Leggo oggi un articolo apparso su Varese News (Nuove carte d’identità, la UE esclude il PVC made in Varese) e incuriosito dalla notizia inizio a navigare per recuperare i dati che presumo siano stati utilizzati dalla redazione.

Intanto diciamo di cosa si tratta, e come si evince già dal titolo parliamo della carta d’identità elettronica che sta per soppiantare la versione cartacea.

Il materiale con il quale vengono realizzate queste e altre carte (per esempio carte di credito, bancomat, carte fedeltà) può essere il PVC o il policarbonato.

Leader nel settore è la Bilcare di Castiglione Olona dalle cui parti sono spesso passato nelle mie uscite in bici. Bilcare produce in PVC, mentre il policarbonato a quanto pare è utilizzato dai concorrenti in Germania e Cina.

Nell’articolo si parla della decisione dell’Unione Europea di utilizzare solo policarbonato per le carte d’identità, il che comporterebbe l’esclusione della Bilcare dal giro d’affari.

Da notare che la scelta del policarbonato porterebbe ad una spesa superiore rispetto al PVC (5 volte maggiore). A far di conto sui circa 60 milioni di italiani parliamo di circa 10 milioni di euro in più di spesa e di soldi che tra l’altro andrebbero fuori dall’Italia.

Alla faccia della difesa e della promozione del made in Italy tanto sbandierata a parole e poi smentita dai fatti.

Ma è proprio così?

Mi sono messo come al solito a spulciare tra i vari siti per capire se quanto detto da Varese News corrispondesse al vero.

Si parte dalla Gazzetta Ufficiale dove troviamo il Decreto n. 302 del 23 dicembre 2015 pubblicato il 30 dicembre (Il testo del Decreto).

Qui possiamo reperire anche tutte le informazioni sull’emissione, la richiesta, la raccolta dati e la ricezione della carta. E all’Articolo 3 abbiamo una prima indicazione riguardo i materiali. Ci rimandano all’Allegato A e B che troviamo in fondo (Allegati in PDF).

Iniziamo a recuperare altre info. A pagina 11 leggiamo che “Il supporto fisico è conforme alle norme che regolamentano i documenti di identificazione, International Standards Organization ISO/IEC 7810 e 7816.

E allora vediamo di recuperare questi documenti (ISO/IEC 7810ISO/IEC 7816).

Qui ci fermiamo però, perché se volessimo verificare gli standard relativi ai materiali dopo aver cliccato sul bottone in alto a destra avremmo davanti una preview della documentazione e cercando di aprire il punto 7 – Card materials – non potremmo vedere nulla in quanto la informazioni sono disponibili solo a pagamento (e dato che non mi pagano col piffero che vado a spendere di tasca mia, almeno in questo caso).

Riprendo la ricerca e approdo sul sito del Parlamento Europeo, ma anche qui nada mas di qualche interrogazione o vecchi documenti e quindi nessun riscontro. Stesso discorso per Commissione Europea e Consiglio Europeo. Magari ho fatto male le ricerche interne ai siti, ma amen.

Abbiamo comunque una frase “La CIE è costituita da materiali plastici compatibili con gli strumenti tecnologici in esso contenuti, nonché con i sistemi di personalizzazione utilizzati.” che, così su due piedi, dovrebbe poter portare a dire che ci sia margine per permettere di scegliere tra più materiali. Ma non avendo il riscontro sui documenti degli standard non ne possiamo essere certi.

In definitiva tocca aspettare per raccogliere maggiori informazioni quando la sperimentazione sarà partita.

Certo è che leggendo questo altro articolo (A Varese il leader delle card) apparso il 3 marzo su ilsole24ore.com la questione potrebbe anche essere aperta seppur di importanza fortunatamente non fondamentale per la Bilcare. Si legge infatti che già per le patenti l’Unione Europea raccomanda l’uso del policarbonato. E infatti se andiamo a leggere il Decreto 59 del 2011 (Qui il testo) troviamo scritto chiaramente nell’Allegato I che “1. Le caratteristiche fisiche della scheda del modello  comunitario di patente di guida sono conformi alle norme ISO 7810 e ISO 7816-1.” e “La scheda e’ fabbricata in policarbonato.

Complimenti alle aquile che nel 2011 hanno fatto passare un Decreto così esplicito nel tagliare fuori la produzione italiana, nonché quella più economica.

Come detto quindi alla Bilcare un 10% in meno di produzione tutto sommato non farebbe poi danni rilevanti visto che nel 2015 ha fatto registrare un +18%.

La domanda resta per l’eventuale esborso di denaro pubblico nel caso in cui fosse comunque rimasto, magari mascherato da una frase in apparenza aperta e pertanto positiva, il diktat sull’uso del policarbonato.

In caso chiederemo alla Bilcare, in fondo sono qui vicini.