Rapido aggiornamento dal fronte.

Oggi abbiamo a disposizione i dati di tempi di attesa (da inizio “pandemia” fino al 7 gennaio) e accessi (dal 27 gennaio al 10 febbraio).

Come di consueto il documento lo potete scaricare da questa pagina: https://www.ats-milano.it/portale/Epidemiologia/Valutazione-dellepidemia-COVID-19/Dati-di-monitoraggio-giornaliero.

Nel PDF i dati epidemiologici e nella parte finale quelli che ci permettono di avere il polso della situazione per quanto riguarda i Pronto Soccorso nosocomi milanesi, quelli che secondo alcuni addetti ai lavori sarebbero costantemente sotto pressione.

Ebbene si conferma la tendenza che fin dalle prime verifiche fatte a ottobre è di situazione sotto controllo. Gli accessi infatti non vanno oltre la media registrata nel triennio 2017-19 in quasi tutti i casi. Gli sforamenti di Niguarda, Gaetano Pini e Traumatologico sono ormai una costante. Gli altri otto ospedali registrano numeri inferiori – nettamente al di sotto in casi come quello del Sacco di Galli, che però continua a fare terrorismo mediatico – a quelli degli anni precedenti.

Un elemento che si nota facendo il paio con i tempi d’attesa è che nonostante il minor numero di accessi si deve attendere molto di più di prima, soprattutto per i codici gialli e rossi, ovvero i più gravi.

Non credo sia difficile immaginare che i tempi si siano dilatati a casua dei protocolli.

E sui protocolli (anche quelli di terapia domiciliare) presto o tardi l’autorità giudiziaria dovrà dare un responso perché qui appare sempre più evidente che proprio i protocolli ministeriali hanno creato disagi e morti.