Un paio di video e un articolo per fare qualche ragionamento. Poi chiudiamo con tre notizie di varia natura che mi sembra giusto condividere.

Partiamo dai video.

Il primo è di Varese News che ci racconta ciò che accade Hub Covid di Varese dalla viva voce degli operatori in trincea. Situazione grave e operatori che invitano a fare un salto per rendersi conto (soprattutto a quelli come me che si ostinano a fare domande indiscrete).

Vi invito a guardarlo tutto e poi rivederlo per soppesare bene le parole dette.

Mi soffermerei in particolare su quando la signorina che fa il quadro della situazione afferma che i Pronto Soccorso rispediscono a casa asintomatici (per me sani) e paucisintomatici (quelli che fino a fine 2019 avrebbero cacciato a male parole con una Tachipirina).

Dato curioso dal momento che (ho condiviso anche io il De Luca pensiero in un video di qualche giorno fa) il Presidente della Regione Campania, prima di minacciare un nuovo confinamento dei sani aveva detto che nella sua regione si ricoverano gli asintomatici (sani) – e qui occorre ricordare che i ricoverati sono soldi, e tanti, che entrano nelle casse sangui di molti ospedali pubblici, ma anche in quelle di ricche cliniche provate (ogni riferimento alla mia Lombardia è puramente casuale). Ma questa è un’altra regione e un’altra storia, giusto?

Penso poi al modo in cui i media di regime, e quelli locali purtroppo sono molto ben allineati ai fratelli più grandi, presentano la situazione. E così mi ricordo del video di Fanpage che il 15 settembre raccontava del disastro all’ospedale Cervello di Palermo.

Una vera apocalisse covidiana con un nosocomio al collasso sia per i ricoveri che per le terapie intensive.

Peccato che ad andare a vedere i numeri di quel giorno (come feci) si evinceva che in tutta la Sicilia erano ricoverate in terapia intensiva 15 persone (nel video si affermava che 14 erano ricoverate da loro. Un bel record!).

La sfiga ci vede benissimo come si suole dire, ma qui forse un po’ troppo. Questo per ricordare che una rondine non fa…

Una cosa mi ha intrigato, ovvero quando gli operatori – ci tengo a sottolineare che loro hanno tutto il mio appoggio perché stanno facendo un lavoro di me… quasi senza sosta e li capisco – hanno invitato chi, come me, fa lo scettico e fa domande (non nega) ad andare lì per rendersi conto di persona della situazione. Mi piacerebbe andare, vedere, fare domande sulla base di quel che ho raccolto in tutti questi mesi (una su tutte “Quali terapie farmacologiche state usando?” – ci torniamo a breve).

Nel mentre però la signorina che spiega cosa stia accadendo ha detto che i pazienti in entrata ogni giorno sono pochi, ma il numero aumenta perché quelli già ricoverati restano in ospedale molto a lungo.

E qui mi torna in mente la questione dei soldi. Lo so, sono in malafede, ma non sono l’unico. Perché vedete, noi altri che leggiamo, ascoltiamo e studiamo alcune questioni da mesi il dubbio che nel disastro delle sanità europee e mondiali i soldi c’entrino eccome lo abbiamo fin da principio.

A questo proposito segnalo l’articolo di Maurizio Blondet (https://www.maurizioblondet.it/francia-e-italia-stesso-copione-e-divieto-di-idrossiclorochina/) che ci ricorda come un farmaco (idrossiclorochina – Plaquenil a 60 euro la cura) che funziona ed eviterebbe i ricoveri sia boicottato tanto in Italia come, per esempio, in Francia (dove c’è chi lo ha lanciato per primo. Sigh!) mentre un altro che non funziona e può anche essere pericoloso per i pazienti (Remdesivir – da Gilead via sponsor Antony Fauci a 2.100 euro la cura) sia invece autorizzato e addirittura imposto.

Deduzione: Se impedisco di utilizzare un farmaco che funziona (e costa poco) e ne impongo uno che non funziona (e costa tanto) forse sto facendo qualcosa di non corretto. Stanno cercando di pompare i numeri dei ricoveri e delle terapie intensive per indurre una nuova crisi “sanitaria”?

Sono solo domande.

Voi però mi raccomando. Sempre dietro ai media di regime che sennò poi a far funzionare il cervello poi quello vi prende fuoco.

Chiusa la consueta parentesi covidiana propongo tre articoli che credo meritino la lettura.

China News ci ricorda a che punto (devastante!) siamo in Yemen: https://www.chinanews.net/news/266811234/32-million-people-in-yemen-on-brink-of-starvation. Una mattanza da qualsiasi parte la si voglia guardare che si protrae nel silenzio assordante dei media e di noi disgraziati tutti presi dalla liturgia della salvezza del corpo (guardate quei corpi prima di pensare al vostro flaccido c…! Io mi vergogno per quel che siamo diventati) per la più banale delle influenze “del secolo”.

C’è poi la Boeing – questa mi pare l’abbiano data anche i mainstream media, qui però c’è qualche elemento in più – che licenzia circa 11.000 lavoratori: https://www.zerohedge.com/markets/boeing-beats-it-burns-5-billion-q3-will-cut-another-11000-workers.

I conti non tornano (ma va?). Avanti così!

Devo dire che se le compagnie aeree andassero tutte in malora ne potrei anche essere felice. Ma se pensiamo a chi resta senza lavoro è chiaro che la questione si fa decisamente meno divertente. Ma tanto poi arriverà il reddito universale garantito. Basta resistere un po’.

Infine alleggerisco con una spettacolare (almeno per me) news da Nature.

Alla California University di San Diego hanno creato e testato (funzionano!) centinaia di mini cervelli che possiamo definire umani perché nati da cellule umane: https://www.nature.com/articles/d41586-020-02986-y.

C’è un po’ di discussione sul fatto che entri in gioco la consapevolezza di questi mini cervelli di esistere, il che porterebbe a domandarsi se questi esperimenti siano eticamente permissibili. Ma vuoi mettere la meraviglia!

Un articolo che spiega cosa è stato fatto e i risultati raggiunti, per ora.