Non parliamo del sequel di Polaris, film del 2022.
Si sta diffondendo la notizia della nuova simulazione di una futura pandemia da parte dell’OMS.

Condivido il link all’articolo de Il Fatto Quotidiano che racconta più o meno come le agenzie a gli altri media di regime di quanto avvenuto: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/29/polaris-ii-la-simulazione-globale-delloms-un-batterio-immaginario-testa-la-risposta-alle-future-pandemie/8369924/.

In sostanza ha coinvolto 26 Stati e territori, oltre 600 esperti di sanità pubblica e più di 25 organizzazioni partner, tra cui Medici Senza Frontiere, UNICEF e la Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

Da notare che con gli USA fuori dai giochi dopo il ritiro ufficiale del gennaio 2026 l’Italia non ha partecipato alla simulazione.

Rispetto a quanto accaduto nel 2019 con Event 201 o con documenti come questo su SPARS (http://www.busnosan.it/wp/2021/04/01/spars-2025-2028-la-prossima/) qui si è testato l’apporto che potrebbe dare l’Intelligenza Artificiale nella elaborazione di modelli utili per comprendere la possibile evoluzione della diffusione di un patogeno che questa volta viene identificato in un batterio.

Proprio perché si parla di batteri a questo giro starei più attento a bollare il tutto come preparazione per un’altra farsa, anche se il pensiero c’è.

Sulla resistenza agli antibiotici ormai si parla da lungo tempo ed è questione di rilievo assoluto.

Condivido una ricerca fatta in collaborazione con NotebookLM sull’ultimo reporto OMS relativo ai patogeni batterici che potrebbero (ma in realtà già lo fanno) creare problemi a livello globale. Io ho chiesto di analizzare e riassumere focalizzandosi sulla possibilità di sviluppo di una pandemia.

Si parte da qui (https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/1a41ef7e-dd24-4ce6-a9a6-1573562e7f37/content) per arrivare qui:

L’analisi del documento dell’OMS evidenzia che, sebbene il rapporto non sia focalizzato sulla previsione di una singola pandemia imminente, il rischio di focolai diffusi e la trasmissibilità dei patogeni sono criteri centrali nella definizione delle priorità globali per la salute pubblica.

Ecco i punti chiave riguardanti il potenziale di diffusione e il rischio pandemico/epidemico dei batteri analizzati:

  1. La Trasmissibilità come Criterio di Rischio
    Il documento utilizza la “Capacità di generare focolai” (Outbreak Capability – OC) e i “Percorsi di trasmissione” (Transmission Pathways – TP) come parametri fondamentali per classificare i batteri. I patogeni nel gruppo critico sono definiti proprio dalla loro capacità di essere “altamente trasmissibili” e “unicamente difficili da prevenire”.
  2. Patogeni a Elevato Potenziale di Diffusione

Mycobacterium tuberculosis resistente alla rifampicina (RR-TB): È considerato un patogeno a priorità critica con un altissimo rischio di diffusione. Essendo trasmissibile per via aerea tramite aerosol, può rimanere in sospensione per ore. Il documento sottolinea che circa un quarto della popolazione mondiale ha già un’infezione latente, rendendo la sua gestione una sfida globale persistente.

Salmonella Typhi (resistente ai fluorochinoloni): Identificata come una delle principali minacce comunitarie, specialmente nei paesi a basso e medio reddito. La comparsa di ceppi estremamente resistenti (XDR) in Asia, con potenziale diffusione regionale, è fonte di grande preoccupazione per la salute globale.

Shigella spp. e Neisseria gonorrhoeae: Entrambi mostrano un’elevata trasmissibilità e una crescente resistenza. Per la Shigella, sono stati documentati numerosi focolai di ceppi multiresistenti in contesti urbani specifici, suggerendo un cambiamento pericoloso nei trend di trasmissione.

  1. Rischi negli Ambienti Sanitari (Nosocomiali)

Acinetobacter baumannii (CRAB) ed Enterobacterales (CRE): Questi patogeni hanno una spiccata capacità di causare focolai complessi negli ospedali, specialmente nelle unità di terapia intensiva. La loro capacità di trasferire geni di resistenza tra specie diverse aumenta esponenzialmente il rischio di emergenze sanitarie difficili da contenere.

  1. La Prospettiva “One Health”
    Il rischio di una “pandemia silenziosa” legata alla resistenza antimicrobica (AMR) è aggravato dall’interconnessione tra esseri umani, animali e ambiente. Il documento evidenzia che batteri come l’Enterococcus faecium possono trasmettere elementi di resistenza attraverso l’intero spettro One Health, rendendo i focolai difficili da tracciare e prevenire solo a livello umano.
  2. Impatto dei Cambiamenti Climatici
    Viene citata la necessità di ricercare come il cambiamento climatico possa influenzare le dinamiche ecologiche e la prevalenza di questi patogeni prioritari, potenzialmente alterandone i meccanismi di resistenza e la velocità di diffusione.

In sintesi, mentre il documento non indica una data per una prossima pandemia, classifica il Mycobacterium tuberculosis (RR-TB) e i Gram-negativi multiresistenti come le minacce con il più alto potenziale di causare crisi sanitarie globali a causa della loro trasmissibilità e della scarsità di opzioni terapeutiche

In definitiva non abbiamo documentazione che attesti la possibilità che si sviluppi una pandemia batterica, ma come detto in realtà il problema è già presente e peggiora di anno in anno.

Il punto che ovviamente mi lascia perplesso è quello legato all’uso dell’AI.

Le mie sono solo supposizioni, ma negli USA, che abbiamo detto essere fuori dall’OMS, si sta andando verso l’uso dell’AI per le diagnosi abbinato agli mRNA per le cure.
In quello che io ritengo essere lo sviluppo di un progetto di costruzione della gabbia digitale panoptica del futuro la simulazione potrebbe rappresentare un altro tassello ed essere quindi il vero focus con la ipotizzata pandemia a fare da specchietto per allodole.
Ripeto che si tratta di mie supposizioni ribadendo che la questione della resistenza batterica agli antibiotici non è cosa da prendere alla leggera.

Select a target language

Translator

Select a taget language: