Ieri in Italia c’è stato il secondo giro di camminate per la libertà di scelta. noi eravamo a Milano insieme ad alcune migliaia, per i media di regime poche centinaia, di persone.

Per quanto mi riguarda questi sono solo i primi passi di un lungo cammino.

Ora è il momento di contarsi per toccare con mano che siamo tanti – è per questo che il regime è diventato ancor più schizofrenico nel tentativo di metter pressione, ma non afferra il concetto di coloro che non sono intenzionati a cedere di un millimetro – e abbiamo visione differenti con il comune denomitore della intoccabilità della libertà di scelta.

Visioni differenti significa che in piazza c’era anche chi ha aderito alla campagna “vaaccinale” ma non accettal’imposizione di un passaportino.

La mia posizione è nota e ho avuto modo – non che ne sentissi il bisogno, anche perché so che poi mi scaldo e rischio di debordare – di condividere alcune esperienze di questi diciotto mesi parlando sotto Palazzo Marino.

Ma questa non era una manifestazione organizzata con palco e tutto il resto. Si trattava di una camminata per farci vedere e sentire e tale è stata.

Si va avanti a oltranza continuando a raccogliere materiale, studiando i documenti e condividendo il tutto con lo scritto e il video. E tornando a passeggiare insieme a donne e uomini, giovani e vecchi e famiglie con bambini grandi e piccoli.

Perché i raconteranno che eravamo pochi e soprattutto brutti, sporchi e cattivi. Ma hanno già perso, comunue vada.

Come ho scritto a Draghi e socie del Governo loro non hanno nessun potere perché la mia libertà non è materiale, è spirituale, e loro non avranno mai la meglio, qualunque cosa decidano di fare.

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