Il caso Radio Radicale.

Maurizio Bolognetti, storico giornalista-attivista di Radio Radicale sta ormai da mesi raccontando la deriva da megafono di regime di quella che un tempo era, con tutti i distinguo che volete e potete fare, una radio aperta a tutto e tutti.

Le sue interviste a esperti “contro” sono state sistematicamente censurate dai responsabili della messa in onda.

La programmazione in materia è stata appaltata ai (veri o presunti) luminari di regime che divulgano la loro narrazione a senso unico.

In questa intervista a Byoblu (https://www.davvero.tv/2021/11/02/siamo-in-piena-emergenza-democratica-dellinformazione-maurizio-bolognetti/) ne parla diffusamente.

Il dubbio, ma anche qualcosa di più, che emerge alla fine è che i trenta denari abbiano sempre il loro stramaledetto fascino.

Ricordo infatti che la convenzione grazie alla quale Radio Radicale trasmette le dirette parlamentari e altri eventi istituzionali, e parliamo di milioni di euro, guarda caso da fine 2019 sono a scadenza piuttosto ravvicinata. A questo giro valgono per il triennio 2020-2022.

Dopo i 50 milioni, poi rimpinguati ulteriormente, elargiti a TV e giornali italiani per fare “corretta informazione” e campagne di sostegno alle decisioni governative (https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2041643-operativo-il-fondo-da-50-milioni-di-euro-per-le-radiotelevisioni-locali) ecco un altro esempio lampante di come ci si possa vendere al miglior offerente alla faccia della deontologia professionale e del decoro personale.

Pannella, che per molti aveva tutti i difetti del mondo, non avrebbe mai permesso questo scempio.

Giusto qualche danno collaterale.

Aggiorniamo i numeri della vigilanza vaccinale tra USA, UK e UE.

Open VAERS raccoglie i numeri statunitensi (https://openvaers.com/index.php).

Per UK abbiamo il Report governativo (https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-vaccine-adverse-reactions).

Infine l’Unione Europea mette a disposizione i dati di EUDRA Vigilance (https://www.adrreports.eu/en/search_subst.html#/) che come è noto secondo i nostri politicanti e pennivendoli non esistono.

A conti fatti ci avviciamo alla cifra di 50.000 morti e quasi 5 milioni di eventi avversi gravi. Senza dimenticare che secondo la letteratura scientifica in materia si ipotizza che i dati da sorveglianza passiva, quella che si sta facendo ora, equivalgano a un range che va dal 10 al 4% degli eventi realmente accaduti.

Hanno fatto un po’ di pasticci.

L’ho già condiviso su Telegram, ma credo valga la pena di inserirlo anche qui per chi volesse approfondire.

Ieri il British Medical Journal ha pubblicato un articolo (https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635) di quelli che dovrebbero fare il giro del mondo – e lo sta facendo nonostante in Italia non ne parli nessuno dei media di regime – in quanto si tratta di notizie riservate uscite da persone interne a Pfizer.

Si parla delle numerose e clamorose mancanze nel periodo di trial clinico del cosiddetto vaccino Pafizer-BioNTech.

In buona sostanza quello che già era emerso da testimonianze dirette delle cavie volontarie, ovvero che i controlli erano stati difatto inesistenti e in molti casi gli eventi avversi erano stati, come dire, “dimenticati”, è stato confermato con ulteriori particolari.

Ora non vorrei dire, ma per coloro che si sono visti somministrare il siero magico di questi signori qualche domanda (forse) dovrebbe iniziare a farsi largo nelle vostre testoline. O no?

Tutti tranne quello!

Pare che l’OMS abbia concesso l’autorizzazione di emergenza al vaccino indiano Covaxin (https://it.sputniknews.com/20211103/vaccini-covid-loms-concede-autorizzazione-di-emergenza-al-siero-indiano-covaxin-13594770.html).

Sarebbe il cosiddetto vaccino definito qualche mese fa dalla dottoressa Bolgan come il peggiore in assoluto.

Intanto lo Sputnik V continua a essere snobbato. Vabbè!

GAS(P)!

Mentre arrivano notizie sui rincari di farina (ergo pasta) e altre materie prime. Mentre in Cina si preparano a un lockdown mascherato da prevenzione sanitaria, ma che sembra più fatto per una serie di motivazioni economiche. Mentre pare che la Spagna sia alla canna del gas, nel senso che pare stia finendo a casua dei problemi in Nord Africa.

Mentre queste e altre good news arrivano da ogni dove aggiungiamo questa pubblicata da Bloomberg (https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-11-03/nord-stream-2-is-still-months-from-easing-europe-s-gas-woes) nella quale si sostiene la possibilità che la attivazione del nuovo, fiammante gasdotto Nord Stream possa essere posticipata a maggio 2022.

Facciamo l’inverno al fresco? Chissà?

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