Torna, dopo qualche tempo, la nostra breve rassegna di notizie intriganti partendo dall’incontro Putin-al-Sharaa, proseguendo con un articolo-sollecitazione ai paesi arabi a non lasciare solo l’Iran contro il dinamico duo Israele-USA e concludendo con la questione Groenlandia legata a quelle delle terre rare.

TUTTO DIMENTICATO, TUTTO SUPERATO

al-Sharaa (ex Al Jolani) e Vladimiro Putino

Prosegue l’operazione sdoganamento del leader siriano Ahmed al-Sharaa, ex Al Jolani, che fa visita al Presidente russo Putin per consolidare i nuovi rapporti di cooperazione tra i due paesi (Dalla TASS https://tass.com/politics/2078065).
I due si stringono le mani, mani intrise di sangue da una parte e dall’altra (se volete potete ascoltare gli interventi dei due leader tradotti in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=0rHv4dlUXEM).
Dedicato a quelli che: “La Santa Madre Russia che difende i nostri valori cristiani contro tutto e tutti!” e a quelli che non comprendono cosa sia la “Real Politic“.
A me questa ipocrisia dilagante fa schifo, però evito di fare il tifoso o di fare il finto tonto.

IL PROSSIMO?

Messaggio agli USA da parte degli iraniani

Continua lo stillicio di dichiarazioni calde da una parte, dall’altra e… dall’altra (USA, Iran e Israele).
Intanto la flotta statunitense sembra ormai essere in posizione per supportare un eventuale attacco.
Nell’articolo di David Hearst (https://www.middleeasteye.net/opinion/irans-battle-survival-arab-worlds-fight-too) su Middle East Eye si ripercorrono alcune delle tappe che hanno preceduto quella che sembra essere la quiete prima della tempesta.
Poi si ragiona su quel che potrebbe accadere se anche questa volta i paesi mediorientali dovessero fare spallucce al di là delle dichiarazioni, come delle degli Emirati Arabi Uniti sui loro cieli, e di prese di posizione che sembrano essere un po’ meno pavide del consueto.
Il punto nodale è, così come detto da Hearst, che: “Netanyahu sta progettando di attaccare l’Iran perché ogni altra mossa che ha fatto è fallita. La battaglia per la sopravvivenza dell’Iran è la battaglia per la sopravvivenza della regione.

Per la cronaca, non so se valga per Internet nell’intero paese, è tornato a disposizione il sito del Tehran Times: https://www.tehrantimes.com/.

TI PIACEREBBE EH!

La Tavola Periodica degli Elementi

Nell’articolo del South China Morning Post (https://www.scmp.com/economy/global-economy/article/3341550/why-greenlands-rare-earth-riches-cannot-end-us-dependence-chinas-minerals) si sottolinea come l’eventuale acquisizione della Groenlandia da parte degli USA non sarebbe determinante per la questione della dipendenza dalle terre rare cinesi.
Diciamo che gettando l’occhio lungo sul futuro tra qualche decennio la scelta potrebbe anche dare buoni frutti, anche perché solitamente quando noi occidentali andiamo in altri paesi a depredare le materie prime non andiamo coi piedi di piombo e, visto che non siamo a casa nostra, tralasciamo molte di quelle regolette che imporrebbero di non devastare l’ambiente.
Detto questo le considerazioni sono interessanti per quel che riguarda il tema specifico. Poi le variabili da considerare sono molteplici e ben sappiamo che soprattutto la questione delle rotte artiche pare essere uno dei nodi se non il nodo per eccellenza di tutta la faccenda, ancor di più se guardiamo al quadro complessivo delle azioni messe in campo ultimamente dal Trumpone e soci (vedi Venezuela, Iran, Africa Nord e Centro…).
Sul tema dell’articolo però a far fede è l’Ordine Presidenziale che ho donvidiso su Telegram qualche giorno fa (https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/01/adjusting-imports-of-processed-critical-minerals-and-their-derivative-products-into-the-united-states/) insieme a quello relativo alla dipendenza dalle importazioni di materiali utili al reparto semiconduttori (https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/01/adjusting-imports-of-semiconductors-semiconductor-manufacturing-equipment-and-their-derivative-products-into-the-united-states/).

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