Un breve articolo per dare contezza di una notizia battuta dalle agenzie e ripresa da Euronews.

Meta, l’azienda nata dalle ceneri di Facebook che sarà alla base del Metaverso di Zucchino, ha dato i numeri dell’ultima trimestrale e su tutto il 2021 (https://investor.fb.com/investor-news/press-release-details/2022/Meta-Reports-Fourth-Quarter-and-Full-Year-2021-Results/default.aspx), numeri che non hanno siddisfatto gli analisti che avevano previsto qualcosa di meglio sul piano degli utili per azione.

Il tutto si è tradotto in un -20% in borsa che equivale a duecento miliardi di perdite.

Cifre apparentemente enormi che però non devono trarre in inganno.

Il fatto che in questa fase si possano verificare fluttuazioni così evidenti è normale e immagino sarà ampiamente compensato nei prossimi trimestri.

C’è poi da aggiungere che il progetto è gigantesco e gli investimenti sono consoni allo stesso.

Parlavo nei giorni scorsi del super computer che Meta avrà a disposizione. Il più veloce super computer della terra, non so se rende l’idea. Perché qui stiamo parlando di coprire tutto il Pianeta con un mondo parallelo virtuale.

Tra l’altro leggo quotidianamente articoli che trattano non solo degli investimenti che stanno lievitando in numero e importanza, e quando succede una cosa del genere non è per giocare, ma anche di tutta una serie di dettagli e implicazioni – iniziano a creascere in numero anche gli studi analitici sulle potenzialità e i rischi sia biologici che sociali di una tale rivoluzione – che credo saranno tema dominante nei prossimi anni.

Ricordo che stiamo veleggiando verso la digitalizzazione spinta dell’intera vita umana.

Nonostante i media di regime nascondano fatti di dominio pubblico, in Italia si prosegue con restrizioni tanto bislacche e prive di fondamento scientifico che ormai solo i polli e gli sceriffi possono accetale di buon grado. Ma attenzione anche al resto d’Europa dove se è pur vero che lacci a lacciuoli si stanno allentando, in alcuni casi svanendo del tutto, è altrettanto evidente che il progetto di fondo va avanti, magari a fari spenti.

Quindi ribadiamo che l’agenda 2020-2030 prosegue senza particolari intoppi, seppur col tentativo di protesta di piazza come quella canadese – grandi i camionisti e la gente che è con loro, ma chissà che non intervenga l’esercito – e quella australiana, e si va verso l’ID digitale che serve come base del controllo digitale della popolazione.

In tutto ciò il Metaverso, che tra l’altro non a caso sta sempre più popolando le pellicole cinematografiche, a mio avviso, e spero vivamente di sbagliarmi, sarà la gabbia virtuale dentro la quale, elmetto, o meglio oculus in testa, si intede rinchiudere il popolino terrorizzato da fantomatici virus, cambiamenti climatici più o meno reali e fantaguerre.

So che dipingo un futuro distopico, e ne sto scrivendo anche in un racconto di prossima pubblicazione, ma fatti e documenti raccontano questo, nient’altro.

Oppure facciamo così, non è niente di grave, però tenete d’occhio il Metaverso.