Torniamo a riflettere sulle questioni veramente importanti.

Lo dicono, ed era ora, senza mezzi termini. Ne dicono più di una per cui andiamo con ordine.

Siamo sul sito del World Economic Forum. Leggiamo tre articoli recenti.

Il primo “Yes, companies can save capitalism and the planet” fa parte del podcast “Great Reset” (https://www.weforum.org/agenda/2020/10/how-capitalism-can-save-itself-this-weeks-great-reset-podcast/).

Ricordiamo infatti che lor signori ci hanno detto chiaramente che è arrivato il momento di resettare tutto il sistema e farlo ripartire, ovviamente come pare e piace a loro. La nostra opinione in merito non è stata richiesta.

In questo podcast si declina quanto detto nel titolo.

Quindi scordatevi che il capitalismo sia arrivato alla frutta – io per primo ho già fatto ammenda essendo stato tra coloro che avevano creduto possibile la sua dipartita – o si trovi in uno stato terminale.

Stiamo per vivere l’era “Green Capitalism“, preparata accuratamente da decenni – io ipotizzo quanto meno dal post 1989 – e giunta ora alla sua consacrazione grazie al cigno nero rappresentato dalla pandemia mediatica.

Dicevamo che il capitalismo è vivo e lotta insieme a noi, che vi piaccia oppure no.

E se il capitalismo è più vivo che mai – qui mi viene in aiuto il classico “Ciclo delle Fondazioni” di Asimov con le sue crisi non negative, bensì utili per rilanciare il progetto di fondo – con il secondo articolo andiamo a vedere cosa si intende con Great Reset (https://www.weforum.org/agenda/2020/10/coronavirus-covid19-recovery-capitalism-environment-economics-equality/).

Centrale in questo caso la frase “The only acceptable response to such a crisis is to pursue a “Great Reset” of our economies, politics, and societies.“. Chiaro il concetto?

Lo abbiamo detto mille volte, ma giova ricordare. Si vuole resettare l’economia, la politica e la società.

Per l’economia vediamo la nascita delle crypto valute centralizzate e la distruzione delle piccole e medie imprese per poter consegnare il mercato interamente nelle mani dei colossi dell’e-commerce. Al posto delle piccole realtà troveremo ad ogni angolo i magazzini di Bezos & friends. Ed è chiaro che per far questo occorre costruire una domanda di poveracci ridotti alla fame che accettino senza batter ciglio di portare a casa un misero stipendio da confezionatori e spedizionieri di pacchi. Non varrà per tutti, ma per la maggior parte di voi sì.

Per la politica il discorso si fa interessante, si fa per dire. Qui si tratta di creare vere e proprie dittature mascherate (qui ci sta, ma solo qui) da democrazie.

Si dirà, ma la democrazia chi l’ha mai vista per davvero? Domanda corretta, ma qui stiamo facendo un salto quantico verso regimi repressivi di stampo terapeutico, come sottolineato dalle lucide analisi di alcuni dei nostri filosofi vecchi e nuovi.

Mentre scrivo, con la scusa di undicimila positivi a tamponi farlocchi, il governo italiano sta per varare l’ennesimo pezzo di carta straccia con la quale si continua ad esautorare il parlamento (silente anche nelle comiche opposizioni). Saremmo di fronte a illegalità diffusa, ma agli italiani piace esser trattati da sottoposti per cui a ognuno il suo.

Negli altri paesi, anche se qualcuno si salva, le cose non vanno meglio.

Alla fine di questo giochino panmediatico ci ritroveremo ad essere sudditi e non più cittadini.

Per la società la questione è ancora peggiore. Il reset sociale unisce le altre due voci per creare un essere umano mortificato dalla paura di, mi verrebbe da dire morire, ma invece la parola esatta è vivere, o se preferite esistere. Il feticcio del pezzo di carne chiamato corpo sta portando miliardi di persone a non connetter più, disperdendo energia vitale dietro le minchiate inventate di sana pianta, senza alcuna base scientifica, da governi guidati dai cosiddetti consulenti OMS.

Che poi i vili politicanti li puoi anche capire.

L’unico che ha avuto il fegato di cacciare a pedate questi signori dal suo paese, il Presidente del Burundi Pierre Nkurunziza, è morto a 55 anni per un infarto.

La voce (non confermata, ma fa brodo) che ha fatto il giro del mondo è che sia morto per Covid-19. Un esempio di articolo spazzatura: https://www.internazionale.it/notizie/francesca-sibani/2020/06/10/sospetti-morte-nkurunziza. Sarebbe morto per questo perché aveva ignorato il virus e cacciato i delegati OMS. Capito? Tutto chiaro, no? E io dico che un caffè corretto non lo si nega a nessuno, e noi ne sappiamo qualcosa su come far venire infarti, alla bisogna. Ma io come sempre sono in malafede.

Torniamo al nostro Great Reset.

Sempre dal sito del World Economic Forum (https://www.weforum.org/agenda/2020/10/covid-19-coronavirus-lockdown-pandemic-economics-econamies-recession-finance/) passiamo a quello del International Monetary Found.

Che ci dicono gli strozzini del pianeta Terra nel loro outlook di ottobre 2020 (https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2020/09/30/world-economic-outlook-october-2020)?

Niente! Solo che i lockdown, o se preferite all’italiana confinamento (dei sani), fanno bene all’economia.

Leggiamo: “Lockdowns impose short-term costs but may lead to a faster economic recovery as they lower infections and thus the extent of voluntary social distancing.

Capito? Il blocco totale delle attività umane porta costi a breve termine, ma può portare a una ripresa economica (da cosa? da sottozzero a zero?) poiché riducono le infezioni (quando?) come l’estensione del distanziamento sociale volontario (prego?). Come ribaltare la realtà raccontando balle, alle quali voi dovete credere perché lo dicono loro. Punto!

Come sarà il mondo alla fine di questa “evoluzione”?

C’è chi ha riesumato un progetto del 1791, nato dalla mente del filosofo e giurista Jeremy Bentham. Quello del Panopticon.

Lascio al lettore di volare con la fantasia, che ancora non è stata posta sotto controllo, o peggio vietata.