Nel titolo metto insieme non i due ambiti, bensì due notizie che ho rintracciato dalla consueta rassegna personale.

La prima è stata pubblicata sul Tehrantimes (https://www.tehrantimes.com/news/468897/Iran-leads-the-world-in-priority-given-to-nano-sciences) e riguarda una statistica pubblicata sul sito statnano (https://statnano.com/news/70227/).

Questo sito si è occupato di classificare i primi venti paesi al mondo per numero di pubblicazioni e percentuale di condivisione degli studi sulle nanotecnologie nel 2021.

In senso assoluto la Cina comanda il podio col 42% degli studi pubblicati (85.758). Seguono staccati USA (23.225) e India (19.041).

Il dato interessante riguarda l’Iran che è al quarto posto come produzione (19.041) e al primo per condivisione, con il 18,7% sul totale, il che significa che gli studi prodotti sono per certi versi più validi avendo suscitato maggiore interesse, anche se poi si dovrebbe andare a guardare il perché delle condivisioni.

Da notare che in questa particolare classifica la Cina è ben lontana col 14,1% e dietro l’Iran troviamo Arabia Saudita (17,4%) ed Egitto (16,0%) mentre gli USA racimolano un misero 4,5% risultando migliori solo di Canada (4,3%) e UK (4,0%). Dati che mettono in evidenza la supremazia dei paesi asiatici e mediorientali.

Per la cronaca nella top 20 è presente anche l’Italia che si piazza 14° posto con 4.939 studi pubblicati dei quali però solo il 4,9% è stato condiviso.

La seconda notizia invece la prendiamo da Les Echos, il quotidiano economico francese, che parla di nucleare investimenti europei da qui al 2050 (https://www.lesechos.fr/industrie-services/energie-environnement/leurope-devra-investir-500-milliards-deuros-dans-le-nucleaire-dici-a-2050-1377772).

A parlarne è il Commissario Europeo Thierry Breton.

Il dibattito sul nucleare “pulito” è aperto e sapiamo che l’intenzione della Commissione Europea è quella di classificare il nucleare di nuova generazione per l’appunto tra le energie rinnovabili e pulite insieme con il gas.

Conservo molti dubbi soprattutto, ma non solo, in relazione alla annosa questione delle scorie.

Suggerisco la lettura di questo articolo che riflette sui punti principali della questione: https://europa.today.it/fake-fact/nucleare-energia-pulita-verde.html.

Anche la visione di ottimi documentari come qesto della TV svizzera dovrebbe ricordarci di cosa parliamo quando poniamo un serissima ipoteca sul destino dell’umanità.

Perché di questo parliamo quando affrontiamo la questione delle scorie.

In ultima analisi sottolineo la notizia di cui già mi sono occupato, ovvero che dopo aver investito in terreni coltivabili op class e in test di nuooa generazione per l’individuazione del fantomatico Sars-Cov-2 Zio Bill in arte Gates ha fatto sapere di essersi buttato sul nucleare “pulito” col progeto Terra Power (https://www.cnbc.com/amp/2021/04/08/bill-gates-terrapower-is-building-next-generation-nuclear-power.html).

La sua somiglianza col signor Burns fa sorgere qualche ulteriore dubbio.

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