Stavo leggendo il nuovo report ISS con le statistiche pandemiche.

Al di là delle consuete news sulla tendenza al ribasso generalizzata dei numeri – e questa è una buona notizia – mi soffermo ancora una volta sulla tabella 3 che mette a nudo i numeri grezzi, e lo faccio mettendola a confronto con la precedente rilevazione perché c’è qualcosa da dire e domande da fare a chi di dovere.

Intanto i documenti.

Ultimo bollettino del 6 ottobre 2021: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_6-ottobre-2021.pdf.

Bollettino del 22 settembre: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_22-settembre-2021.pdf.

Di seguito anche le due tabelle.

Tabella 3 (6 ottobre 2021)
Tabella 3 (22 settembre 2021)

Va detto preliminarmente che i dati sono forniti ogni due settimane e la tabella 3 fornisce i numeri degli ultimi 30 giorni, quindi parrebbe evidente che questi si vadano a sovrapporre rendendo oggettivamente improponibile ogni parallelismo. Io lo faccio lo stesso e poi vedremo con il prossimo report che succede.

Escludo i vaccinati a metà (ciclo non completo) per mettere a confronto le altre due categorie.

A conti fatti i casi tra i non vaccinati sono stati 29.325 in meno rispetto al report precedente (56.808 contro 86.133) mentre quelli tra i vaccinati (ciclo completo) sono stati 20.722 in meno (23.328 contro 44.050).

Tra i non vaccinati abbiamo avuto 1.558 ricoveri in meno (5.224 contro 6.782) mentre tra i vaccinati sono stati 188 in meno (2.268 contro 2.456).

In terapia intensiva sono finiti 171 non vaccinati in meno (604 contro 775) e 20 vaccinati in più (173 contro 153).

Deceduti infine 11 vaccinati in più (888 contro 877) e 71 non vaccinati in più (580 contro 509).

Resta poi significativo l’aumento delle percentuali tra gli over 80 che vedono i vaccinati sempre più dominanti in tutte le categorie.

Non faccio particolari commenti perché a leggere questi numeri pare evidente che la vaccinazione stia dando ora quei frutti che fino a qualche settimana fa non si vedevano. Tant’è che se confrontiamo questi dati con quelli corrispondenti del 2020 proprio in questi giorni si sta invertendo la tendenza che vedeva numeri costantemente più alti da almeno quattro mesi.

Devo dire però che restano i dubbi.

Intanto abbiamo contezza dei dati completamente ribaltati da paesi come Inghilterra e Israele, per dire i due più in vista, ma anche altri che stanno avendo un boom di casi perfettamente corrispondente con l’avanzare della vaccinazione.

Non so come mai accada questo, ma qualche risposta alcune circolari girate tempo fa negli ospedali italiani la potrebbero anche dare.

Un dato da comprendere è quello degli over 80 vaccinati che continuano ad avere più problemi, soprattutto pensando a ospedalizzati e deceduti, rispetto ai non vaccinati.

Proprio a tal proposito ricordo che ormai – CDC docet – sta passando la nuova definizione di vaccino che non è più “immunizzante”, ma è diventato “protettivo”.

E però questa protezione lascia perplessi.

Se fosse così dovremmo avere numeri vicini allo zero negli ospedalizzati, nelle terapie intensive e tra i deceduti. E invece 2.268, 173 e 580 non sono garanzia di “protezione”, perché a noi dicono che protegge senza se e senza ma. Senza contare che anche tra le fasce di età i numeri sono tutt’altro che azzerati.

Ci sarebbero da fare mille altre considerazioni – soprattutto sulla questione varianti e chi le porta realmente – aggiungendo peraltro ulteriori documenti, ma mi fermo qui.

Il tutto senza mai dimenticar che diamo per buoni numeri basati su test inattendibili al 100% e ci fidiamo dei conti fatti da quell’ISS che ad oggi non è in grado di confermare nemmeno un solo morto da Covid. Ma questi son soloo dettagli.

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