Molte notizie si susseguono nei giorni degli annunci vaccinali a go-go e di altre amenità. Abbiamo selezionato quelle che paiono essere più significative dal nostro punto di vista che, come è noto, è sbagliato! ma tant’è, continuiamo così.

Partiamo dalla mia amata (più o meno da marzo) Svezia che continua a essere sottoposta al fuoco di fila dei media di regime mondiali, anche se devo dire che ogni tanto qualcuno azzarda il dubbio che siano loro quelli che hanno fatto la scelta migliore.

Intanto l’aggiornamento (https://www.worldometers.info/coronavirus/country/sweden/) con una media di circa 10 morti al giorno nonostante la recrudescenza di casi (ieri, 19 novembre 6.243 casi di positività e 6 morti). Ricordo che parliamo di una popolazione 6 volte inferiore alla nostra il che significa che noi per essere più o meno in linea con loro dovremmo stare attorno ai 36.000 casi, e qui ci siamo, e tra i 30 e i 60 morti, e qui stendiamo un velo pietoso. Però sappiamo che noi siamo il modello (di cosa non fare) per tutti gli altri.

Aggiungo la scheda della Russia (https://www.worldometers.info/coronavirus/country/russia/ – 23.610 casi con 463 morti) perché, a dispetto dei numeri, anche quel gran figlio di Putin sta lasciando vivere i suoi connazionali con un livello di normalità decisamente superiore alla nostra realtà distopica.

L’articolo che vi propongo arriva da The Local (https://www.thelocal.se/20201119/swedish-academy-calls-for-face-masks-to-slow-infection) che ci informa della presa di posizione della Royal Academy of Science di Svezia la quale chiede al Governo di prendere in considerazione l’uso delle mascherine per diminuire il contagio.

Si cita il report dell’Accademia che, cito testualmente, dice “There is today new experimental and epidemiological evidence that face masks reduce the risk for airborne transmission, and none that it might have the opposite effect” (“Oggi c’è una nuova evidenza scientifica ed epidemiologica che le mascherine riducono il rischio di trasmissione da aerosol, e nessuna che indica l’opposto”).

Sarò pignolo… e bastardo!, come diceva il buon Giovanni, ma continuo a non vedere i presunti studi a favore, o meglio, quei pochi che ho visto sono talmente ridicoli che anche un bimbo mascherato riuscirebbe a sbugiardarli.

In più di studi che dicono ne abbiamo quanti se ne vuole e a questo punto mi domando perché questi parrucconi continuino a pensare che siamo tutti delle scimmiette incapaci di porsi domande e andare a verificare se ciò che dicono sia vero o falso.

So che non mi crederete, ma ho più volte dimostrato con documenti e studi quel che dico. Di più non si può fare.

Spero comunque che il professor Tegnell e soci resistano per il bene dei loro compatrioti.

Abbiamo poi una sentenza (notizia ascoltata da un TG online) della Corte d’Appello di Lisbona che ha dato ragione a due persone confinate a seguito della positività al test RT-PCR.

Qui trovate il testo della sentenza (https://drive.google.com/file/d/1t1b01H0Jd4hsMU7V1vy70yr8s3jlBedr/view) in portoghese (ma si legge bene).

La parte che mi interessa, dopo la ricostruzione del caso, arriva a pagina 30, punto 16, dove si inizia a parlare del test RT-PCR come unica prova del “contagio” di una delle due persone costrette in isolamento domiciliare.

Punto fondamentale che si inizia a verbalizzare in documenti giudiziari è quello dei cicli di RT-PCR entro i quali il risultato può essere considerato valido. Siamo sui 25 cicli. Al di sopra, lo sapevamo però è sempre meglio ripeterlo, si va verso il magico mondo della “spazzatura”, ma se risulti positivo sei fregato e gli altri ti guardano come un appestato.

Consiglio la lettura nella speranza che si capisca che, quando il nostro magnifico Governo concederà la grazia di sbloccare la situazione anche a livello giudiziario, qualcuno dovrà pagare per aver messo in quarantena i sani – inutile ricordare a cosa e chi servirebbe davvero la quarantena – sulla base di risultati totalmente inaffidabili.

Non dimentico i responsabili dei laboratori di analisi dei test molecolari veneti che dissero di aver spinto ben oltre i limiti i cicli di RT-PCR nei mesi estivi per trovare “positivi”. Chissà ora che fanno?

Altra notizia, altro documento. Si tratta della risoluzione del Parlamento Europeo di venerdì 13 novembre “Impatto delle misure connesse alla COVID-19 sulla democrazia, sui diritti fondamentali e sullo Stato di diritto” (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0307_IT.html).

Una pronuncia che per alcuni segna una presa di coscienza del fatto che i governi europei sono andati ben oltre le loro prerogative privando i cittadini dei più elementari diritti.

Dopo averla letta ho qualche dubbio, perché se è vero che alcuni punti sembrano andare incontro ai cittadini, quasi a difenderli dalle angherie subite aprendo in apparenza ad un futuro un po’ meno dittatoriale, è altrettanto vero che molti punti rimandano eccome allo stato di eccezionalità (farlocco) e a tutte le iniziative prese come cosa buona e giusta.

Insomma, come al solito si tratta di un documento alquanto ambiguo che a mio avviso mette in mano ai governi una carta in più per continuare sulla strada intrapresa piuttosto che fare, anche solo in minima parte, marcia indietro.

E poi non dimentico che il Parlamento Europeo è l’ultima ruota del carro. Fosse stata la Commissione Europea a scrivere qualcosa del genere (non lo faranno mai!) forse avrebbe avuto un peso, ma non è questo il caso.

Un’ultima curiosità. Ho ascoltato la conferenza stampa del buon (si fa per dire) Arcuri nella quale affrontava la questione vaccinazione di massa.

Pare che il buon (sempre per dire) Crisanti abbia risposto “Col piffero!” alla domanda posta da un giornalista se avesse intenzione di farsi vaccinare a gennaio nel caso in cui il vaccino fosse disponibile. Che poi essendo operatore sanitario, addirittura responsabile della risposta veneta, gli toccherebbe senza poter battere ciglio, o no?

In ogni caso il Crisanti ha sottolineato come, in mancanza di informazioni per rispondere a domande del tipo “Cosa?”, “Come?”, “Efficace?”, “Sicuro?”, lui non farà mai il vaccino.

Dato che parliamo del prodotto Pfizer metto a disposizione del Crisanti le informazioni prese direttamente dal sito della società farmaceutica: https://www.pfizer.it/cont/news/contenuti/1411/1800/news.asp?id=12195.

Di informazioni ne abbiamo.

Forza Crisanti! Mi faccia il vaccino e non rompa le balle!

Io nel frattempo resto a guardare.