L’annuncio della nascita di Meta e del Metaverso è del 28 ottobre 2021 per cui sono passate alcune settimane.

Qualche giorno dopo ho iniziato a dare un’occhiata a quello che pareva somigliare tremendamente a un gioco di ruolo virtuale “aumentato”.

Alla fine la sensazione iniziale è stata confermata, con allargamento al mondo reale di cui parleremo più avanti.

Trovate il sito di riferimento qui: https://about.facebook.com/meta/.

Avete a disposizione la keynote di Zucchino che vi presenta in modo abbasanza esauriente il nuovo mondo in corso di programmazione, o forse già bello che pronto (ma questo non ve lo dicono per darvi l’illusione di costruirlo insieme a loro).

In estrema sintesi la realtà virtuale aumentata vi permetterà di entrare nel magico mondo del Metaverso dove potrete interagire con personaggi reali e digitali in una sorta di connubio tra le due “realtà”.

Avrete a disposizione un bel visore (qui ci sono gli accessori: https://www.oculus.com/quest-2/) che vi permetterà di andare ovunque nel mondo. Di grande appeal soprattutto per i giovani la parte dove si vede una ragazza che da casa partecipa a un concerto e poi, insieme all’amica presente in loco, anche alla serata post evento dove si può chiacchierare amabilmente con il cantante, o meglio il suo avatar.

Affascinante anche la parte dove si vedono giocare insieme persone e ologrammi di altre persone, a patto che le prime abbiano gli occhialetti stile RayBan – secondo me, visto il tonfo dei Google glasses hanno optato per una linea più alla moda – che permettono loro la visione dell’amico virtuale.

Detto questo passiamo ad alcune domande.

La prima domanda che mi è balenata in mente è stata: Come portano dentro qui la gente?

Risposta immediata? Con il gioco, o per meglio dire con l’attitudine al gioco che rende tutto molto più accattivante. E poi con i soldi, perché nel Metaverso potete letteralmente vivere come se foste nella realtà, e quindi potete anche lavorare e guadagnare, magari come sviluppatori di elementi che poi potrebbero essere utilizzati nel mondo virtuale.

L’intento, come detto, è poi quello di tenere collegati tutti, sia chi è in casa che coloro che sono all’aperto.

Per i primi c’è il visore, scomodo all’aperto ma sopportabile in interno. Per gli altri gli occhialini che tutto sommato sembrano sopportabili.

Altro elemento è quello delle tempistiche indicate per avere il Metaverso pronto. Zucchino parla di 10 anni, ma come ho anticipato credo che siano già pronti e vogliano solo fidelizzare gli utenti con la promessa di essere partecipi nello sviluppo dell’idea. Tra l’altro la scadenza è quel 2030 che accomuna il Metaverso con i grandi progetti mondiali (vedi Agenda ONU e UE per fare due esempi). Si preparano davvero a metterci tutti là dentro?

C’è poi la questione ambientale col buon Zucchino che ti ricorda come potrai viaggiare ovunque senza nemmeno uscire di casa, risparmiando così non solo sul piano economico ma anche su quello ambientale (banalmente meno vaggi aerei). Il tutto, sia chiaro, mentre Zucchino e soci potranno viaggiare tranquillamente in un mondo molto meno affolato da esseri inferiori.

Altra domanda interessante da porre: Cosa accadrà a chi resterà fuori? Come vivrà in mezzo agli altri “connessi”?

Perché, come ricorda Zucchino nella seconda parte della presentazione, si intende passare dalla tecnologia che ruota attorno alle applicazioni a quella che ruota attorno alle persone.

Sarà curioso nel caso andare a spasso e vedere gente che gesticola seguendo qualcosa che noi altri non possiamo vedere. Viene in mente il Pokemon-Go. C’è gente che è incorsa in qualche brutto incidente per beccare i pupazzetti.

Ultima curiosità. Al momento il link alla privacy e altri di quel tenore portano a pagine vecchie di Facebook.

Ora, se cambi la denominazione e presenti un mondo totalmente diverso dal piatto social di comunicazione dovresti preparare una privacy, info e quant’altro totalmente diverse.

Sembra cosa da nulla e invece non lo è.

Chiudo col pensierino malizioso. Forse Zucchino, viste la beghe accumulate nel corso degli anni col marchio Facebook, ha solo fatto una operazione di trucco e patrucco per evitare grossi guai giudiziari. Ma questo e tutto il resto solo il tempo ce lo saprà dire.