Tra le numerose letture di questi mesi hanno preso quota in modo esponenziale quelle scientifiche che, pur essendo un ignorante in materia, mi vedono nella veste del curioso che cerca di imparare studiando. Qualcosa alla fine passa anche attraverso il mio cervello decisamente più avvezzo alla politica, all’economia e ad altre materie di stampo umanistico.

Oggi condivido uno studio apparso sull’International Journal of Biological Macromolecules (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0141813020339970?via%3Dihub) del quale si è parlato, poco e male, negli ultimi giorni.

Lo studio “Structural stability of SARS-CoV-2 3CLpro and identification of quercetin as an inhibitor by experimental screening” in sostanza avrebbe individuato in laboratorio la potenziale letalità della quercetina per il SARS-COV-2. Studio condotto dall’Università di Zaragoza in collaborazione con il CNR-Nanotec italiano.

Detto così sembra una bomba, ma vediamo cosa non va.

Lo leggiamo su “il Foglio” che pare essere l’unico giornale ad aver affrontato la questione degnandola quanto meno di uno sguardo (https://www.ilfoglio.it/scienza/2020/09/03/news/bufale-alla-quercetina-332793/). Sguardo severo perché tale Enrico Bucci definisce la quercetina una bufala e lo studio, seppur “ben fatto”, “dal punto di vista sperimentale ha solo mostrato che la quercetina lega una proteina virale (come lega, aspecificamente, moltissime altre proteine) e che agisce concentrazioni troppo elevate per l’impiego farmacologico e per ciò che si sa della sua biodisponibilità. Tutto qua”.

Sarà anche vero e non possiamo mai sapere se il sensazionalismo contagi anche i ricercatori più seri, magari alla ricerca di fondi per nuovi studi, ma nella news sul sito del CNR-Nanotec (https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/9620/la-molecola-di-origine-naturale-che-inibisce-sars-cov-2?fbclid=IwAR3YTREU8VEbj4rt0OMGiz8hChSgXuyVFpwCZuEnDSkJ96raF8xx73UQVu0) si dice che la quercetina “ha un effetto destabilizzante su 3CLpro, una delle principali proteine del virus, fondamentale per il suo sviluppo e il cui blocco dell’attività enzimatica risulta letale per SARS-CoV-2”.

Si dicono altre cose e ho la sensazione che siano queste a rendere “bufala” la notizia per “il Foglio”.

La quercetina “è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo”. E ciò è male perché significa che non si può brevettare un bel niente e la molecola non è sfruttabile sul piano economico da nessuno, a parte il fruttivendolo che farà presumibilmente affari d’oro.

Si aggiunge che “la quercetina può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica. Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche.

Al solito faccio quello in malafede che fa 2+2. Non è che il giudizio negativo de “il Foglio” e il silenzio degli altri media è dato dal fatto che siamo di fronte all’ennesimo rimedio naturale che ovviamente l’industria farmaceutica non può accettare come valido?

Stesso discorso delle vitamine C e D che sono palesemente utili alla causa, ma vengono osteggiate fin da principio di questa pazza, meravigliosa pandemia mediatica?

E poi alla fin fine, anche se dovesse rivelarsi non veramente efficace, mangiare qualche cipolla in più non vi costerà niente.