Siamo sempre lì. Nell’attesa di martedì e del voto sulla proroga (illegittima) dello stato di emergenza in Italia condivido due articoli che affrontano il tema “pandemico” da angolazioni diverse. Nel primo c’è il fattore psicologico e nel secondo la questione dei gruppi di pensiero che guidano questa fase storica. Infine la mia amata Svezia che ormai, a dispetto della falsa propaganda che i media di regime le fanno contro, sta raggiungendo il traguardo che si era prefissata con la sua strategia del NO al confinamento. Tre articoli da leggere prendendosi tutto il tempo necessario.

Dicevamo del fattore psicologico. Comedonchisciotte propone la traduzione (https://comedonchisciotte.org/riscoprire-la-liberta/) di un articolo di Israel Shamir (https://www.unz.com/ishamir/unmasking-freedom/).

Non concordo al 100% sulle ipotesi “religiose”, ma la questione psicologica secondo me è fondamentale.

C’è il fattore “gruppi di pensiero” del quale si occupa Zerohedge (https://www.zerohedge.com/geopolitical/groupthink-pandemic), oggi pieno di articoli che meritano la lettura.

Questo è un altro degli elementi di cui tener conto quando si approccia l’analisi di questa “pandemia mediatica”.

A chiudere la selezione di articoli c’è sempre Zerohedge con la mitica Svezia (https://www.zerohedge.com/political/whitney-looks-sweden-was-right-after-all).

In sintesi loro stanno raggiungendo l’obiettivo della immunità di gregge che li porterà a farsi delle belle risate quando noi in autunno torneremo (?!) al confinamento dei sani.

Però se volete potete trascurare i dati incontrovertibili e credere al martellamento mediatico di regime.

Il solito video è del sempre ottimo Matteo Gracis che sbugiarda una bufala partita da Facebook e arrivata su tutti i media di regime nazionali.

Anche qualche amico ha condiviso il post fantasma con notizie false da Cremona, ma a loro può succedere.

Alle redazioni dei più importanti giornali italiani non può accadere.

Senza dimenticare che anche la task force di questo par di zebedei che si occupa di setacciare il web e individuare le bufale non si accorta di nulla, forse perché troppo impegnata a rompere le scatole a chi fa ricerca e segnala le palesi storture di questa grottesca situazione.