A seguito della sua scomparsa condivido una lettera del giornalista Silvestro Montanaro inviata alla figlia e pubblicata sul sito Positano News.

Credo sia il miglior modo di ricordare uno dei migliori giornalisti italiani che purtroppo ci ha lasciato in questi giorni.

Per chi non lo conoscesse o se ne fosse dimenticato mi piace segnalare tra le altre due trasmissioni RAI delle quali Montanaro fu autore e grazie alle quali conobbi molteplici realtà di paesi del cosiddetto terzo mondo raccontate con lo stile crudo e asciutto dei grandi giornalisti.

Lavori magistrali per i quali probabilmente Montanaro fu messo da parte e oggi non è stato ricordato nemmeno con un piccolo servizio.

L’unico dovere del giornalista è raccontare la verità“, e per questo si può perdere il lavoro nel grande carrozzone di mamma RAI, lo sappiamo.

Prima del testo della lettera condivido anche qualche altro link.

L’unico giornale nazionale a ricordarlo è stato il Messaggero: https://www.ilmessaggero.it/persone/silvestro_montanaro_morto_giornalista_rai_santoro_mafia_ultime_notizie_news-5338651.html. Questo la dice lunga sullo stato del mainstream.

Su Youtube da anni c’è il canale CarlinUtopia nel quale potete rivedere i suoi lavori: https://www.youtube.com/user/carlinhoUtopia/videos. Ma ne trovate tanti altri. Cercate “C’era una volta” o “Dagli Appennini alle Ande“.

Conservo un ricordo speciale della puntata monografica su Thomas Sankara, il Presidente del Burkina Faso ucciso il 15 ottobre 1987.

Sankara – “… e quel giorno uccisero la felicità”

Ed ecco il testo della lettera a sua figlia (https://www.positanonews.it/2020/07/silvestro-montanaro-un-giornalista-come-pochi/3403070/):

Non primeggiare. Non farti prendere dall’affanno volgare e crudele di essere in testa a tutti i costi. Questa corsa che ti propongono offre solo medaglie di latta e solitudine.
Sii piuttosto te stessa. Dai sempre il meglio di te. E se scopri di essere sola avanti, volta la testa e il cuore. Aiuta chi è rimasto indietro. Non c’è miglior traguardo di quello raggiunto insieme a altri, a quelli che ami.
Attraversa i confini. Quelli della terra e quelli dell’anima. Conoscerai sempre e comunque altre donne e altri uomini, mille sogni in comune, mille differenze che colorano il cielo. Apprenderai a fare i conti innanzitutto con te stessa, i più difficili. I più onesti.
Spezza il pane con chi non ne ha. Quello che ti resterà avrà un sapore straordinario, quello dell’amore dell’altro che è l’altra faccia di te stessa.
Sii parte e figlia di questo nostro piccolo pianeta. Che tutto del nostro mondo ti riguardi, perché è la tua casa. Proteggilo, amalo, come fosse la tua stanzetta. Sii cittadina del mondo perché l’unica vera patria è la Terra e le donne e gli uomini, le piante e gli animali che la abitano.
Studia. Leggi e informati. Sapere è poter decidere, l’arma più potente di una cittadina del mondo che vuole cambiarlo e farlo più bello e più giusto. E diffondi, umilmente, il tuo sapere. La peggiore offesa possibile a chi grazie all’ignoranza priva di felicità tanta parte dell’umanità.
Sii felice. Vivi pienamente la tua vita. Non esserlo però mai del tutto fino a quando un’altra sola donna, un altro solo uomo, soffriranno l’ingiustizia. Non si può essere felici mentre una parte del mondo, quindi una parte di te, versa lacrime sotto i colpi dei prepotenti.
Odia. Urla la tua rabbia. Contro ogni orrore, contro i bugiardi, contro chi inganna il mondo, contro chi lo sottomette all’egoismo di pochi. Contro l’indifferenza che è il cemento velenoso di ogni ingiustizia.
Ama. Ama tanto. Ama chi ti pare, ma con tutto il cuore possibile. Un amore vero, non quello delle favole bugiarde. Amare significa star bene e cercare il bene di chi ami.
Sii donna. Quindi non essere sottomessa, servile, bella come vogliono loro. Mai meno di un uomo.
Sii fiera. A testa alta. Dà e pretendi rispetto. Non esser mai madre dell’uomo che amerai, se amerai un uomo, perché un uomo che ti chiede questo non ama. Sii due in uno, in una relazione. Mai una sola persona. Quella è solo una gabbia, apparentemente dorata, ma sempre una prigione in cui soccombere.
Sii libera. Mai ti pesi la solitudine dei giusti e degli onesti. Ti farà compagnia la certezza di te, le mani che avrai afferrato e salvato, i sorrisi dei tanti che come te resistono alle infamie dell’egoismo di chi opprime il mondo e la loro capacità di sognare un mondo diverso. Che è possibile. Necessario. Semplicemente umano.
Con tutto l’amore possibile