Premessa – Ogni giorno che passa mi sento sempre più un sopravvissuto. Ricordo “con orrore” quando contrassi il morbillo – avevo tra i 9 e i 10 anni – e feci una settimana abbondante a letto con la febbre e il mal i testa. Finita la trafila mi ripresi e rimasero per alcuni giorni le stimmate della pestilenza sul mio corpo. Che fortuna sfacciata ho avuto io, e con me milioni di altri bimbi che sono passati indenni dal faccia-a-faccia con la peste del terzo millennio!

Chiusa la premessa passiamo a parlare della vera emergenza sanitaria mondiale di cui si parla poco o nulla.

Occupa giusto il tempo di un caffè una volta all’anno e poi di nuovo a martellare con gli untori – quelli sani, che non hanno nulla, ma non si vogliono vaccinare e ultimamente finiscono addirittura in quarantena (http://www.treccani.it/enciclopedia/quarantena).

Quarantena – Periodo di isolamento (originariamente di 40 giorni) al quale vengono sottoposti persone, animali e cose ritenuti portatori di agenti infettivi. La sua durata differisce fra le varie malattie, in rapporto al relativo periodo d’incubazione.

Toccherà spiegare alla Treccani che dovrà aggiornare la definizione. Lo so , vien da ridere. Ma pare che siamo arrivati a questo punto.

Tornando a noi e alla vera emergenza mi avvalgo, come sempre, di informazioni e documentazione fornita dalle massime istituzioni mondiali (OMS), europee (ECDC) e italiane (ISS). Più di così non si può fare.

Parliamo delle infezioni contratte in ospedale causate tra l’altro – udite udite! – della mancata osservanza di un precetto tanto banale quanto evidentemente disatteso.

Lavarsi le mani

Ieri è stata la giornata mondiale della “Clean care for all – it’s in your hands” (https://www.who.int/infection-prevention/campaigns/clean-hands/5may2019/en/), letteralmente “Cure pulite per tutti, è nelle vostre mani”. Per chi gradisce la versione italiana (https://www.iss.it/?p=3551).

Se andiamo sul sito del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC – https://ecdc.europa.eu/en/news-events/world-hand-hygiene-day-2019) possiamo anche approfondire la questione delle linee guida (https://ecdc.europa.eu/en/publications-data/directory-guidance-prevention-and-control/core-requirements-healthcare-settings-0) nei vari paesi europei. Infine abbiamo anche le statistiche (https://ecdc.europa.eu/en/publications-data/infographic-healthcare-associated-infections-threat-patient-safety-europe) sulle quali mi vorrei soffermare un attimo.

Negli anni 2016-2017 in Europa sono stati registrati:

1 paziente su 15 per un totale di 98.000 al giorno che hanno contratto infezioni in ospedale.

1 su 26 per un totale di 130.000 erano invece interessati da cure di lungo periodo.

In totale si stimano 8,9 milioni di pazienti che hanno contratto infezioni in ospedale.

1/3 dei batteri che hanno causato l’infezione sono risultati antibiotico resistenti. Parliamo di circa 3 milioni di casi nel biennio (1,5 milioni all’anno).

In Italia (https://www.iss.it/?p=3551) l’ISS parla di un 8% di pazienti infettati in ospedale (500.000 per anno).

– parentesi –

Ah! I numeri! Dicono tutto e non dicono niente.

5.000 casi di una certa malattia fanno un’epidemia che porta a trattamenti sanitari obbligatori su persone sane.

500.000 casi di mala sanità non fanno fare una piega a chi di dovere.

– riprendiamo –

Sarà un caso che in tutte queste schede e info-grafiche manchi il numero di morti – ho la sensazione che la vergogna (o altro?) imponga di non divulgare questa cifra – ma ci fidiamo in questo caso di ADN KRONOS che a novembre 2018 riportava i dati dell’ECDC (https://www.adnkronos.com/salute/medicina/2018/11/26/infezioni-ospedaliere-italia-maglia-nera-europa_jZK2tIDkhnij0QoBujevjN.html).

Quanti sono i morti all’anno in Italia?

7.800!

Ognuno è libro di fare il confronto con i numeri delle pestilenze (mediatiche) che ci starebbero minacciando.

In chiusura un ricordo di un grande medico che cambiò la storia e salvò molte vite umane.

Ignes Semmelweis

L’uomo che fece lavare le mani ai dottori facendo così crollare la percentuale di partorienti morte nel suo reparto di ginecologia.

La sua storia (https://www.smithsonianmag.com/smart-news/doctor-who-introduced-virtues-hand-washing-died-infection-180953901/) dovrebbe essere d’esempio per tutti e monito per i molti ciarlatani che monopolizzano il dibattito mediatico divulgando amenità di vario genere.

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