Si torna a scrivere due righe sulla Juve dopo tanto tempo un po’ per sport, un po’ per sfogare l’amarezza per l’ennesimo dettaglio che segna in negativo la storia bianconera  nella Champions League.

Mini excursus (la gara d’andata)

A Torino c’ero, come sempre allo Stadium, e lo 0-3 lasciava poco spazio a voli pindarici. Non tanto per la superiorità del Real Madrid – che per me è più forte della Juve, ma non così tanno come qualcuno potrebbe pensare e soprattutto perché ha quel magnifico satanasso di Cristiano Ronaldo – quanto piuttosto per quella sensazione di avere  di fronte il classico Everest da scalare; e si sa che quel monte non lascia scampo appena metti un piede in fallo.

Il match di Torino aveva fatto vedere che la Juve poteva far bene e giocarsela, ma poi Ronaldo aveva pensato bene di incantare  la platea e decidere a modo suo la contesa. Meraviglioso il gol in rovesciata, ma straordinario anche il primo quando il buon Cristiano ha messo palla nell’unico posto in cui poteva essere messa per beffare Buffon. Ricorderò sempre con piacere la scena dello Stadium che si alza in piedi ed applaude il genio del portoghese. Cose mai viste, e io le vidi.

Alla fine quello 0-3 poteva diventare 0-5, ma anche essere 1-3. E a vederla ora resta azzeccata la frase di Allegri che disse: “Mannaggia a quel terzo gol”.

Ieri sera (Real Madrid-Juventus 1-3)

Vai a commentare una vittoria al Bernabeu come quella di ieri sera pensando che alla fine non è bastata.

Note positive a iosa.

A partire dall’atteggiamento di una squadra che passa dalla loffia prestazione di Benevento a una partita giocata alla perfezione contro la squadra più forte del mondo.

Il Real è qualcosa di magnifico da vedere. Io ho avuto modo di vedere Ronaldo e compagni per tre volte dal vivo negli ultimi anni e sono davvero i migliori Non a caso sono i primi ad aver vinto la Champions League due volte di fila. Chapeau a loro e in particolare a Zizou, mister arrivato a mettere insieme i cocci che ha saputo trovare una nuova sistemazione in campo a Ronaldo regalandogli altri anni da protagonista assoluto. Oggi è lui la marcia in più, è lui quello che decide qualsiasi partita con un solo tocco in un contesto di grandi campioni.

Detto questo la Juve è stata perfetta in ogni momento della gara. Ha giocato e preso il sopravvento quando era possibile e sofferto, rischiando anche nei casi delle tre parate di Buffon e della traversa di Varane, quando serviva soffrire.

La squadra nel complesso merita quindi un 9. Ragazzi, si è vinto 3-1 al Bernabeu! Il resto è chiacchiera.

Ho solo un paio di punti neri, se così si può dire.

Il primo è quell’azione regalata al Real a trenta secondi dalla fine che va a fare il paio con i due errori difensivi “non da Juve” dell’andata. Errore perché, da ex arbitro, non condivido le critiche al fischietto inglese che ha dato rigore al Real. Non era una situazione facile, ma il rigore ci poteva stare. Nel suo caso l’errore è stato casomai non espellere Benatia per fallo da ultimo uomo e cacciare Buffon rovinando la sua ultima recita europea (ma il buon Gigi a rabbia sbollita dovrebbe chiedere scusa per le sue parole assolutamente fuori luogo). L’errore dei nostri è stato quello di lasciare troppo spazio a Kross che ha visto l’inserimento di Ronaldo il quale poi è saltato al solito un metro sopra il difensore che pure lo tallonava e ha originato il rigore risultando ancora una volta decisivo sia nell’azione che nella magistrale trasformazione. Ma onestamente al 93° ci può stare che una squadra stanca abbia arretrato quel tanto di troppo lasciando quello spazio fatale.

L’altro neo per me resta Higuain. Non è giusto avercela col singolo, ma purtroppo va constatato come il buon Gonzalo sia stato l’ago della bilancia nel confronto impietoso con Ronaldo. Siamo alla terza sfida giocata contro i madridisti che si va a sommare alle quattro col Barça nelle due stagioni di Gonzalo alla Juve. In 7 partite 0 reti del Pipita. Un dato eloquente su cui riflettere anche pensando a chi già parlava di rinunciare a quell’infinito guerriero che è Mandžukić. Il croato ne ha messi altri due dopo quello nella finale di Cardiff ed è uno che sa come si fa. Purtroppo Higuain ha confermato la sua incapacità di essere determinante nelle uniche vere “partite che contano” della stagione. Da qui l’invito alla riflessione per il prossimo mercato estivo nel quale si dice che la società voglia svecchiare la rosa. Tra i due balla solo un anno (30 Higuain e 31 Mandžukić). Pur apprezzando le evidenti doti da goleador del puntero argentino io terrei quello “che sa come si fa”. Parliamoci chiaro, il resto è noia.

Per il prosieguo mi intriga l’idea di una Supercoppa Europea tra Roma e Lazio, ma se devo essere sincero al momento vedo più papabile  il derby tra Real e Atletico.

Occhio però a quel “santone” di Klopp e al vecchio Heynckes, uno di quelli che “sanno cme si fa” e dall’altra parte ai Gunners.

Chissà…

In ultimo non posso esimermi dal mandare un abbraccio ai poveri anti-juventini.

Lo dico col cuore in mano soprattutto ai tifosi di squadre che non vincono mai nulla al di fuori dei tribunali. Tifosi di 40 o 50 anni che sanno, numeri alla mano, che la loro squadra non vedrà una finale di Champions minimo per altri 40 anni… e nel frattempo si può anche schiattare. E poi essere tifosi di una piccola squadra di provincia… cinese. Preferisco tutta la vita essere tifoso di quell’Ascoli che ha dato filo da torcere al grande Real piuttosto che non sapere nemmeno come è fatto Cristiano Ronaldo, amichevoli estive a parte.

Ma mi rivolgo anche a quelli che non solo non hanno mai visto ne vedranno mai la loro squadra vincere al Bernabeu, e che per di più a fine anno masticheranno amaro ancora una volta.

Vita grama la vostra. Avete tutta la mia comprensione e compassione. Non vi resta altro.

Ah, ricordiamo i numeri delle sfide tra Real Madrid e Juventus.

Hanno giocato 21 partite con 10 vittorie dei blancos, 2 pareggi e 9 vittorie della Juve; tra l’altro la Juve da ieri è l’unica squadra al mondo ad aver vinto 3 volte al Bernabeu.

Niente male per quell’Ascoli, vero?

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