Il 2014 è l’anno nel quale, tra le tante a più o meno alta intensità, iniziano le guerre in Ucraina e Yemen.

Non mi dilungo in disquisizioni storiche anche perché se ne possono trovare quante se ne vuole su tivvù e giornali di regime ma anche online.

Condivido alcuni link per chi volesse consultare siti istituzionali di centri di ricerca.

Per la guerra in Ucraina propongo il Concil on Foreign Relationship americano (https://www.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/conflict-ukraine) e l’enciclopedia britannica (https://www.britannica.com/place/Ukraine/The-crisis-in-Crimea-and-eastern-Ukraine).

Per la guerra in Yemen sempre il Concil on Foreign Relationship (https://www.cfr.org/global-conflict-tracker/conflict/war-yemen) e le infografiche di Al Jazeera (https://www.aljazeera.com/news/2022/2/9/yemens-war-explained-in-maps-and-charts-interactive).

E dato che della stretta attualità ucraina parlano in tanti propongo un recente articolo del Washington Institute (https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/new-phase-yemen-war-context-and-consequences) sulla evoluzione della situazione in Yemen.

Si tratta di analisi che possono anche essere di parte ma danno un minimo di informazioni a riguardo.

Sottolineo due cose prima di dire altro.

In primo luogo sono pacifico, non pacifista, il che significa che non solo non concepisco la guerra come strumento di soluzione delle controversie tra stati ma non sarei mai in grado di tenere in mano un’arma.

In seconda battuta non ho interesse a schierarmi ma voglio comprendere il perché di alcuni processi mentali che si stanno palesando ancora una volta a casa nostra.

Detto questo ho scelto lo Yemen proprio per la (coincidenza?) comunanza di date nell’inizio del conflitto.

Nel caso dell’Ucraina tutto nasce dalla caduta del Presidente Yanukovic e la successiva proclamazione dell’indipendenza da parte della Crimea col supporto della Russia.

Da lì partono gli otto lunghi anni di guerra che hanno portato a una stima di circa 50.000 morti.

Sulle motivazioni addotte dalla Russia a sostegno dell’intervento militare c’è poco da dire.

Sono tre e tutte fondate. In breve la risoluzione della guerra in Donbass dopo il riconoscimento della indipendenza delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, la demilitarizzazione di un Paese che ha manifestato l’intenzione di entrare nella NATO e armarsi con testate nucleari a due passi da Mosca, la denazificazione con la caccia a più di 5.000 nazisti ucraini armati fino ai denti.

Basta informarsi per non cadere nel gioco dei nostri media che vorrebbero far passare i russi per un Colin Powell qualsiasi.

Eh! Quelli che poi ti vengono a dire che gli altri inventano.

Ora sarò etichettato come filo-russo. Non c’è problema, accomodatevi. Dopo tutto in questi due anni sono stato insultato dai nostri politicanti da strapazzo in ogni modo per cui una etichetta in più non fa nulla.

In parallelo in Yemen da otto anni c’è una guerra che ha fatto circa 100.000 morti con 24 milioni di persone in cerca di aiuto aumanitario e 4 milioni di profughi.

Mi domando dove siano stati in tutti questi anni gli angeli a comando che oggi offrono (giustamente) aiuto agli ucraini in fuga. E questo vale sia per gli yemeniti che per le popolazioni martoriate del Donbass.

C’è poi da dire del supporto dei sauditi alle milizie governative che si confrontano coi ribelli Houthi che hanno alle loro spalle l’Iran essendo sciiti.

In questo caso nessuno nella cosiddetta comunità internazionale ha mai avuto nulla da dire contro i due paesi che stanno interferendo pesantemente nella guerra civile yemenita.

Altri casi clamorosi sono quelli delle innumerevoli guerre costruite ad arte da noi occidentali.

La NATO è ovunque – ricordiamo la promessa di non espandersi “di un pollice” a Est dopo il crollo del muro e la dissoluzione della ex Unione Sovietica – e colpisce senza farsi troppi problemi come nei casi di Iraq, Afghanistan, Libia e Siria.

Non mi risulta nemmeno in questi casi che ci siano stati levate di scudi con sanzioni comminate ai paesi aggressori.

Immaginate se fossero scattate le stesse sanzioni folli contro la Russia di oggi nei confronti degli USA che per vent’anni hanno mantenuto sotto invasione l’Afghanistan.

Ci sarebbe molto altro da dire. Io però cerco di limitarmi lanciando un sassolino che scontenterà tutti.

Da buon teorico del “conviene a tutti” anche questa volta ho la sensazione che ci sia stato un accordo tra le parti e le cose stiano andando esattamente come era previsto che andassero.

Si dirà che a noi non fa certo piacere dover subire le conseguenze delle sanzioni. Ma credo che il livello di corruzione dei nostri governanti europei sia tale che ormai non ho remore ad affermare che lo stanno facendo di proposito.

Siamo dentro una delle fasi dell’agenda 2020-2030 al termine della quale il risultato sperato dalle élite dovrebbe essere quello di renderci poveri, nullatanenti, mantenuti dallo stato con redditi universali di base utili a sopravvivere ma felici.

In ultimo diciamo che il clima russofobico di questi giorni fa veramente schifo.

Non vi accorgete che mentre vi salassano vi stanno manovrando come delle marionette senza cervello?

Prima vi hanno messo in testa la qualunque su una influenza che non avrebbe dovuto destare alcun allarme e vi hanno puntato come dei cani da caccia su coloro che cercavano di farvi rinsavire. Ora vi aizzano contro i russi e tutti quelli che cercano di ragionare e capire dove sta il torto.

Come di consueto siete pregati di svegliarvi perché da soli noi altri non possiamo far uscire il nostro popolo dall’incantesimo.

Si spera sempre che le armi possano presto tacere. Si spera, non si crede.