TG RAI:

1) “Ad agosto tasso di disoccupazione al 9,7%, ai minimi dal 2012 (dati ISTAT).”

2) “Boom di contratti a tempo determinato. Anno su anno (ago 2017 – ago 2018) +12,6%.”

Commento Piddino:

L’occupazione aumenta, la disoccupazione cala. Il Jobs Act funziona!

Commento Grillino:

Aumentano i posti a tempo determinato, aumenta il precariato. Il Jobs act (non*) funziona!

* Qui però potremmo anche dire che funziona, se fossimo maliziosi, ma noi non lo siamo, nooo!

Ora torniamo seri. Come spesso dico occorre leggere i documenti, anche se non è detto che poi li si capisca

Nel PDF pubblicato da ISTAT (https://www.istat.it/it/files//2018/10/CS_Occupati-e-disoccupati_AGOSTO_2018.pdf) troviamo molte informazioni di cui i TG non parlano.

Per esempio il dato demografico che vede gli over 50 tirare la carretta con aumento di occupati di 393.000 unità anno su anno. Tutte le altre classi di età sono in calo, soprattutto i giovani tra i 15 e i 34 anni (-25.000).

Ma è soprattutto il glossario (pagina 8), ovvero dove ISTAT spiega come si calcolano gli occupati, che dobbiamo sempre tenere da conto.

Leggiamo:

Occupati: comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura;

– hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;

Ricapitolando, per l’ennesimo volta, per chi avesse le orecchie piene di cerume, quando scrivono che nel computo degli occupati sono compresi anche coloro che hanno lavorato una sola ora stanno dicendo che un’ora di lavoro equivale ad un posto di lavoro in più.

Per capire meglio di cosa si tratta è OBBLIGATORIO attendere i dati INPS, gli unici che fanno fede e che vi dimostrano attraverso le ore lavorate dove sta la inattendibilità (qualche cattivello pensando ai criteri di calcolo ISTAT che cambiarono casualmente proprio sotto i governi Renzi-Gentiloni potrebbe dire la malafede, ma noi non lo siamo, nooo!) dei dati ISTAT, utili casomai solo per un primo giro d’orizzonte sul fenomeno lavoro. Ma da prendere sempre con le pinze.

E’ però sempre divertente ascoltare e leggere le idiote reazioni dei leader e dei supporter di questo o quell’altro partito.