Il venticinquesimo vertice della SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shangai) è anche l’opportunità per verificare i progressi nella creazione di alternative al sistema dominato dal dollaro.
I numeri dicono quale sia la progressione che riguarda la rappresentatività di questa organizzazione.
In particolare quelli del PIL combinato dei suoi membri passato da circa 1.670 miliardi di dollari nel 2001 a circa 25.000 miliardi di dollari nel 2025.
Nell’articolo che propongo in traduzione pubblicato sul Tehran Times si racconta della partecipazione iraniana al vertice.
Un Iran che tesse le sue relazioni con i principali attori regionali. Su tutti il Pakistan, già protagonista nelle stanze della diplomazia per cercare una mediazione nello scontro con gli Stati Uniti nonché fresco di firma del patto di reciproco soccorso con Turchia e Arabia Saudita (chissà che non abbiano accennato qualcosa anche in tal senso). Ma anche l’India con l’incontro bilaterale tra presidenti (Modi e Pezeshkian) è un partner da tenere d’occhio laddove stride un po’ la dimostrazione di servilismo indiana ne confronti di Israele con questo cordiale incontro a Shangai (però sappiamo che gli interessi in gioco obbligano tutti quanti a tenere aperte quante più porte possibili.
Al vertice tra l’altro è presente in veste di osservatrice interessata anche quella Turchia che è maestra nel destreggiarsi su più tavoli.
Detto questo l’appuntamento, così come altri sempre più frequenti a Oriente, resta di notevole importanza con l’Occidente alla finestra ad ascoltare i refoli che arrivano da Asia e Medio Oriente.
Articolo originale: https://www.tehrantimes.com/news/529570/De-dollarization-and-economic-integration-on-Iran-s-agenda.
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“De-dollarizzazione” e “integrazione economica” all’ordine del giorno dell’Iran al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO)
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è arrivato lunedì nella capitale kirghisa per il vertice di due giorni, accompagnato dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La sua visita prevede la partecipazione alle riunioni della SCO e della SCO Plus, nonché una serie di colloqui bilaterali con i leader degli Stati membri.
Il vertice del 2026, che segna il 25° anniversario della SCO, riunisce i leader di Cina, Russia, India, Iran, Pakistan, Bielorussia e degli Stati membri dell’Asia centrale. Anche la Turchia partecipa come partner di dialogo. L’organizzazione si è espansa significativamente dalla sua fondazione, con il PIL combinato dei suoi membri passato da circa 1.670 miliardi di dollari nel 2001 a circa 25.000 miliardi di dollari nel 2025, secondo i dati citati nei resoconti di accompagnamento.
Per Teheran, tuttavia, il vertice rappresenta qualcosa di più della semplice diplomazia multilaterale. L’Iran sta cercando di trasformare la sua adesione all’organizzazione in meccanismi economici concreti che possano ridurre la sua esposizione alle sanzioni e rafforzare il suo accesso ai mercati regionali.
Dedollarizzazione nell’agenda economica
Una delle proposte centrali di Teheran è la creazione di una Banca di Sviluppo di Shanghai, con una struttura di capitale basata sulle valute nazionali degli Stati membri e supportata da sistemi indipendenti per il commercio e i regolamenti finanziari.
La proposta è stata presentata durante i colloqui tra i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali a Bishkek. Secondo il piano, l’istituzione proposta potrebbe contribuire a finanziare progetti infrastrutturali, in particolare nei settori dell’energia e dei trasporti e lungo i principali corridoi regionali.
I funzionari iraniani considerano l’iniziativa parte di uno sforzo più ampio per ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense e creare canali alternativi per il commercio e la finanza.
Hassan Qashqavi, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che il continuo predominio del dollaro rimane una fonte di pressione economica sull’Iran, ma ha sostenuto che le sanzioni non lasciano Teheran senza alternative.
Si prevede che la proposta venga sottoposta al segretariato ad interim dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) per un ulteriore esame.
Collegamenti energetici e di transito con l’Asia centrale
L’incontro di Pezeshkian con il presidente kirghizo Sadyr Japarov ha evidenziato l’impegno di Teheran nel tradurre i legami politici in progetti economici concreti.
Il presidente iraniano ha accolto con favore la proposta di Bishkek di istituire una raffineria di petrolio congiunta in Kirghizistan e ha affermato che l’Iran è pronto a fornire il greggio necessario all’impianto e a condividere i prodotti raffinati con il Kirghizistan.
Pezeshkian ha anche proposto la creazione di un centro logistico kirghizo presso il porto iraniano di Bandar Abbas. L’impianto potrebbe fornire al Kirghizistan un collegamento con il Golfo Persico, il subcontinente indiano e i mercati dell’Asia orientale, consentendo al contempo agli altri membri dell’Unione Economica Eurasiatica di sfruttare maggiormente le infrastrutture di trasporto iraniane e l’accesso alle acque internazionali.
Japarov ha accolto con favore l’espansione della cooperazione economica ed energetica e ha invitato le compagnie petrolifere iraniane a contribuire con la loro competenza tecnica ai progetti in Kirghizistan.
I colloqui riflettono la più ampia strategia iraniana di posizionarsi come porta di transito e di energia tra le economie dell’Asia centrale senza sbocco sul mare e i mercati marittimi internazionali.
L’India emerge come partner economico chiave.
I colloqui di Pezeshkian con il Primo Ministro indiano Narendra Modi sono stati particolarmente significativi nel contesto delle sanzioni e delle tensioni regionali.
Il presidente iraniano ha sottolineato l’ampio potenziale di cooperazione tra Teheran e Nuova Delhi in campo economico, politico, scientifico e culturale, sostenendo che legami bilaterali più stretti potrebbero contribuire ad attenuare gli effetti delle sanzioni.
I due leader hanno anche discusso di cooperazione in materia di trasporti e marittima, degli sviluppi relativi allo Stretto di Hormuz e dei progressi del porto iraniano di Chabahar, uno dei principali punti di accesso del Paese all’Oceano Indiano.
Pezeshkian ha ringraziato l’India per la cooperazione con l’Iran durante la recente guerra contro Stati Uniti e Israele e ha auspicato un maggiore impegno diplomatico per ristabilire la pace e la stabilità nella regione.
Ha ribadito la posizione di Teheran, secondo cui l’Iran non cerca la guerra e le controversie regionali dovrebbero essere affrontate attraverso il dialogo e i negoziati. Ha inoltre esortato l’India a utilizzare le proprie relazioni con le diverse parti per incoraggiare un allontanamento dallo scontro e un passaggio alla diplomazia.
Modi ha riaffermato l’impegno dell’India a rafforzare la sua consolidata relazione con l’Iran e ha espresso la disponibilità ad ampliare e diversificare gli scambi commerciali bilaterali. Il Ministero degli Esteri indiano ha definito l’incontro “fruttuoso” e ha ribadito la posizione di Nuova Delhi, secondo cui le controversie in sospeso dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo e la diplomazia.
Diplomazia eurasiatica più ampia
Pezeshkian ha avuto colloqui anche con il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e con il Presidente tagiko Emomali Rahmon, incentrati entrambi sul rafforzamento della cooperazione bilaterale e su un maggiore utilizzo delle capacità economiche e politiche esistenti.
Gli incontri rientrano nella più ampia strategia diplomatica di Teheran in Eurasia, dove l’Iran mira ad espandere gli scambi commerciali, la cooperazione energetica, i collegamenti di trasporto e i partenariati strategici.
I funzionari iraniani hanno inoltre sottolineato che la cooperazione in materia di difesa di Teheran con altri Paesi è finalizzata a rafforzare la sicurezza regionale, piuttosto che a colpire gli Stati confinanti. Pezeshkian ha descritto la sicurezza regionale come una responsabilità collettiva e ha sostenuto che una maggiore cooperazione tra gli Stati della regione è il modo più efficace per prevenire interferenze esterne.
Il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) offre quindi all’Iran una piattaforma che coniuga diplomazia, economia e sicurezza in un momento di profondo riallineamento geopolitico.
L’organizzazione rappresenta ormai una quota sostanziale della popolazione e dell’economia mondiale, mentre i suoi membri hanno cercato sempre più di rafforzare la cooperazione economica al di fuori delle strutture finanziarie dominate dall’Occidente.
Per Teheran, la priorità è trasformare questo quadro emergente in concrete opportunità economiche, dai meccanismi di pagamento alternativi e il finanziamento delle infrastrutture alle partnership energetiche e ai corridoi di transito.
In occasione del 25° anniversario dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), l’Iran si sta posizionando come partecipante attivo nell’architettura economica in evoluzione dell’organizzazione, cercando di utilizzare la cooperazione multilaterale per ridurre l’impatto delle sanzioni, diversificare gli scambi commerciali e rafforzare il suo ruolo di collegamento tra l’Asia centrale, il Golfo Persico e il più ampio mercato asiatico.
Si prevede che il vertice produrrà la Dichiarazione di Bishkek e una serie di accordi che riguarderanno settori quali la sicurezza, l’energia, i trasporti e lo sviluppo digitale, sottolineando ulteriormente il ruolo crescente dell’organizzazione nel nascente ordine eurasiatico.
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A vertice concluso vedremo quale dichiarazione sarà partorita, ma di solito non è che si legga granché dalle conclusioni formali.
Non potendo, come sempre, essere presenti ad ascoltare i vari incontri abbiamo solo la facoltà di immaginare cosa si possano essere detti i vari leader, ma dato che non sono né un veggente né tantomeno un pronosticatore lascio ad altri la palla di cristallo.