Condivido anche in forma scritta il contenuto del video pubblicato sabato scorso perché credo che il pensiero critico debba essere risvegliato al fine di evitare che la deriva di sudditanza psicologica nei confronti di autorità precostituite ormai conclamata sfoci nel disastro di una società zombificata incapace di reagire nemmeno agli scempi più eclatanti.

Sabato 6 novembre, ora del tè, io che – cosa nota a chi mi conosce ma sempre utile da ricordare – evito come la Peste (quella vera) i programmi TV, a parte qualche TG (mai perdere l’abitudine a confrontarsi con le fandonie seriali di questi zerbini governativi), incappo nello zapping di mia madre che si ferma su un canale RAI mentre va in onda la trasmissione a me fin lì ignota “Frontiere” condotta da tale Franco Di Mare, presunto giornalista.

Ascolto e trasecolo al sentire la voce di una dottoressa, una oncologa per la precisione, che esprime apertamente la sua contrarietà alla “vaccinazione” dei bimbi. Che succede?

Non faccio in tempo a fiondarmi verso lo schermo che in pochi secondi mi ritrovo davanti il faccione del Di Mare e quello della “esperta” prezzolata – una di quelle che bazzicano quotidianamente giornali e TV tanto per esser chiari – che ribalta il piano mettendo tutto a posto e confermando che invece è cosa buona e giusta “vaccinare” i bimbi.

Mi parte il classico embolo da inacazzatura e poi mi calmo. Però mi dico che forse sarebbe il caso di turarsi il naso e verificare che tipo di trasmissione sia stata dal momento che l’ho incrociata proprio sul finale.

Per chi volesse dare un’occhiata ecco il link al video su RaiPlay: https://www.raiplay.it/video/2021/11/Frontiere—Ultimo-miglio—06112021-acde16e6-63f5-4431-b125-ed9e7168de19.html.

A questo punto occorre fare due chiacchiere sui meccanismi che governano questa così come tutte le altre trasmissioni della RAI e delle sue consorelle sfruttando l’indegno spettacolo proposto da “Frontiere”.

Si tratta di un’ora nella quale si inanellano una serie di fandonie spazianti su tutto il fronte pseduo pandemico con l’obiettivo finale di indurre la platea non pensante ad andare al più vicino centro vaccinale per fare direttamente l’abbonamento a dieci inoculazioni, e già che ci sono a far bucare anche i propri figli.

Intanto il titolo, “Ultimo miglio“, suggerisce che siamo in dirittura d’arrivo per sconfiggere il terribile morb. Basta solo fare l’ultima? Macché! L’ennesima punturina e (forse) salveremo il Natale.

Qui giova aprire una “parente” di de curtisiana memoria dicendo che il mio video, che trovate al termine dell’articolo, in partenza doveva essere leggero nel segnalare la prima pagina de La Repubblica col suo “Un piano per salvare il Natale“. Titolo che mi aveva, come ad altri, riportatao alla mente quello del 14 novembre 2020, sempre dello stesso giornale nonché identico. Ed è passato un anno da allora. Comprende?

Agevoliamo immagine aggiungendo “Ancora due settimaneee…”.

Decido di fare un mix con rimando conclusivo a un tweet di qualche tempo fa del professor Becchi che mi consente di sbollire l’incazzatura e chiudere in bellezza. Ma ora torniamo a noi.

Detto del titolo passiamo al contenuto sul quale non sto a dilungarmi più di tanto perché di queste cose dalle mie parti se ne parla da marzo 2020 a mi stanno venendo a noia.

In sintesi si parte con la celebrazione del corrottissimo Antony Fauci che a casa sua rischia centinaia di anni di galera, ma non si schioda dalla poltrona su cui siede da quasi quarant’anni, e qui va ospite dal tale Fazio Fabio con tanto di valletta burioniana a reggere il moccolo del suddetto mezzo sangue italoamericano.

Poi si entra in modalità debunker – i cosiddetti sbufalatori di regime per chi non fosse pratico. Gente di cui non mi interesso nonostante qualcuno mi avesse chiesto di farlo, ma dato che non li considero proprio non posso occuparmene – con un collaudato meccanismo. Prima ti faccio vedere esperti, filosofi, personaggi dello spettacolo che sono contrari alla narrazione ufficiale. Poi rientro in studio e chiudo ogni blocco con quello che definisco “super esperto” di fiducia e fama (boh!) che dissipa ogni nuvola di dubbio dalla mente delle pecorelle permettendoci di raggiungere l’unica immunità di gregge possibile, ovvero quella dalla realtà. Quel che manca se non si fosse capito è la possibilità di replica per coloro che ti hanno fatto vedere in registrata e soprattutto sempre prima, così tu puoi tenere a mente meglio l’ultima parola, che forse sarebbe stato un titolo più azzeccato per questa paccottiglia propagandistica.

Così si arriva al momento clou, ovvero quello che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia propiziando un’incazzatura di proporzioni bibliche, peché a me quando mi toccano la Costituzione los cojones iniziano a girare vorticosamente.

Accade nel cuore della trasmissione, indi circa alla mezz’ora, di vedere una carrellata di personaggi, compresa una costituzionalista di cui mi sfugge il nome che spiegano il perché della loro contrarietà al lasciapassare e alla “vaccinazione” obbligatoria per legge.

Al rientro in studio Di Mare si fa affiancare da un “esimio esperto” costituzionalista, se non erro tale Alfonso Celotto, che mi scuso se non ho mai sentito nominare, il quale inizia a mettere in fila una serie di idiozie, in punta di diritto s’intende, da far impallidire anche il più scarso degli studenti del primo anno di Giurisprudenza.

Poi ecco comparire sul megaschermo, anzi aspetta, anche qui giova aprire una “parente”.

Dunque, il megaschermo in questione è ovviamente piazzato al centro della scena e funge da martello pneumatico visivo in aggiunta a quello orale, o come direbbe il buon Roberto Quaglia orofecale, del Di Mare e dei suoi ospiti. I continui flash su articoli di giornale che titolano sempre e solo dei non “vaccinati” che finirebbero in ospedale, in terapia intensiva e al fine in cassa da morto deve essere sottolineato perché come è noto le immagini coi bambini dell’asilo, meglio noti come telespettatori non pensanti, sono ottimali per l’indottrinamento.

Dicevamo che il megaschermo a un certo punto propone allo spettatore la visione del testo dell’Art. 32 della Costituzione Italiana. Per intenderci è l’immagine di copertina di questo articolo e del mio video.

Fin qui tutto bene se non fosse per quel piccolo, irrilevante dettaglio che noto al volo. Manca un pezzo. Manca l’ultima frase, quella grazie alla quale questo Governo e qualsiasi altro qualora decidesse di rendere la “vaccinazione” obbligatoria per legge verrebbe sommerso di cause e i suoi componenti rischierebbero probabilmente la galera.

Art. 32 secondo il dinamico duo Di Mare-Celotto:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

Art. 32 secondo… la Costituzione Italiana:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Il pezzo mancante:

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Di Mare e il presunto “esperto” non si accorgono di nulla (o fanno finta di non accorgersi) e tirano dritto.

Celotto ferma la lettura del Di Mare con tono solenne da dotto sapiente, granlup, pezzdimerd, omdipagl, etc, etc… facendo notare che solo in questo caso la Costituzione utilizza la parola fondamentale e l’abbinamento con l’interesse collettivo.

Qui mi preme ricordare all’esimio “esperto” che nella Costituzione Italiana la parola “fondamentale” viene usata ben prima dell’Art. 32 per qualificare i primi dodici articoli come “Principi fondamentali”. Non occorre aggiungere altro.

Poi si prosegue fino ad arrivare a frasette del tipo (parafrasando): “La vaccinazione obbligatoria per legge si può fare perché è già stata fatta per i bimbi nel 2017 e c’è pure quella degli operatori sanitari”.

Ora, la legge sulla vaccinazione obbligatoria (10+4 facoltativi) per i bimbi è stata fatta con vaccini testati e autorizzati alla commercializzazione in via definitiva e quella per gli operatori sanitari è facilmente impugnabile da coloro che volessero farlo essendo inapplicabile proprio perché i cosiddetti “vaccini” contro il morbo del millennio sono sperimentali.

Tra l’altro c’è una chicca perché la scadenza dopo la quale, se andrà tutto bene, e qui avrei dei dubbi vedendo la mattanza di morti e danni in corso, sarebbe stata dicembre 2023. Ma da qualche giorno è stata posticipata alla primavera del 2024 dalle agenzie del farmaco senza che se ne facesse grande pubblicità. Auguri!

Ad ogni buon conto il fatto gravissimo per la TV pubblica è quello di aver mandato in onda una versione monca dell’Art. 32 in evidente malafede.

Guardate che quella “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” è la frase chiave di tutta la questione.

Vi invito ad andare a leggere cosa disse uno dei promotori dell’inserimento di questa frase nel suddetto articolo. Si trattava di Aldo Moro. Ciò che disse lo potete leggere nei resoconti dei lavori della Assemblea Costituente.

Qui il link: https://www.nascitacostituzione.it/02p1/02t2/032/index.htm. Si apre la pagina iniziale dedicata alla stesura dell’articolo in questione, poi dovete cliccare due volte su “Successivo”, poi leggete.

Io vi aiuto riportando il testo di apertura della discussione:

Moro spiega le ragioni che lo hanno indotto a presentare, unitamente all’onorevole Rossi, l’emendamento, ricavato dai tre articoli proposti dal gruppo parlamentare dei medici. Si tratta di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione, quello cioè di affermare che non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie, se non vi sia una disposizione legislativa, impedendo, per conseguenza, che disposizioni del genere possano essere prese dalle autorità senza l’intervento della legge.

Importante è anche l’altra parte dell’emendamento. Non soltanto ci si riferisce alla legge per determinare che i cittadini non possono essere assoggettati altrimenti a pratiche sanitarie, ma si pone anche un limite al legislatore, impedendo pratiche sanitarie lesive della dignità umana.

Sono chiari questi concetti? Concetti peraltro ripresi dal Codice di Norimberga e dalla Convenzione di Oviedo, per citare i due documenti più in vista.

In conclusione torno alla questione di fondo riguardo la trasmissione.

Non è ammissibile che la RAI, la TV pubblica italiana, mandi in onda prodotti così scadenti senza colpo ferire.

Per lo meno vediamo noi di essere svegli e non cadere nella trappola della narrazione di regime.

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