Ovvero come prendere uno studio (tedesco) che sembra dimostrare come idrogeno e metano siano meglio dell’elettrico per dire che il diesel inquina meno dell’elettrico.

Zerohedge è un sito di cosiddetta controinformazione che a me piace e serve spesso per recuperare informazioni occultate dai media main stream.

Ogni tanto però incappa in qualche campagna ad minchiam come quella che sembra sostenere contro l’elettrico, e in particolare contro le auto elettriche.

Oggi leggo due articoli che proseguono sulla linea seguita da tempo da Cris Hedge.

Il primo (https://www.zerohedge.com/news/2019-04-21/watch-stunning-video-shows-parked-tesla-spontaneously-explode-chinese-garage) racconta del video shock di un proprietario di Tesla Model S di prima generazione che documenta come la sua auto sarebbe andata a fuoco in un parcheggio in un fenomeno di autocombustione.

Il video è piuttosto eloquente, ma mi permetto di far notare che la lotta in corso tra le case produttrici è talmente accesa che non mi sorprenderebbe se i cinesi – Cina che sta puntando forte sull’elettrico e vuole comandare il gioco – avessero messo in scena lo spettacolo per colpire il concorrente.

E’ una mia congettura e come tale va presa. Ma non è una congettura il fatto che la Norvegia – paese dove ormai 1/3 delle auto nuove sono elettriche – non risulti essere in balia di autocombustioni dei veicoli. A meno che non stiano nascondendo la tremenda verità io terrei aperta la porta sulla più classica delle guerre commerciali combattute con ogni mezzo.

L’articolo più sconcertante però è il secondo (https://www.zerohedge.com/news/2019-04-21/new-study-shocks-electric-cars-considerably-worse-climate-diesel-cars). In questo infatti si parla di uno studio (http://www.cesifo-group.de/ifoHome/presse/Pressemitteilungen/Pressemitteilungen-Archiv/2019/Q2/pm_20190417_sd08-Elektroautos.html) del CES IFO (Centro per gli Studi Economici) di Monaco che titola così: “Electric Vehicles are not a Panacea for Climate Change” (“I veicoli elettrici non sono la panacea per il cambiamento climatico”).

Ora, due cose.

In primo luogo è curioso essere un sito che ospita numerosi, e a volte anche interessanti, articoli nei quali si pone qualche dubbio sul dogma del Climate Change e dell’impatto dell’uomo citando uno studio che ti permette di tirare acqua al tuo mulino, ma che però il Climate Change lo dà per scontato.

In secondo luogo lo studio conclude che idrogeno e metano sembrano essere meno impattanti nella produzione di CO2 rispetto all’auto elettrica, ma quando si afferma che il diesel inquina meno dell’elettrico si dice anche che il calcolo dell’impatto del diesel (punto 3.1 Der Dieselmotor dove si dice che la Mercedes C 220 produce 141 grammi per chilometro di CO2) è minore di quello dell’auto elettrica (punto 3.2 Der batterieelektrische Motor dove si calcola un intervallo di produzione di CO2 tra 232 a 302 grammi per chilometro).

Si dirà che i numeri sono piuttosto eloquenti con un impatto dal 65% al 114% in più dell’elettrico rispetto al diesel.

Peccato che lor signori dicano apertamente di considerare tutte le fasi (reperimento materie prime, produzione, uso, dismissione) per l’auto elettrica mentre per il diesel il calcolo è fatto considerando solo l’uso.

Capisco che in Germania, patria del Diesel Gate, siano abituati a taroccare i dati, ma questo è comico, e mi sorprende che Cris Hedge sia cascato nell’inganno. O forse è solo che non ha tradotto bene del tedesco (il PDF infatti è disponibile solo in lingua originale:http://www.cesifo-group.de/DocDL/sd-2019-08-sinn-karl-buchal-motoren-2019-04-25.pdf).

Resta però fermo il punto che riguarda la produzione di batterie e la dismissione. Perché se è vero che questo studio mistifica in modo lampante i dati è altrettanto vero che l’impatto delle batterie resta alto. Questo è un punto sul quale si dovrà indubbiamente lavorare per migliorare.

Cosa dimostra il discorso fatto oggi?

Che purtroppo tutti noi abbiamo addosso la scimmia del voler dimostrare ad ogni costo che abbiamo ragione.

L’elettrico è una risorsa utile così come lo sono l’idrogeno e il metano.

Remare contro per questioni ideologiche o peggio ancora “di mercato” non è il massimo.

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