Questi meravigliosi dati estivi che infondono ottimismo.

Mi vien sempre da pensare quando arriva agosto ed escono i dati sull’esodo dei vacanzieri.

A dire il vero ci sarebbero anche quelli sul mercato del lavoro forniti da ISTAT, ma mi sono rotto le balle di condividere e ripetere che si devono leggere i report per capre che i commenti governativi sono solo fuffa propagandistica. Anzi va, giusto un indizio, andate a leggere il report (http://www.istat.it/it/files/2017/07/CS_Occupati-e-disoccupati_giugno_2017.pdf?title=Occupati+e+disoccupati+%28mensili%29+-+31%2Flug%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+mettodologica.pdf) a pagina 6 dove trovate le revisioni. C’è la sorpresa ed è la stessa malizia usata per il “balzo” del PIL. Non sono neanche furbi, se li leggi. La deadline del Jobs Act resta fissata, come detto a più riprese, ad inizio 2018, e a meno di miracoli (sperem!) saranno ca… amari.

Tornando all’esodo estivo leggo sul sito di Federalberghi:

“Estate 2017: 34,4 milioni di italiani in vacanza (+3,2%), giro d’affari 22 miliardi di euro (+2,2%).”

E mi scappa un “minchia!”

Poi vado a leggere il comunicato (http://www.federalberghi.it/comunicati/estate-2017.aspx#.WYUnjYQ1_IU, poi click sul link e aprite il file .doc).

Scorro i mirabolanti dati di Federalberghi fino alla nota metodologica che recita:

“LA METODOLOGIA – L’indagine, che riguarda tutti i tipi di vacanza, non solo quella in albergo, è stata realizzata da Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions ed effettuata dal 24 al 27 luglio con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) ad un campione di 1.200 italiani maggiorenni rappresentativo degli oltre 60 milioni di connazionali, maggiorenni e minorenni.”

Dunque, vediamo…

Mettiamo insieme i dati delle prenotazioni? Ormai è tutto digitalizzato, ci vorrà un attimo.

Ma va! Meglio fare un sondaggio con l’aiuto dell’Istituto ACS Marketing Solutions (http://www.acs-ms.it/la_societa.html), società formata da 3 persone di numero (massima stima, ma siamo un tantino scarsini di organico, no?) che si occupa di ricerche di mercato. E se la usa pure Benetton si va sul sicuro.

E come facciamo? Utilizziamo il sistema C.A.T.I. (http://www.acs-ms.it/area_analisi.html – Computer Assisted Telephone Interview), ovvero le interviste telefoniche. Ne facciamo 1.200 dal 24 al 27 luglio. Definiamo questo campione rappresentativo di 60 milioni di italiani e il gioco è fatto. Basta poco, che ce vò?

Ora, con lo stesso criterio del “rappresentativo” potrei citare un articolo di due settimane fa de La Repubblica (http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/stili-di-vita/2017/06/20/news/in_vacanza_a_debito_chiesti_33_milioni_per_pagare_le_ferie-168602393/) nel quale si faceva notare che i portali online Facile.it e Prestiti.it hanno condotto una analisi su un campione di 60.000 domande di finanziamento dal 1° gennaio al 31 maggio 2017.

Leggo:

“Dallo studio effettuato dai due portali emerge che chi chiede un prestito per le ferie punta ad ottenere in media poco più di 5.071 euro; cifra superiore del 7,7% rispetto a quella che gli aspiranti vacanzieri italiani volevano un anno fa, ed equivalente ad una rata mensile di circa 113 euro.”

Della serie “Tutti al mare a mostrar le chiappe chiareee… ma poi suppostina quadriennaleee!”. E l’anno prossimo? Altro prestito spalmato su 4 anni. Tanto finché dura… poi corda.

Non è uno scherzo, è una tendenza in forte sviluppo. Negli USA il livello di indebitamento delle famiglie per il semplice consumo è arrivato a livelli spaventosi (qui un esempio relativo alle carte di credito: http://www.marketwatch.com/story/us-households-will-soon-have-as-much-debt-as-they-had-in-2008-2017-04-03). E noi stiamo dimostrando ancora una volta di essere maledettamente bravi a copiare il peggio.

Buon sole!