La colpa è sempre e solo dell’Iran, l’aggredito, mentre Israele (che ha bombardato per primo i giacimenti in Iran) e USA non vengono nemmeno nominati.

Si richiama la Risoluzione 2817 (https://docs.un.org/en/S/RES/2817(2026) del Consiglio di Sicurezza ONU, ovviamente prodotta ad hoc, per intimare all’aggredito di fermarsi. Da notare – il testo della risoluzione lo mettiamo a seguire quello della dichiarazione congiunta dei “leader della rava e della fava” – che nemmeno nella risoluzione si fa il minimo riferimento all’aggressione deliberata di Israele e USA e agli eccidi che hanno colpito la popolazione iraniana ad opera degli aggressori.

Inoltre nel documento leggiamo: “Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto.”, chiaro segno che dopo i NO del primo momento si stanno già preparando a entrare in scena anche questa volta al soldo dei padroni.

Dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone sullo Stretto di Hormuz

(https://www.governo.it/it/articolo/joint-statement-leaders-united-kingdom-france-germany-italy-netherlands-and-japan-strait)

Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane.
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto. Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, anche ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.
Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, in particolare sui più vulnerabili.
In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo un’immediata e completa moratoria sugli attacchi contro infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas.
Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto. Accogliamo con favore l’impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria.
Accogliamo con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, tra cui la collaborazione con alcuni paesi produttori per aumentare la produzione.
Ci impegneremo inoltre a fornire supporto alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le Istituzioni Finanziarie Internazionali.
La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un beneficio per tutti i paesi. Esortiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali della prosperità e della sicurezza internazionali.

Risoluzione ONU richiamata nella dichiarazione congiunta dei “leader della rava e della fava” (https://docs.un.org/en/S/RES/2817(2026)).

Il Consiglio di Sicurezza,
Preso atto della lettera del 28 febbraio 2026 del rappresentante del Bahrein, presentata a nome degli Stati membri del Consiglio di cooperazione per gli Stati arabi del Golfo (CCG), Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, riguardante gli attacchi missilistici e con droni perpetrati dalla
Repubblica islamica dell’Iran contro i loro territori,
Ribadendo il suo fermo sostegno all’integrità territoriale, alla sovranità e all’indipendenza politica di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania,
Ricordando la sua responsabilità primaria, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali,
Preso atto di tutte le risoluzioni pertinenti del Consiglio di Sicurezza riguardanti la Repubblica islamica dell’Iran,
Ricordando la Risoluzione 552 (1984), che tiene conto dell’importanza della regione del Golfo per la pace e la sicurezza internazionali e del suo ruolo vitale per la stabilità dell’economia mondiale, e riafferma il diritto di navigazione per le navi in ​​rotta da e verso tutti i porti e gli impianti degli Stati costieri che non sono parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti umani. ostilità,
Affermando il diritto intrinseco all’autodifesa individuale o collettiva in risposta ai deplorevoli attacchi armati della Repubblica islamica dell’Iran, come riconosciuto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite,
Deplorando il deliberato attacco a civili e obiettivi civili da parte della Repubblica islamica dell’Iran, inclusi aeroporti, impianti energetici, beni necessari alla produzione e distribuzione alimentare e infrastrutture civili critiche, nonché l’uso indiscriminato di armi in aree popolate e le loro conseguenze per la popolazione civile, nonché gli attacchi e le minacce contro navi mercantili e commerciali nello Stretto di Hormuz e nelle sue vicinanze e l’interruzione della sicurezza marittima e l’impatto negativo sul commercio internazionale, sulla sicurezza energetica e sull’economia globale derivanti da attività destabilizzanti e tensioni regionali in violazione del diritto internazionale,
Prendendo inoltre atto degli strenui sforzi compiuti dai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e da altri paesi della regione impegnandosi in attività di mediazione per facilitare il dialogo tra la Repubblica islamica dell’Iran e la comunità internazionale e per affrontare le divergenze e risolvere le controversie con mezzi pacifici al fine di risparmiare alla regione i pericoli di un’escalation,
Affermando Il suo pieno impegno a promuovere il mantenimento della pace e della stabilità in Medio Oriente:

  1. Ribadisce il suo fermo sostegno all’integrità territoriale, alla sovranità e all’indipendenza politica di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania;
  2. Condanna con la massima fermezza gli efferati attacchi perpetrati dalla Repubblica Islamica dell’Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania e stabilisce che tali atti costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali;
  3. Condanna inoltre gli attacchi contro aree residenziali, obiettivi civili e le conseguenti vittime civili e danni a edifici civili; ed esprime solidarietà a questi Paesi e ai loro popoli;
  4. Chiede l’immediata cessazione di tutti gli attacchi perpetrati dalla Repubblica Islamica dell’Iran contro Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania;
  5. Chiede che la Repubblica islamica dell’Iran cessi immediatamente e incondizionatamente qualsiasi provocazione o minaccia nei confronti degli Stati vicini, compreso l’uso di gruppi per procura;
  6. Invita la Repubblica islamica dell’Iran a rispettare pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili e dei beni civili nei conflitti armati;
  7. Ribadisce che l’esercizio dei diritti e delle libertà di navigazione delle navi mercantili e commerciali, in conformità al diritto internazionale, deve essere rispettato, in particolare intorno alle rotte marittime critiche, e prende atto del diritto degli Stati membri, in conformità al diritto internazionale, di difendere le proprie navi da attacchi e provocazioni, comprese quelle che minano i diritti e le libertà di navigazione;
  8. Condanna qualsiasi azione o minaccia da parte della Repubblica islamica dell’Iran volta a chiudere, ostruire o interferire in altro modo con la navigazione internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz, o a minacciare la sicurezza marittima nel Bab al-Mandab; afferma che qualsiasi tentativo di ostacolare il transito lecito o la libertà di navigazione in queste vie navigabili internazionali costituisce una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali; e invita l’Iran ad astenersi immediatamente da qualsiasi azione o minaccia, in conformità con il diritto internazionale;
  9. Decide di rimanere attivamente investito della questione.

Due documenti imbarazzanti che aggiungono un nuovo capitolo alla nostra lurida storia di predatori che pensano di poter disporre del mondo a proprio piacimento.

Sto leggendo e ascoltando molti pareri e interpretazioni riguardo le motivazioni che hanno spinto Israele e USA ad attaccare. Ognuno di questi porta al fattore economico-finanziario con gli USA in braghe di tela che si sbattono per non affondare definitivamente – l’augurio da parte mia è che ciò accada nel più breve tempo possibile – e a quello geostrategico che si divide in due filoni, perché c’è chi pensa che sia Israele a comandare Washington e chi invece il contrario – magari la verità sta nel mezzo – con un terzo filone che riguarda il messianismo di due nazioni che si vedono come unte dal Signore.

Io do cittadinanza a tutti, anche a coloro che si ostinano a vedere il Salvator Mundi nel biondo attore che sta recitando (bene, gli va dato atto) la parte del Jocker dietro al quale ci sono quei potentati che oggi vogliono trasformare per l’ennesima volta il sistema di controllo delle popolazioni abbracciando il digitale e perciò stanno accompagnando il processo di demolizione controllata del cosiddetto “mondo come lo abbiamo conosciuto”.

Nel frattempo il nostro valorosissimo governicchio ha varato il taglio delle accise su benzina, gasolio e GPL: https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-165/31361.

Ho fatto qualche conto della serva per andare a vedere quanto ha guadagnato lo stato nei quasi venti giorni dall’inizio dell’aggressione israelo-statunitense all’Iran e anche per ricordarmi quanti soldini si prende di tasse sui carburanti.

Ricordo che in questo momento si viaggia sui 47 centesimi al litro per benzina e gasolio (qui la variazione: https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/43975520/Aliquote+nazionali+aggiornamento+al+19+marzo+2026.pdf/e4a808ee-3b8c-58d4-ab17-f1966afd3fcf?t=1773937342608) ai quali si sommano 42 centesimi al litro di IVA (al 22%), quell’IVA che ovviamente non si tocca e che si calcola sulla somma di costo industriale e accise, una tassa sulla tassa.

Qualora il governicchio formato tra gli altri da colei che faceva i videini imprecando perché su 50 euro di benzina ne faceva ad andar bene 30 e colui che spergiurava di cancellare tutte le accise facesse un vero taglio sistemico, non solo per 20 giorni, delle accise oggi il prezzo al litro sarebbe di 0.98€ circa. Ma questo è solo un mero esercizio di calcolo.

Ah, quasi dimenticavo, ovviamente hanno aspettato 20 giorni e lo hanno fatto proprio ai -3 dal referendum. I casi della vita.

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