Sono un inguaribile romantico del giornalismo verace. Quello che dà una notizia solo dopo averla verificata. E se non la può verificare non la dà. Se sbaglia lo fa in buona fede. E se si accorge di aver sbagliato rettifica.

Ieri Rainews e il Corriere online (https://www.corriere.it/video-articoli/2019/01/20/usa-ragazzini-pro-trump-contro-anziano-nativo-americano/5d8df02c-1c8c-11e9-abf6-3879de3c5581.shtml), tra gli altri, hanno proposto un video diventato virale negli States andando a rimorchio dei media mainstream americani.

Il succo della vicenda secondo i nostri irreprensibili cani-da-riporto:

Un anziano nativo americano, Nathan Phillips, mentre manifestava come tutti gli anni in ricordo dei soldati nativi americani è venuto a contatto con un gruppo di ragazzi bianchi cattolici che lo hanno deriso. Uno di questi, orrore!, indossava un cappellino pro-Trump (foto in alto).

Il video, della durata di 3 minuti e mezzo, sembra piuttosto eloquente al punto che io ho azzardato, come la maggior parte degli astanti, parole di biasimo nei confronti dell’improvvido ragazzo e del suo gruppo.

Oggi però, grazie a Chris Hedges (https://www.zerohedge.com/news/2019-01-20/more-fake-news-exposed-media-lies-about-catholic-kids-native-american-debacle), sempre attento segugio delle bufale mainstream, salta fuori un video integrale (https://www.youtube.com/watch?time_continue=4821&v=t3EC1_gcr34) di 1 ora e 46 minuti registrato da un esponente dei Black Hebrew Israelites (https://en.wikipedia.org/wiki/Black_Hebrew_Israelites).

Uno pensa “E che c’entrano gli Ebrei Neri Israeliti”? Non era un face-to-face tra il ragazzino bianco stupido e l’anziano nativo americano?

I fatto è che i veri protagonisti del video integrale sono loro e le continue invettive che hanno lanciato nei confronti dei ragazzi che partecipavano ad una manifestazione anti abortista.

Nathan Phillips, che stava manifestando come suo solito pacificamente, interviene perché pensa sia opportuno dividere le due fazioni ed evitare problemi ai ragazzi.

Non lo dico io, lo dice lui stesso al Detroit Free Press (https://eu.freep.com/story/news/local/michigan/2019/01/20/native-american-leader-nathan-phillips-recounts-incident-video/2630256002/).

He gave new details … he tried to keep the peace between a group of mostly white students attending a March for Life event and a gathering of about four black members of a religious group known as the Black Hebrew Israelites.

Più chiaro di così.

In definitiva quella che doveva essere un’azione tesa ad evitare uno scontro tra i ragazzi e i quattro membri dei Black Hebrew Israelites potrebbe essere semplicemente stata fraintesa da alcuni dei ragazzi. Non tutti perché si vede bene come la maggior parte inizialmente capisca e accompagni ritmicamente il tamburo di Phillips.

Da notare che i ragazzi per tutta la prima parte del video assumono un atteggiamento di pacifica derisione nei confronti delle filippiche, condite da pesanti insulti nei loro confronti, dei Black Hebrew Israelites.

Che dire?

Intanto immagino che mai vedremo la valente Giovanna (d’Arco) Botteri o il magnifico Corrierone cospargersi il capo di cenere ed ammettere di aver preso un granchio (su commissione, come sempre).

Poi ci tengo a precisare che tra giovani cattolici anti abortisti, Ebrei Neri Israeliti e Nativi Americani non entro nel merito delle rispettive rivendicazioni, ma è chiaro che in quel frangente si è creato un bel cortocircuito, quanto meno sul piano comunicativo.

Il ragazzo col cappellino pro-Trump, peraltro perfetto con quella faccia – senza offesa – non proprio da aquila (per la serie “Chi ha votato e/o sostiene Trump è ignorante, stupido, un po’ scemo, etc, etc …” ), era evidentemente una occasione troppo ghiotta per puntare il dito contro il clima di odio che lo stesso Trump starebbe generando sempre più negli States. Perché gli altri invece sono “angeli” caduti dal cielo per la cronaca.

Io continuo a pensare che The Donald sia personaggio di infimo valore, ma questa è una mia idea, e non per questo posso accettare che si mistifichi la realtà onde attaccarlo in ogni occasione.

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