Mi ero perso l’ennesima perla terroristica di San Giovanna d’Arco Botteri. Il 24 giugno è andato in onda su RAI3 un servizio degno della migliore giornalista di regime su piazza. Si raccontava del ritorno a scuola dei bambini tailandesi.

Il post con il video è sulla pagina Facebook del TG3: https://www.facebook.com/watch/?v=611505919779470.

A colpire è chiaramente il linguaggio da fondamentalista pandemico che utilizza la signora.

Si parte con parole rassicuranti. I bimbi che fanno i bravi soldatini e si sottopongono a qualsiasi procedura idiota come tanti piccoli automi accompagnati dall’adagio rassicurante della voce narrante che conferma che tutto ciò è cosa buona e giusta.

Si tratteggia l’idilliaco quadro della classe carcere modello quasi a suggerire che questo sia ciò che dovremmo fare anche noi onde evitare mortifere seconde ondate di contagio. Fa niente se i bimbi quasi non vengono toccati dal “micidiale” virus e si moltiplicano gli studi che affermano la non contagiosità degli stessi, il dictat è uno solo e la signora ben interpreta ormai da decenni il volere del regime, quindi avanti così.

Dopo la visione della penosa “vestizione” c’è un passaggio che definisce la delirante natura da denuncia per violenza sui minori dello sproloquio Botteriano.

Eccolo: “Quando tutti sono pronti si può finalmente cominciare a cantare senza paura, tanto ci sono almeno quattro barriere a bloccare le MICIDIALI goccioline.

Ripeto, questo è un servizio da denuncia al garante per l’infanzia. Ma è San Giovanna d’Arco Botteri e chi la tocca si brucia.

Un giorno anche voi giornalisti di regime dovrete rendere conto davanti a un giudice del male che avete fatto con la vostra propaganda terroristica.