Il testo dell’ultimo numero di “Più o meno Live” dedicato all’affare chiuso tra ENI e Venture Global.

Qui il video: https://youtu.be/19mJnXAC1vI (online dalle ore 22.00 del 18/07).

Ed eccoci arrivati a una nuova, esilarante puntata der “Piano Mattei“, la balla della bella della Garbatella che però, se la ripeti 100, 1000, un milione di volte come diceva Gobbels (anche se non è vero, ma mi piace fare l’accostamento) diventa una verità.

ENI ha da poco firmato un contratto di fornitura di gas GNL con la società statunitense Venture Global (https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2025/07/eni-annuncia-accordo-ventennale-per-acquisto-gas-naturale-liquefatto-venture-global.html).
L’accordo prevede la fornitura di 2 milioni di tonnellate all’anno per 20 anni con consegne a partire dalla fine del decennio.
Un’occasione più unica che rara per ENI, ma soprattutto per un paese come l’Italia che ha deciso di rinunciare al gas naturale “da rubinetto” russo.

Ma vediamo di conoscere meglio i nostri nuovi benefattori d’oltre oceano.
Nata nel lontano 2013 l’azienda è nel mercato del GNL dal 2022 dimostrando quindi di avere una lunghissima esperienza in questo campo.

Nel primo trimestre del 2025 ha generato entrate per circa 2,9 miliardi di dollari (il 105 per cento in più su base annua), con un reddito operativo di circa 1,1 miliardi (+75 per cento) e un utile netto di 396 milioni (in calo rispetto ai 648 milioni del primo trimestre del 2024). Ed ecco perché ENI e il governicchio italiano appecoronato ai voleri di Washington hanno deciso di dare una mano agli amici texani garantendo acquisti dai loro giacimenti in Lousiana dal 2030 al 2050.

La strategia di Venture Global (https://ventureglobal.com/about-us/our-strategy/) è quella di fornire gas a costi inferiori (non si sa bene a chi e cosa) e con un impatto ambientale inferiore a quello di carbone e petrolio. Rispetto al gas naturale “da rubinetto” ovviamente inquina di più, ma noi ce ne sbattiamo allegramente le balle perché siamo felici di obbedire ai diktat di Washington.

The world needs clean, low-cost energy which can complement renewables. This is the time to provide plentiful North American gas to our allies and friends around the globe.

Robert Pender
(Executive Co-Chairman & Founder) di stocazzo… però!

(“Il mondo ha bisogno di energia pulita e a basso costo, che possa integrare le energie rinnovabili. È giunto il momento di fornire abbondante gas nordamericano ai nostri alleati e amici in tutto il mondo.”)

Lo senti come sono buoni i nostri cari amici statunitensi. Mica lo fanno per soldi, lo fanno per noi. E chi non ci crede è un cornuto come me.

Abbiamo detto “energia pulita e a basso costo“.
Agevoliamo nel box informazioni i link ad alcuni studi di settore che hanno sancito la pericolosità per l’ambiente e per l’essere umano di questa fonte energetica (https://www.canaleenergia.com/rubriche/efficienza-energetica/gnl-produce-25-di-emissioni-globali-rispetto-al-carbone/ e https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/25798/rigassificatori-e-gnl-rischio-enorme-per-popolazione-e-clima/), ma questo lo sapevamo già. E torniamo a ribadire che ce ne sbattiamo bellamente i coglioni poiché noi siamo servi di Washington e tutto il resto non conta.

Ricordiamo inoltre che lo scorso aprile, durante l’incontro alla Casa Bianca con il presidentissimo Donaldo, la presidentissima Giorgina aveva detto che “l’Italia dovrà aumentare le importazione energetiche” dagli Stati Uniti per riequilibrare la bilancia commerciale, perché abbiamo un surplus di circa 40 miliardi di euro. Mannaggia alla peppetta!

Oltre a ENI c’è Edison, società energetica italiana controllata dal gruppo francese Edf, che il 14 maggio aveva annunciato l’arrivo del primo carico da 165.000 metri cubi di GNL dagli USA, proprio ad opera di Venture Global, consegnato via nave al terminale di rigassificazione di Piombino. Quello che piace tanto ai cittadini della zona.
Siamo comunque in buona compagnia poiché, come è noto, anche la Germania ha già sottoscritto un bel contrattino ventennale con Venture Global per la fornitura di 2,5 milioni di tonnellate di GNL all’anno.
Perché, come è noto, laddove ci può stare un minchione da sfruttare ce ne possiamo far stare anche due, tre o quanti ne preferite.

E così l’Europa si stacca gradualmente dal gas russo, brutto, sporco e cattivo, ma anche maledettamente a buon mercato e ben meno inquinante del caro GNL dello Zio Sam.
E insieme all’Europa, anzi in prima fila come sempre quando c’è da baciare le chiappe ai padroni, c’è l’Italia der “Piano Mattei”, quello che sta facendo fare i salti tripli con doppio avvitamento e quadruplo carpiato allo stesso Mattei nella tomba.
Ma noi siamo dei disgraziati in malafede e non possiamo comprendere la grandezza der Piano e i benefici che questo porterà al nostro paese e soprattutto alla nostra gente in termini di prezzi più alti e maggiore inquinamento. Perché come diceva il fu Tommaso Padoa Schioppa da Belluno noi italiani caciaroni e fancazzisti dobbiamo ritrovare la durezza del vivere. Solo noi stronzi però, mica loro.

E dar “Piano Mattei” per ora è tutto.

In attesa di nuovi sviluppi.

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