La Cina che supera gli States di slancio potrebbe far pensare (di nuovo) male rispetto a quanto sta accadendo nel mondo.

Resta il dato di fatto del sorpasso (https://nationalinterest.org/feature/china-now-world%E2%80%99s-largest-economy-we-shouldn%E2%80%99t-be-shocked-170719).

La robotizzazione che avanza (https://themindunleashed.com/2020/10/smoothie-robot-in-walmart-signals-continued-rise-of-automated-fast-food-workers.html).

La tua bevanda preferita dove vuoi, quando vuoi, dal tuo robo-barman di fiducia.

Sembrerà banale, ma non lo è, soprattutto perché questo articolo (https://www.theguardian.com/society/2020/oct/19/covid-19-exposed-catastrophic-impact-privatising-vital-services) passerà come l’acqua sotto i ponti.

Non è una questione di idee espresse, sulle quali avrei da dire, ma più il concetto della privatizzazione deleteria da sottolineare.

Poi loro lo fanno per poter dire un giorno che ne hanno parlato, anche se non gliene può fregare di meno.

Chiudo con una curiosità da Ansa (https://www.ansa.it/veneto/notizie/2020/10/18/primario-abbiamo-riaperto-reparto-covidnotte-allucinante_bcfbd866-e16c-4e96-a5cb-958aa7b165a1.html).

Sembra che in Veneto siano nella cacchina.

Ma se andiamo a vedere le cifre attuali sorge un dubbio (https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/). 378 ricoveri e 44 pazienti in terapia intensiva in tutta la regione.

Quindi Claudio Micheletto, direttore dell’unità di pneumologia dell’Azienda ospedaliera di Verona, mi sta dicendo che dalle sue parti c’è una ecatombe e nel resto della regione no? Perché con quei numeri non posso pensare che una delle regioni migliori d’Italia, se non la migliore, a livello sanitario sia nella cacchina.