Buoni propositi per il 2016? Nessuno, così non si sbaglia.

Ma intanto iniziamo il lungo cammino che porta verso il referendum di Ottobre, quello che potrebbe portare alla conferma della riforma della Costituzione.

Una riforma che a breve sarà definitivamente licenziata dal Parlamento. Quel Parlamento illegittimo, votato con una legge elettorale incostituzionale i cui componenti ovviamente ritengono normale poter prendere la decisione di stravolgere il dettato costituzionale. Non fa una grinza.

Una riforma che l’attuale premier pone come pietra miliare della sua esperienza politica giurando che se dovesse perdere il referendum riterrebbe la stessa conclusa. Quel premier che è in carica da quasi due anni grazie alla scelta di un uomo, l’ex Presidente della Repubblica Napolitano, che ha tolto il diritto di parola al popolo italiano preferendo imporre le sue scelte (pardon le scelte di altri che ha condiviso). Un premier senza legittimazione popolare che pone il diktat e trasforma il referendum su un tema delicato della vita della nazione in una sorta di plebiscito sulla sua persona. Azione spregevole quanto potenzialmente letale perché di allocchi che cadranno nel tranello, magari dopo altri dieci mesi di leggine spot, regalie di ogni genere a questa o quell’altra categoria e quotidiane razioni di balle ben assortite, ne troverà molti.

E allora cosa occorre fare in questo 2016?

Semplicemente informare i cittadini e cercare di svegliarli dal torpore che li avvolge. Aprire le menti alla conoscenza della nostra Carta ad un livello maggiore di quello fittizio che ci viene proposto dai furbi e falsi mezzi di comunicazione di massa. Per dare un’idea mi piacerebbe che tutti portassero sempre con se quanto meno i principi fondamentali (io li tengo nel portafogli perché la memoria c’è, ma a volte tradisce e così non si scappa), tanto per cominciare.

Da dove partire?

Per esempio dalla lettura della lettera inviata il 20 Novembre 2015 ai parlamentari italiani dall’associazione Libertà e Giustizia nella quale si spiegano in modo chiaro e difficilmente fraintendibile le ragioni del NO. Perché la prima, banalissima cosa da ricordare è che ad Ottobre il NO dovrà prevalere per preservare la Carta dal massacro. Tutta cambia o può cambiare, ma se cercano di cambiare in peggio allora dobbiamo fare di tutto per fermarli.

Ecco qui il link per la lettura : http://www.libertaegiustizia.it/2015/11/21/riforma-costituzionalele-ragioni-del-no-lettera-ai-parlamentari/

La parola chiave di questa opera di informazione la lanciamo subito perché è il fattore su cui grava il maggior peso e la maggiore importanza in tutta la questione :

RAPPRESENTANZA

Messa così sembra nulla in confronto alla governabilità e alla stabilità che a parole il premier dice di voler garantire, ma vedremo nelle prossime puntate che essa è l’essenza stessa di ciò di cui stiamo parlando e di cui parleremo, ovvero la messa in discussione del nostro futuro. Perché quello che daranno alla Costituzione in caso di vittoria del sì sarà il colpo di maglio più pesante nella strategia di distruzione dei nostri diritti e di ciò che fu costruito col sangue di coloro che vollero donare a noi una Costituzione che disegnasse un’Italia degna di esser vissuta come patria e non come matrigna.

 

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