Le crisi sono spesso portatrici di opportunità. L’attuale quadro geopolitico ha creato le condizioni utili per Russia e soprattutto Cina che stanno esplorando da tempo la possibilità di aprire la rotta Nord al commercio.

Non è un caso che, pur col suo modo rozzo e a mio avviso nemmeno particolarmente efficace, il Trumpone abbia fatto la piazzata sulla “conquista” della Groenlandia. Un Paese utile sia per le risorse, che però prima devono essere estratte, che per questioni militari, ma sopra ogni altra cosa per quella rotta commerciale che permetterebbe a chi la riuscisse a sfruttare appieno un vantaggio non indifferente in termini di tempo nella gestione del commercio mondiale.

Ed ecco arrivare la notizia del lancio del primo servizio regolare attraverso la Rotta Marittima del Nord (NSR) nell’Artico.

Immagino che ora ci sarà la risposta degli Stati Uniti. Staremo a vedere se dopo aver tenuto fede alla comica affermazione che lo Stretto si Hormuz sarebbe diventato terra USA pubblicando un post sul suo social personale con la “novità” il caro Trumpone potrà aprire un nuovo thread condito da annunci (farlocchi) e minacce (ridicole).

Prima di condividerne la traduzione mettiamo in evidenza le rotte di cui si parla nel breve articolo apparso sul South China Morning Post.

In rosso la “Rotta Marittima del Nord”, in azzurro la tradizionale “Rotta via Suez”

Di seguito l’articolo (qui l’originale: https://www.scmp.com/economy/global-economy/article/3364426/polar-pivot-china-debuts-regular-arctic-shipping-service-iran-war-drags)

La Cina inaugura un servizio di trasporto marittimo regolare nell’Artico nel contesto della guerra con l’Iran. Si tratta di una svolta polare?

Gli operatori stanno accelerando lo sviluppo di rotte settentrionali che aggirano i punti nevralgici più vulnerabili del Medio Oriente.

Mentre la guerra con l’Iran si estende al Mar Rosso – un punto nevralgico cruciale per il commercio tra Asia ed Europa – la Cina ha segnato una pietra miliare lanciando il suo primo servizio regolare attraverso la Rotta Marittima del Nord (NSR) nell’Artico, uno sviluppo accolto con favore dalla Russia.

La rotta, che si snoda lungo la costa artica settentrionale russa, riduce drasticamente i tempi di percorrenza rispetto alle alternative.

Un viaggio da Ningbo, sulla costa sud-orientale cinese, a Felixstowe, nel Regno Unito, dura solo 20 giorni – circa la metà del tempo necessario alle navi che attraversano il Canale di Suez attraverso il Mar Rosso e cinque giorni in meno rispetto al servizio ferroviario terrestre Cina-Europa, secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua.

La nave inaugurale del servizio regolare, la Dubai Tower, trasporta merci ad alto valore aggiunto, prodotte principalmente nel delta del fiume Yangtze, tra cui armadi per l’accumulo di energia, batterie di trazione, moduli fotovoltaici e componenti per le energie rinnovabili.

L’operatore, Sea Legend, ha dichiarato all’agenzia Xinhua che la nave farà scalo nei porti di Paesi Bassi, Germania e Polonia durante il suo viaggio, iniziato sabato.

“In termini di efficienza temporale e sicurezza della catena di approvvigionamento, la Rotta Marittima del Nord offre vantaggi notevoli”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Xin Jianning, direttore generale dello Zhejiang Seaport Logistics Group.

In conclusione la rotta Nord permette di dimezzare i tempi rispetto a quella che passa proprio dal Medio Oriente che oggi è in ebollizione e fa guadagnare cinque giorni anche sul servizio ferroviario terrestre Cina-Europa che proprio il gigante asiatico ha sviluppato nel corso degli ultimi decenni e che immaginiamo non sarà certo abbandonata essendo sempre meglio tenere aperte più porte compresa quella del Medio Oriente.

Una nuova era del commercio mondiale si apre e se la smetteremo di andare dietro all’ormai ex Impero in fase di collasso irreversibile per noi potrebbe essere una ottima notizia.

Come detto poco fa le crisi sono spesso foriere di opportunità che bisogna saper cogliere.

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