Oggi nel menù abbiamo tre articoli dalla stampa tedesca, una nuova notizia dalla Spagna (dopo lo studio che retrodata a marzo 2019 la comparsa del coronavirus in Europa) e, ogni tanto lo ripeschiamo anche noi, zio Bill (Knock) Gates che ci ricorda che i soldi non sono tutto, ma aiutano.

Partiamo da Handelsblatt con due articoli sul caso Tönnies (https://www.handelsblatt.com/unternehmen/handel-konsumgueter/corona-in-schlachthoefen-toennies-schliessung-die-versorgung-der-fleischindustrie-geraet-ins-wanken/25955626.htmlhttps://www.handelsblatt.com/unternehmen/handel-konsumgueter/toennies-im-handel-waechst-die-sorge-vor-fleisch-engpaessen/25953770.html) che lanciano l’allarme sul possibile blocco delle forniture di carne in Germania.

E’ interessante notare che anche in Gran Bretagna si inizia a parlare di possibili carenze distributive. Forse le scorte di cibo non erano da farsi ad inizio “pandemia”, ma potrebbe essere opportuno farle nei prossimi mesi.

Il caso che è stato stigmatizzato per aver creato uno dei focolai, divenuti essenziali per portare avanti il terrorismo nei confronti delle popolazioni europee, a mio avviso dovrebbe invece far riflettere sul “modello tedesco”. Se non ci avessero detto dove era accaduto probabilmente molti avrebbero pensato subito all’Italia o a qualche paese in via di sviluppo, e invece…

A questa notizia si somma l’ormai nota vicenda del fallimento di Wirecard. Nell’articolo di oggi (https://www.handelsblatt.com/finanzen/banken-versicherungen/interview-mit-michael-gschrei-wirecard-skandal-die-pruefer-haben-wohl-nicht-hingeschaut/25956828.html) si parla dei mancati controlli che non hanno impedito questo clamoroso fracasso dalle ripercussioni ancora tutte da vedere.

Altra tipica situazione all’italiana si direbbe, e invece…

Aggiungiamo l’ormai vecchia faccenda Volkswagen per la quale la casa di Wolfsburg continua a pagare multe miliardarie in Germania e fuori casa e la situazione penosa della banca sistemica per eccellenza, ovvero Deutsche Bank, tecnicamente fallita da un pezzo, ma, come si suol dire, “Too big to fail”.

Anche queste sembrerebbero tipiche situazioni all’italiana, ovvero da paese poco serio, e invece…

Ora, non è che si festeggi perché non siamo solo noi a far pena, ma anzi ho la sensazione che l’insistenza della signora Merkel sull’utilizzo da parte nostra e di altri dei fondi dell’ESM sia dovuta alla impellenza di far muovere un certo mercato di garanzie finanziarie che porterebbe alla copertura di buona parte delle spese, molte a fondo perso, fatte dalla Germania per fronteggiare il blocco da quarantena dei sani e gli scandali in serie degli ultimi mesi. Ma la mia è solo una “cattiva” sensazione.

Altro giro altra notizia dalla Spagna, che dopo quella dell’università di Barcellona che trova tracce di SARS-COV-2 nelle acque reflue datate 12 marzo 2019 (http://www.busnosan.it/wp/2020/06/27/game-changer/ – Mica male questa da spiegare!) aggiunge pepe, almeno sulla carta, su un altra nota dolente della “pandemia”.

La condivide Maurizio Blondet (https://www.maurizioblondet.it/spagna-i-vaccinati-anti-flu-muoiono-di-piu-per-covid/).

Si tratta di un documento dell’ospedale di Huesca, Barbastro nel quale si ipotizza che la vaccinazione influenzale possa aver generato una interferenza virale che ha portato a una mortalità decisamente più alta nei soggetti vaccinati. Fatto interessante perché già segnalato in passato da uno studio sui soldati statunitensi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31607599/) condiviso sempre da Blondet in un precedente articolo (https://www.maurizioblondet.it/bergamo-quanti-dei-morti-hanno-avuto-il-vaccino-anti-influenza/).

Ricordo che a Bergamo (https://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/meningite-effettuate-20mila-vaccinazioniazione-di-prevenzione-senza-precedenti_1336161_11/) e Brescia (https://www.bsnews.it/2020/01/11/meningite-vaccinazioni-a-tappeto-gia-superata-quota-14mila/?refresh_ce), centri epidemici per eccellenza del nostro paese, si sta ancora cercando di capire cosa abbia portato agli sviluppi noti e qualcosa sarebbe accaduto.

Questo non significa che si debba fare l’equazione vaccinazione=aumento contagi e mortalità, ma forse sarebbe il caso di approfondire, magari dopo aver chiuso la litania della veglia funebre di questa sera in ricordo dei morti, la stessa che non si è mai fatta per le decina di migliaia i morti da influenza stagionale, cancro e infezioni ospedaliere di ogni anno. Loro non hanno colpa, ma anche se questa “pandemia” la continuano a presentare come una guerra non sono “caduti”.

Chiudo con un grande amico, il mitico Zio Bill (Knock) Gates e un intervista del gennaio del gennaio 2019 al World Economic Forum di Davos (https://www.cnbc.com/2019/01/23/bill-gates-turns-10-billion-into-200-billion-worth-of-economic-benefit.html) nella quale ricorda che a fronte di un investimento complessivo di 10 miliardi in vent’anni (quindi 500 milioni l’anno) ha avuto un ROI (Ritorno di investimento) di 20 a 1, ovvero 200 miliardi (+190) incassati. Mica male considerando che 10 miliardi di investimenti “classici” hanno fruttato “solo” 17 miliardi (+7).

Non è l’unico elemento da tener d’occhio nel contesto attuale che vede realizzarsi, a mio avviso, una commistione di interessi che si sono magicamente trovati sulla stessa lunghezza d’onda (reset di sistema economico-finanziario, digitalizzazione e robotizzazione spinta, ridefinizione dei paradigmi sociali e politic in primis), ma ricordo che questa la chiamano filantropia.

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