Il 27 novembre 2025 il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione, la 2025/2984, “on the escalation of the war and the humanitarian catastrophe in Sudan” (sulla escalation della guerra e la catastrofe umanitaria in Sudan).
Come segnalato da più parti – noi vediamo Middle East Eye (https://www.middleeasteye.net/news/uae-lobbies-remove-references-european-parliament-resolution-sudan-war) ed Euronews (https://www.euronews.com/my-europe/2025/11/28/european-parliament-condemns-war-in-sudan-without-mentioning-uae) – i parlamentari si sono dimenticati di menzionare il fatto, denunciato dal governo sudanese (https://www.middleeasteye.net/explainers/why-uae-involved-sudans-bloody-civil-war), che gli emiri sono direttamente coinvolti nel sostegno ai gruppi paramilitari delle Rapid Support Forces (RSF) che si stanno scontrando con le truppe governative.
Middle East Eye sottolinea come gli Emirati Arabi Uniti abbiano esercitato una certa pressione sul parlamento europeo (vedi primo articolo dei link riportati sopra) e noi siamo andati a leggere la risoluzione (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2025-0310_EN.html) e poi la reazione ufficiale del Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti (https://www.mofa.gov.ae/en/MediaHub/News/2025/11/27/27-11-2025-UAE-Sudan).
Condivido la traduzione dello statement ufficiale del governo UAE.
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Attribuito a Sua Eccellenza Lana Nusseibeh, Ministro di Stato e Inviata del Ministro degli Affari Esteri presso l’Unione Europea.
S.E. Nusseibeh: Uno sforzo congiunto a livello regionale e internazionale è essenziale per porre fine alle atrocità in Sudan. È il momento di agire.
Sua Eccellenza Lana Nusseibeh, Ministro di Stato e Inviata del Ministro degli Affari Esteri presso l’Unione Europea, ha accolto con favore la tempestiva risoluzione del Parlamento europeo a sostegno degli sforzi per porre fine alla guerra civile in Sudan. Gli Emirati Arabi Uniti ribadiscono il loro fermo impegno a sostenere tutti gli sforzi per affrontare questa catastrofica guerra civile e a collaborare con i partner regionali e internazionali, anche in Europa, per garantire sicurezza, stabilità e sviluppo sostenibile al popolo sudanese.
Sua Eccellenza ha osservato che la mozione del Parlamento europeo ha approvato il lavoro del Quad come “formato di mediazione” per questo conflitto.
Sua Eccellenza ha affermato che la Dichiarazione Congiunta del Quad rappresenta un passo storico verso la cessazione dei combattimenti e la fine di questa guerra civile, delineando una tabella di marcia realistica, che inizia con una tregua umanitaria, seguita da una transizione verso un governo civile indipendente da entrambe le parti in conflitto. Il Quad ha inoltre affermato chiaramente che il futuro del Sudan non può essere dettato da gruppi estremisti associati, o evidentemente legati, ai Fratelli Musulmani. Solo un governo indipendente guidato da civili sarà in grado di riformare le istituzioni sudanesi e liberare il Paese dall’estremismo.
Sua Eccellenza Nusseibeh ha aggiunto: “Continuiamo a condannare fermamente le gravi violazioni commesse da entrambe le parti in conflitto: le RSF e l’Autorità di Port Sudan. La loro condotta ha causato profonda sofferenza e ha minato il futuro del Sudan. La fine immediata della guerra e di tutti gli atti di violenza è imperativa”.
Inoltre, Sua Eccellenza ha sottolineato che la posizione degli Emirati Arabi Uniti è chiara: un cessate il fuoco immediato e incondizionato e un accesso umanitario illimitato in tutto il Sudan, attraverso tutte le rotte e i corridoi disponibili. Gli sforzi degli Emirati Arabi Uniti hanno sempre avuto un’importanza prioritaria per l’assistenza umanitaria, a testimonianza del nostro impegno di lunga data nel fornire soccorso al popolo sudanese.
Secondo un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), gli Emirati Arabi Uniti hanno fornito 784 milioni di dollari in aiuti umanitari, diventando il secondo maggiore donatore al Sudan, dopo gli Stati Uniti, dall’inizio del conflitto, e il maggiore donatore per il 2025.
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Da notare la soddisfazione con la quale si è accolta la natura della risoluzione, tesa a chiedere che si addivenga a una soluzione del conflitto che permetta di intervenire anche sul piano umanitario.
Si sottolinea poi come secondo l’ONU gli EAU abbiano fornito aiuti umanitari pari a 784 milioni di dollari.
Le domande sorgono spontanee:
Chi mente? Il governo sudanese o Parlamento Europeo, ONU e EAU?
E se fosse vero che la lobby EAU ha “spinto” il Parlamento Europeo a “dimenticare” il sostegno militare degli emiri ai ribelli potremmo essere di fronte a un nuovo caso Qatar, ovvero un nuovo episodio di corruzione su vasta scala dei parlamentari europei atto a ripulire l’immagine degli emiri?
Sono solo domande, come di consueto. Si attendono risposte.