Sarebbe ormai offensivo per l’intelligenza umana riferirsi al Parlamento italiano come alla “casa degli italiani” o alla “manifestazione della democrazia nostrana”.

Da tempo questa istituzione è stata esautorata di ogni potere decisionale a vantaggio di un totalitario uso dei Decreti Legge – quelli che, lo ricordiamo, sarebbero utlizzabili solo per via emergenziale. Ma proprio lo stato di emergenza perenne, via via sempre più presente e incisivo nella attività legislativa, è il vero problema italiano degli ultimi trent’anni.

Ci troviamo quindi ancora una volta a raccontare di come il Parlamento si sia trasformato in un Bar, dove i convenuti trascorrono le giornate ciarlando di questioni sulle quali non hanno alcun potere decisionale perché i testi di legge giungono sistematicamente blindati dalle loro parti.

Ultima dimostrazione è stata la conversione in legge del DL 105 del 23 luglio 2021 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/07/23/21G00117/sg), quello che ha aperto la strada al lasciapassare di stampo nazifascista meglio noto come Green Pass (vedi Art. 3 del link qui sopra).

La documentazione la troviamo sul sito del Senato (http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/dossier/54406_dossier.htm) e ci dice che è stata posta la questione di fiducia con voto pressoché unanime dei partiti di maggioranza, compresi quei fenomeni che ancora pensano di poter imbonire i fessi che li hanno votati raccontando delle loro barricate in difesa del… vuoto pneumatico.

Il punto qui però sta nel fatto che a dicembre 2020 il Senato si era pronunciato contro ogni deriva impositiva come quella che oggi vediamo svilupparsi, nonostante il goffo tentativo di far finta di non aver imposto alcun obbligo, in una seduta (https://www.senato.it/3818?seduta_assemblea=16401) della quale forniamo il resoconto (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=18&id=1185376&part=doc_dc) per chi si volesse dilettare nella lettura.

Si tratta della medesima situazione che si è venuta a verificare riguardo le cure domiciliari che ancora oggi, a distanza di lunghi diciotto mesi, vengono boicottate in modo subdolo onde indirizzare la popolazione tra le braccia di Big Pharma e dei suoi “vaccini” a mRNA.

Eravamo ad aprile del 2021 quando la seduta del Senato (https://www.senato.it/3818?seduta_assemblea=19801) partorì addirittura un plebiscito parlamentare, come da resoconto che condividiamo per la lettura (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=18&id=1210700&part=doc_dc), a favore di una revisione dei protocolli di cura che tenesse in debita considerazione il parere delle centinaia di medici che hanno curato e continuano a curare decine di migliaia di persone salvandole non solo dalla malattia, ma, mi permetto di dire, dall’ospedale e dai protocolli di morte in esso implementati.

Ebbene, oggi leggiamo sulla Gazzetta di regime Corriere della Sera, ma anche sugli altri media asserviti al potere dominante, titoli come quello che riportiamo qui sotto.

Giova ricordare che al convegno di cui parla con tanta superficialità il signor Buccini era presente, senza nulla togliere a tutti gli altri, anche l’inventore della tecnica ad mRNA, Robert Malone, che,a differenza delle falsità inventate di sana pianta dall’articolista, è riconosciuto a livello mondiale e ha il solo difetto di essere un vero scienziato, uno di quelli che non hanno paura di dire che pur essendo orgoglioso del lavoro fatto ha delle remore rispetto all’uso che viene fatto della sua scoperta e preferirebbe (Udite! Udite!) che si bilanciasse tra vaccini e cure (non alternative come dicono lor signori) che hanno dato risultati eccellenti laddove implementate a dovere.

Ora quindi vediamo come il Parlamento sia esautorato ed ininfluente nella produzione delle leggi. Il prossimo passo sarà quello di diminuire il numero dei parlamentari in modo da poterli controllare ancor meglio grazie alla dabbenaggine di milioni di elettori che hanno dato il loro via libera – e c’era da risparmiare il costo di un caffè, pure ristretto, vuoi mettere? – a una riforma deleteria che si andrà a sommare a quanto di disastroso è stato fatto negli ultimi decenni.

La morte de facto (intesa come svuotamento) del Parlamento porta con sé elementi negativi che la maggior parte degli italiani comprenderà, come al solito, quando sarà troppo tardi.

Noi continuiamo a condividere informazioni e ragionare nella speranza che qualche neurone si accenda prima del punto di non ritorno, quando saranno soddisfatti i desiderata degli oligarchi globalisti che vogliono mantenere in vita gli Stati come meri simulacri privi di ogni potere decisionale – e non è che non si sia già arrivati a buon punto, ma perché perseverare?

Accendere quel neurone sarebbe ora più che mai cosa buona e giusta.

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