So che per molti là fuori ridere di questi tempi equivale a un insulto.

D’altronde il momento è grave, ma non troppo. E quindi io rido.

Cosa potrei fare di altro dopo aver letto l’ennesimo papocchio di regime che dovrebbe esser preso come un intervento risolutore di non so bene cosa?

Papocchio che precede i prossimi, perché arriveranno, dopo una sola settimana dal precedente (ma non dovevano passare almeno due settimane per vedere se i provvedimenti fossero efficaci o meno?), i quali ci condurranno, come la rana bollita, al prossimo confinamento dei sani per un felice Natale.

Rapida carrellata di documenti partendo dal sito del Governo (http://www.governo.it/it/articolo/coronavirus-il-presidente-conte-firma-il-dpcm-del-24-ottobre-2020/15503). Ormai è un puro atto di condivisione automatica del cazzeggio governativo, ma lo facciamo lo stesso.

In Gazzetta Ufficiale troviamo il DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio delle Marmotte – https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/25/20A05861/sg). 21 pagine di nulla con ulteriori cazzabubbole sui nuovi orari nei quali è consentito sentirsi ancora umani più o meno liberi.

Per gli allegati abbiamo un PDF onnicomprensivo (http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20201024_allegati.pdf) che tocca la vetta delle 196 pagine. E qui potremmo pensare che i prossimi li faranno per superare quota 200. Sarebbe già qualcosa.

Sempre curioso leggere la trafila di norme idiote rifilate alle varie confessioni religiose. Sono vicino in particolare alla “Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni”. Mi stanno simpatici.

Colgo l’occasione per ricordare che sul sito della Protezione Civile (http://www.protezionecivile.gov.it/home) trovate i verbali del CTS fino al 7 settembre. Qualcuno chiede ancora se siano stati desegretati. Per quel che vale, e fidando nel fatto che siano davvero tutti, ci sono (http://www.protezionecivile.gov.it/attivita-rischi/rischio-sanitario/emergenze/coronavirus/verbali-comitato-tecnico-scientifico-coronavirus).

Quello che continua a mancare, e qui ci sarebbe da ridere un po’ di meno, ma ormai siamo allegri e continuiamo ad esserlo, sono i contratti stipulati dal signor Arcuri, per nome e per conto dello Stato Italiano, con aziende come FCA & Co. A naso non li vedremo mai.