La sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 5 maggio ha aperto la strada a molte domande riguardo il Public Sector Purchase Programme (PSPP) della BCE iniziato nel 2015 da Mario Draghi con l’idea di evitare la deflazione – ricordiamo infatti che il mandato pressoché unico della BCE è quello di mantener l’inflazione attorno al 2% – e ancora in corso.

Qui i documenti della Corte Costituzionale tedesca (https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/EN/2020/bvg20-032.htmlhttps://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Entscheidungen/EN/2020/05/rs20200505_2bvr085915en.html).

Come è noto la Bundesbank ha spesso sottolineato come programmi di acquisto dei bond degli stati UE fossero al limite, se non oltre, ciò che era permesso alla BCE dai trattati.

Ricordiamo che l’articolo 123 (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:12012E/TXT&from=IT – Pag.99), ex articolo 10, del TFUE (Trattato di Funzionamento della Unione Europea) recita:

“1. Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.

2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.”

La sentenza ha messo in dubbio il fatto che il programma speciale di acquisto dei bond della BCE vada oltre le sue prerogative.

In particolare è stata utilizzata la parola “Proporzionalità” a intendere che la BCE dovrebbe dimostrare di soddisfare questo criterio. Anche se poi si fa notare che allo stato attuale delle cose la Corte non è in grado di dire con certezza se effettivamente la BCE sia andata oltre le sue prerogative. Ecco perché si è chiesto di poter ottenere documentazione che provi il corretto agire della BCE entro tre mesi.

Il passaggio col riferimento diretto è questo:

“6. b) A programme for the purchase of government bonds only satisfies the principle of proportionality if it constitutes a suitable and necessary means for achieving the aim pursued; the principle of proportionality requires that the programme’s monetary policy objective and the economic policy effects be identified, weighed and balanced against one another. Where a programme’s monetary policy objective is pursued unconditionally and its economic policy effects are ignored, it manifestly disregards the principle of proportionality enshrined in Article 5(1) second sentence and Article 5(4) of the Treaty on European Union. (165)”

Alla luce di quanto si legge potrebbe sembrare un avvertimento, e le controdeduzioni che arriveranno tra tre mesi le dovremo tener d’occhio tutti quanti, perché soprattutto in questo momento, l’eventuale stop del programma speciale di acquisto dei bond metterebbe in moto un effetto domino sui mercati, e purtroppo sappiamo che la UE è Unione di mercati fedelmente ancorata al sistema basato sul debito. Basta saper immaginare cosa possa significare interrompere la pompa che inietta senza sosta denaro fittizio nel sistema finanziario gonfiando sempre più la bolla per farsi un’idea. Non che sia del tutto male, perché nell’altro caso, ovvero proseguendo con questo ritmo, la bolla potrebbe anche scoppiare. Delle due l’una.

La Bundesbank ha preso atto della sentenza (https://www.bundesbank.de/de/presse/pressenotizen/erklaerung-von-bundesbankpraesident-jens-weidmann-zum-urteil-des-bundesverfassungsgerichts-832412) così come ha fatto la BCE (https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2020/html/ecb.pr200505~00a09107a9.en.html).

C’è poi il nostro Ministro dell’Economia Gualtieri che elenca i punti secondo i quali non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi – io non sarei catastrofista come alcuni sono stati tra ieri e oggi, ma fossi in lui proprio calmo non sarei – ricordando che la Bundesbank continuerà ad acquistare i bund tedeschi nell’ambito del QE (https://www.youtube.com/watch?v=v3p54ihYwxU).

Chiudo con ilSole24Ore (https://24plus.ilsole24ore.com/art/l-altola-corte-tedesca-qe-e-campanello-d-allarme-la-bce-ADqxPcO?s=hpf) e Handelsblatt (https://www.handelsblatt.com/finanzen/geldpolitik/geldpolitik-was-das-karlsruher-urteil-zu-den-anleihekaeufen-fuer-ezb-und-bundesbank-bedeutet/25806734.html) per dare un’idea di come approccino la questione.

Per l’italiano si tratta di un campanello d’allarme, per il tedesco di domande che attendo risposte. Indice del differente stato d’animo dei due Paesi.

Fra tre mesi vedremo se alla fine si sarà trattato di una mera questione di forma, e allora non cambierà nulla, o di sostanza, e in quel caso lo scenario potrebbe diventare cupo.

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