatto altri 80 milioni di euro per l’emergenza il (40 il 27 e 40 il 30 Ottobre). I rimandi normativi restano invariati per cui non è utile riprendere questi ultimi documenti.

In definitiva cosa emerge da questa piccola analisi?

Intanto che il premier dice il vero quando afferma che “I soldi ci sono, e non spendiamo a deficit”. Dimentica però di aggiungere che tutti i soldi trovati sono frutto di tagli a capitoli di spesa spesso già confermati e a volte in apparenza non più esistenti.

Mezza verità o mezza bugia, fate voi.

Ad oggi possiamo dire che mentiva, ma ha tempo per rifarsi, quando affermava ciò che il 30 Agosto riportava la velina di Palazzo Chigi, ovvero l’Unità (5): “All’Europa diciamo che quello che serve per questo piano lo prendiamo. Punto”. È un Matteo Renzi risoluto e deciso nel portare avanti il progetto di prevenzione e adeguamento antisismico del Paese, quel piano che lui stesso ha definito “Casa Italia” e che nei prossimi giorni presenterà a tutti i soggetti interessati: enti, istituzioni, parti sociali e imprenditori.

Della serie: Can che abbaia…?

Si dirà, ma si riferiva al Piano Casa Italia, non all’emergenza. Già, come no, prendo quello che serve per il Piano Casa Italia e inizio tagliando spese a destra e a manca per l’emergenza. Ci credo, giuro!

E poi se volete potete andare a vedere coi vostri occhi sul sito del Governo (6) a che punto siamo col Piano Casa a 2 mesi dall’annuncio.

Le chiacchiere stanno a zero, come il punto a cui siamo.

Senza dimenticare che il premier in carica è lo stesso che nel Dicembre 2014 lanciò piano, sito e immancabile hastag #italiasicura a seguito delle alluvioni patite in varie zone d’Italia. A distanza di quasi 2 anni sappiamo com’è andata a finire coi circa 80 milioni, una miseria, spesi usando fondi stanziati a suo tempo dal Governo Letta. Dal Governo Renzi nemmeno un centesimo come cantano le carte dello stesso Governo.

Sarò pedante, ma lo ripeterò fino alla noia:

NON CREDETE MAI A QUELLO CHE VI DICONO, VERIFICATE  SEMPRE.

TUTTO CIO’ CHE VI RACCONTANO PUO’ ESSERE FACILMENTE SBUGIARDATO CON I LORO STESSI DOCUMENTI

Oppure dormite sonni tranquilli, ma mi raccomando belate, BELATE, BEEEELATE SEMPRE PIU’ FORTE.

Almeno se vi riconosco per strada vi evito e non perdiamo tempo.

Con un pensiero a quelli che, come visto nell’ultimo esempio si vedranno comunque caricare parte delle spese per l’emergenza quando riprenderanno a pagare le tasse. Li chiamano terremotati.

(1) http://www.governo.it/approfondimento/normativa/6004

(2) http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/08/26/16A06468/sg

(3) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2016-10-17;189!vig=

(4) http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2012-12-29&atto.codiceRedazionale=012G0252&currentPage=1

(5) http://www.unita.tv/focus/renzi-avverte-lue-quel-che-serve-lo-prendiamo/

(6) http://www.governo.it/approfondimento/casa-italia/6057

(7) Per le ricerche rapide dei testi di legge: http://www.normattiva.it/ricerca/semplice