Un consiglio di lettura in versione estesa, viste le numerose citazioni dal testo.

Prima però giova ribadire il mio pensiero sull’argomento.

Non dico di non dare retta agli economisti di professione, ma di farlo con circospezione.

Penso che ognuno di noi debba imparare a ragionare con la propria testa, perché l’Economia è una “soft science“, un po’ – mi si passi il paragone ardito che farà imbestialire qualcuno – come la Medicina.

Esse utilizzano le “hard sciences” per raggiungere il loro obiettivi, spesso autoreferenziali.

L’economia come la conosciamo è una “scienza” giovane che segue i tempi e ne analizza l’evoluzione.

Qualcuno ha preferito darle un tono per questioni di potere e prestigio, accademico e non solo.

In quest’ottica propongo a chi volesse gettare uno sguardo critico sull’economia partendo da una sintesi storica molto ben curata la lettura del libro “Storia dell’Economia” di John Kennet Galbraith.

Al di là dell’indiscussa fama dell’autore ciò che attrae nella sua narrazione è il senso critico verso la materia, che peraltro lo ha reso famoso.

Parliamo di un testo del 1987 del quale mi sono appuntato alcune frasi chiave che aiutano nella comprensione del fenomeno economico.

  1. Le verità lapalissiane dell’economia non hanno veri scopritori; esse sono evidenti a chiunque abbia occhi per vedere.
  2. Lo studio dell’economia risponde alle sciagure e disperazioni tangibili, mentre il successo, la soddisfazione di sé e l’appagamento non forniscono un’ispirazione paragonabile.
  3. Qualsiasi società non ha un sistema di pensiero fondato su ciò che è reale ma su ciò che è gradevole e conveniente agli interessi dominanti.
  4. La teoria economica è un esercizio di “adeguatezza cerimoniale” atemporale, tendenzialmente statica e universalmente e continuamente valida, come la religione, ma la vita economica – come tutti ben sanno – è soggetta a una costante evoluzione.
  5. Le previsioni sono in realtà intrinsecamente inattendibili. Se così non fosse, i loro autori non le renderebbero mai di pubblico dominio: un gesto di una generosità inimmaginabile.
  6. Economisti e altri scienziati sociali aspirano, forse inevitabilmente, alla reputazione intellettuale di chimici, fisici, biologi, microbiologi.

Credo che queste estrapolazioni diano il senso di ciò che il lettore si trovi di fronte. Ma è chiaro che se ne consiglia la lettura integrale.

Anche perché i ritratti dei grandi della materia economica – su tutti Adam Smith e John Maynard Keynes – fanno emergere verità scomode ai fan dell’una o dell’altra teoria economica.

In definitiva lo storico scontro tra Teoria Classica e Teoria Keynesiana trova in Galbraith un attento osservatore che pone in evidenza le enormi pecche di entrambe ed esalta il concetto di evoluzione e trasformazione che la materia economica ha subito nel tempo, e tutt’ora subisce.

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